11 mar 2026

Palmerston, ex Mouser Ufficiale del Foreign Office, muore

Palmerston, un gatto che aveva svolto il ruolo di "gatto cacciatore" per il servizio diplomatico britannico, ha lasciato il mondo in Bermuda, a circa 12 anni.

18 febbraio 2026 | 06:53 | 4 min di lettura
Palmerston, ex Mouser Ufficiale del Foreign Office, muore
Foto: The New York Times

Palmerston, un gatto che aveva svolto il ruolo di "gatto cacciatore" per il servizio diplomatico britannico, ha lasciato il mondo in Bermuda, a circa 12 anni. La notizia della sua morte è stata annunciata tramite il suo account sui social media venerdì scorso, un giorno dopo il decesso. "Palmerston, un diplomatico straordinario, ha lasciato questa vita in pace", ha scritto il profilo, descrivendolo come un "comparo meraviglioso, con una natura gentile, e sarà molto mancato". Il Foreign Office, il ministero britannico degli Esteri, ha aggiunto un omaggio separato sui social media, riconoscendone il lavoro come "diplomatico felino". Palmerston, noto per la sua presenza costante su piattaforme come X, ha raccolto quasi 100.000 seguaci, un numero superiore a molte ambasciate britanniche.

La vita di Palmerston ha iniziato nel 2013, quando era ancora un cucciolo, e il suo nome era ispirato a Lord Palmerston, un ministro degli Esteri inglese del XIX secolo e due volte primo ministro. Fu adottato nel 2016 dalla Battersea Cats and Dogs Home, un rifugio per animali a Londra, dopo aver trascorso un periodo difficile sulle strade. Secondo il BBC, all'epoca era affamato, sottopeso e non aveva un microchip. Il gatto fu assegnato al Foreign Office, in un edificio storico vittoriano a Londra, dove aveva il compito di cacciare topi. Tuttavia, il suo ruolo si trasformò in un'immagine iconica della diplomazia britannica, grazie alla sua popolarità sui social media.

Palmerston divenne un simbolo della calma e della professionalità, specialmente durante i momenti di crisi. Il suo arrivo al Foreign Office coincise con il referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, un evento che scatenò una serie di turbolenze politiche. Mentre il paese attraversava un periodo di incertezza, il gatto mantenne la sua routine, cacciando topi e offrendo un'immagine di stabilità. La sua presenza sui social media divenne un punto di riferimento per i cittadini, con aggiornamenti regolari che rafforzavano il legame tra il gatto e il pubblico. Durante la pandemia di coronavirus, Palmerston fu spostato fuori dal centro di Londra e formalmente in pensione nel 2020, accompagnato da Andrew Murdoch, un funzionario del Foreign Office.

La sua carriera fu segnata da una serie di episodi che lo resero unico. In una lettera di addio al top civilista Simon McDonald, Palmerston ammise di aver "finto di dormire per ascoltare le conversazioni dei diplomatici", un'abilità che lo distingueva come un "spione felino". Nel 2022, il gatto rivelò di aver accettato un incarico come "consultante per le relazioni feline" a Bermuda, in un'azienda gestita da Murdoch. Il lavoro fu descritto come un "incarico semi-pensionato", con il gatto che "offriva udienze ai visitatori tra le sue napoline". La sua morte ha suscitato un'ondata di emozione, con molti che lo ricordano come un simbolo di dedizione e umiltà.

La figura di Palmerston rappresenta un esempio unico dell'interazione tra animali e istituzioni. Il suo ruolo, sebbene apparentemente banale, ha avuto un impatto significativo sulla comunicazione esterna del Foreign Office. La sua capacità di mantenere un'immagine positiva, anche in tempi difficili, ha dimostrato come un animale possa diventare un ambasciatore non convenzionale. Il rapporto con Larry, il gatto del numero 10 di Downing Street, ha ulteriormente enfatizzato la sua importanza. Sebbene i due si siano inizialmente confrontati, hanno trovato un accordo dopo il trasferimento di Palmerston in Bermuda. Larry, che ha quasi 900.000 seguaci, ha espresso il suo cordoglio sui social media, scrivendo "Addio, amico vecchio". La morte di Palmerston segna la fine di un'epoca, ma il suo legato rimarrà nel ricordo di tutti coloro che lo hanno seguito e ammirato.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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