Passeggiate romane al Bastione Ardeatino: storia e natura
La Sovrintendenza Capitolina organizza una passeggiata archeologica al Bastione Ardeatino con traduzione in LIS e prenotazione obbligatoria per promuovere accesso inclusivo al patrimonio culturale.
Roma, la tua guida culturale, il programma di visite, incontri e formazione della Sovrintendenza Capitolina, presenta per venerdì 30 gennaio una passeggiata archeologica al Bastione Ardeatino, un'esperienza immersiva che permette di esplorare le radici storiche e archeologiche del centro storico romano. L'evento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento Politiche Sociali e Salute e la Cooperativa sociale onlus Segni di Integrazione - Lazio, si svolgerà lungo un percorso che unisce la visita al sito archeologico con l'approfondimento delle opere di fortificazione realizzate nel XVI secolo. La passeggiata, guidata da Gianfranco Manchia, si svolgerà all'aperto, con partenza da via di Villa Pepoli e conclusione in prossimità della terza casamatta, da dove si può ammirare il tracciato originario delle Mura romane. L'evento è stato concepito per offrire un'esperienza inclusiva, con traduzione in Lingua dei segni italiana (LIS) e servizio di prenotazione dedicato alle persone sorde. La Sovrintendenza Capitolina, attraverso questa iniziativa, intende promuovere la fruizione del patrimonio culturale da parte di un pubblico diversificato, con particolare attenzione alle esigenze di accessibilità. La visita, limitata a un massimo di 15 partecipanti, richiede un'iscrizione obbligatoria, con possibilità di aggiungere il nome sul posto in caso di disponibilità.
L'itinerario proposto per la passeggiata archeologica inizia all'arco di accesso di via di Villa Pepoli, un punto di ingresso alla zona del Bastione Ardeatino, e si sviluppa lungo un sentiero che costeggia l'interno del tracciato delle Mura Aureliane. Dopo circa 200 metri, il percorso raggiunge il Bastione, costruito da Antonio da Sangallo nel 1536 su ordine di Papa Paolo III, un'opera di fortificazione che rappresenta un esempio significativo dell'ingegneria militare rinascimentale. Le mura, che costituivano parte del sistema difensivo romano, furono demolite per 400 metri nel corso del XIX secolo, in seguito a un piano di riqualificazione urbana che prevedeva l'abbattimento di tratti per creare spazi più accessibili. Tra i resti dell'antica struttura, si possono osservare cumuli di frammenti architettonici, alcuni di grandi dimensioni, esito della demolizione della cosiddetta Spina di Borgo nel 1939. Questo intervento, realizzato per liberare spazio per la nuova via della Conciliazione, ha portato alla scoperta di elementi architettonici di notevole interesse, come le casematte della fortificazione. La visita permette di intuire la struttura di queste costruzioni, che erano progettate per ospitare truppe e armamenti, e di comprendere come la città romana si sia evoluta nel tempo attraverso interventi di riqualificazione e riconversione.
Il contesto storico del Bastione Ardeatino è legato a un periodo di profonda trasformazione del centro storico romano, in cui le esigenze di espansione urbana e di modernizzazione hanno determinato la modificazione di importanti elementi del paesaggio. Le Mura Aureliane, costruite nel III secolo d.C. da Costantino il Grande, erano un'opera difensiva che circondava Roma e che nel corso dei secoli è stata oggetto di interventi di demolizione e ristrutturazione. La demolizione di tratti delle mura, come avvenuto nel 1939 per permettere l'apertura della via della Conciliazione, rappresenta un esempio di come il patrimonio storico possa essere reinterpretato attraverso interventi di riqualificazione urbana. La Spina di Borgo, un'area che un tempo era parte del tracciato delle mura, è diventata un simbolo della complessità del rapporto tra conservazione del patrimonio e sviluppo urbano. La passeggiata guidata permette di esplorare questi temi in modo concreto, offrendo un'immersione diretta nel contesto storico e nella geografia dell'area. Inoltre, la visita si concentra sulle casematte, strutture che costituivano la base delle fortificazioni, e sulle tracce del tracciato originario delle Mura romane, che si possono osservare in prossimità della terza casamatta. Questi elementi, oggi visibili grazie al lavoro di archeologi e restauratori, rappresentano un patrimonio unico che racconta la storia di Roma attraverso i secoli.
L'analisi della passeggiata archeologica al Bastione Ardeatino rivela come l'offerta culturale della Sovrintendenza Capitolina abbia un ruolo chiave nel promuovere la fruizione del patrimonio storico da parte di un pubblico diversificato. L'attenzione alle esigenze di accessibilità, come la traduzione in LIS e la possibilità di partecipare senza prenotazione in caso di disponibilità, dimostra un impegno verso l'inclusività e la democratizzazione del turismo culturale. Questo approccio è particolarmente significativo in un contesto in cui molti luoghi storici rimangono accessibili solo a un pubblico limitato, spesso a causa di barriere fisiche o linguistiche. La Sovrintendenza Capitolina, attraverso iniziative come questa, si propone di superare queste limitazioni, offrendo a tutti i cittadini e i visitatori un accesso più equo al patrimonio. Inoltre, l'offerta di prenotazione tramite il servizio multimediale CGS Comunicazione Globale per Sordi di Roma Capitale rappresenta un passo avanti nell'integrazione delle tecnologie digitali per migliorare l'esperienza dei partecipanti. Questo tipo di iniziativa non solo contribuisce alla conservazione del patrimonio storico, ma anche alla sua valorizzazione attraverso la promozione di un turismo che rispetta le esigenze di ogni singolo individuo.
La chiusura dell'articolo sull'evento del Bastione Ardeatino evidenzia l'importanza di iniziative come questa nel contesto più ampio della gestione del patrimonio culturale a Roma. La Sovrintendenza Capitolina, con la sua capacità di organizzare eventi accessibili e informatici, si distingue come un modello di eccellenza nel settore. L'evento del 30 gennaio rappresenta un'occasione per riflettere sul ruolo delle istituzioni pubbliche nella tutela e nell'offerta di conoscenza del patrimonio storico, nonché nel promuovere un'esperienza di visita che sia educativa e inclusiva. La collaborazione con enti come il Dipartimento Politiche Sociali e Salute e la Cooperativa sociale Segni di Integrazione - Lazio sottolinea l'importanza di un approccio multidisciplinare per affrontare le sfide del turismo culturale. In un periodo in cui la fruizione del patrimonio è sempre più richiesta da un pubblico diversificato, eventi come questo rappresentano un'opportunità per far sì che il patrimonio storico di Roma non solo venga conservato, ma anche compreso e apprezzato da tutti. La Sovrintendenza Capitolina, con la sua serie di iniziative, dimostra di essere un'istituzione che non si limita alla gestione del patrimonio, ma che lo promuove attraverso azioni concrete e innovative.
Fonte: RomaToday Articolo originale
Argomenti
Articoli Correlati
D'Arctic Monkeys e Fontaines D.C. uniti nell'album caritatevo Help (2)
4 giorni fa
Comizi Corsari: iniziativa audiovisiva al liceo Gassman
4 giorni fa