Pepsico annuncia nuovo ERE che colpirà undici sedi di vendita in Spagna
Pepsico annuncia licenziamenti collettivi in 11 sedi spagnole, coinvolgendo 350-400 dipendenti. I sindacati contestano la misura come drastica e ingiustificata, mentre l'azienda la giustifica come passo verso un modello di distribuzione indiretta.
Pepsico ha annunciato un nuovo piano di licenziamenti collettivi in Spagna, che coinvolgerà undici sedi di vendita del paese, tra cui Bilbao, San Sebastián, Vitoria, Polinyá, Zona Franca, Valencia, Alicante, Coslada, Leganés, Marratxí e Málaga. I sindacati UGT e CC OO hanno rivelato che la direzione aziendale ha comunicato alla sezione sindacale di UGT FICA e CC OO della Mesa Nacional la decisione di avviare un ERE (Estratto di Regolamentazione di Employment) che potrebbe interessare tra 350 e 400 dipendenti. Questo processo, che rappresenta una prosecuzione della strategia di riduzione del personale avviata negli ultimi anni, segna un cambio di rotta nella gestione delle vendite, con l'obiettivo di adottare un modello di distribuzione indiretta, in linea con le tendenze del settore. La decisione ha suscitato reazioni forti da parte dei sindacati, che hanno definito la misura "drastica, ingiustificata e desproporzionata", mettendo in dubbio la validità delle motivazioni addotte dalla multinazionale per ridurre i costi.
L'azienda ha spiegato che la transizione verso il modello di distribuzione indiretta sarà realizzata in modo progressivo e responsabile, con l'istituzione di una Comisión Negociadora composta da rappresentanti dei lavoratori e della società. Questo organismo avrà il compito di raggiungere accordi che tengano conto sia delle esigenze aziendali che dei diritti dei dipendenti, all'interno del quadro dell'Accordo Marco stipulato nel 2025. La società ha anche sottolineato il suo impegno a trovare soluzioni ottimali per tutti i soggetti coinvolti, rafforzando il proprio impegno verso una gestione equilibrata. Tuttavia, i sindacati hanno espresso preoccupazione, affermando che la misura non risolve i problemi di redditività sollevati da Pepsico, ma rappresenta un ulteriore taglio del personale. Hanno quindi chiesto maggiore trasparenza e responsabilità da parte dell'azienda, con l'apertura di un canale di comunicazione diretto per tenere aggiornati i dipendenti sulle fasi del processo.
Il contesto del piano di licenziamenti si colloca all'interno di una strategia di trasformazione aziendale che ha visto Pepsico ridurre il personale da anni, con un piano di riduzione graduale che ha portato a oltre 500 licenziamenti nel 2022. Nel 2025, la società aveva già concordato un ERE che portò alla cancellazione di 176 posti di lavoro, rispetto ai 222 inizialmente previsti. In quell'occasione, furono introdotte misure come prejubilazioni per i dipendenti con più di 56 anni, indennità superiori al massimo legale e una retribuzione lineare in base all'età e alla anzianità. Questo processo segnò un passaggio verso un modello di distribuzione indiretta, un cambiamento che ha richiesto un adattamento delle operazioni. La società ha anche rivelato che, nel 2025, il margine operativo si ridusse del 29% rispetto al periodo precedente, a causa di un calo dei benefici netti, mentre i ricavi aumentarono dello 0,79%, con un contributo significativo proveniente dall'Europa, Oriente Medio e Africa.
Le implicazioni del piano di licenziamenti collettivo sono di notevole rilevanza per il settore alimentare e bevande in Spagna, dove Pepsico opera con circa 2.500 dipendenti. L'azienda non ha fornito una cifra precisa sul numero di lavoratori che saranno colpiti, ma i sindacati stanno già monitorando la situazione per valutare le conseguenze. Miguel Ángel Losada, segretario generale di CC OO, ha precisato che i dettagli saranno resi noti il 3 febbraio, quando Pepsico comunicherà ai sindacati i dati non ancora pubblici. Inoltre, la società ha annunciato che fornirà i suoi risultati finanziari del 2025 lo stesso giorno. Questo quadro si svolge in un contesto di ristrutturazione aziendale globale, con Pepsico che ha già chiuso tre impianti di produzione negli Stati Uniti nel 2024. La decisione di ridurre ulteriore il personale in Spagna potrebbe riflettere una strategia di ottimizzazione dei costi, ma solleva preoccupazioni sui diritti dei lavoratori e sulle condizioni di lavoro.
La situazione si complica ulteriormente con la concorrenza diretta, rappresentata da Cola-Cola Europacific Partners, che ha annunciato un proprio ERE per il 2025, interessando 23 dipendenti della società Cobega Embotellador a Esplugues de Llobregat. La multinazionale ha giustificato i tagli con motivazioni organizzative, tecniche e produttive, ma i sindacati hanno espresso preoccupazione per l'impatto sociale di tali decisioni. In questo contesto, Pepsico si trova a confrontarsi con una serie di sfide: la transizione verso modelli di distribuzione indiretta, la riduzione dei costi e la necessità di mantenere un equilibrio tra profitto e responsabilità sociale. Il prossimo 3 febbraio potrebbe segnare un punto di svolta, con l'annuncio di dettagli importanti che potrebbero influenzare il futuro delle relazioni sindacali e dell'occupazione in un settore in trasformazione. La decisione di Pepsico non solo riguarda il suo interno, ma rappresenta un segnale per l'intero settore, con implicazioni su come le aziende gestiscono le loro risorse umane in un'epoca di cambiamenti economici e tecnologici.
Fonte: El País Articolo originale
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