11 mar 2026

ONU in pericolo di collasso finanziario per rate non pagate dai membri

La United Nations (ONU) ha lanciato un allarme drammatico sulla sua imminente crisi finanziaria, minacciando di affrontare un collasso economico entro luglio se i membri, in particolare gli Stati Uniti, non verseranno le quote annuali.

31 gennaio 2026 | 02:38 | 4 min di lettura
ONU in pericolo di collasso finanziario per rate non pagate dai membri
Foto: The New York Times

La United Nations (ONU) ha lanciato un allarme drammatico sulla sua imminente crisi finanziaria, minacciando di affrontare un collasso economico entro luglio se i membri, in particolare gli Stati Uniti, non verseranno le quote annuali. Secondo un comunicato ufficiale diffuso venerdì, l'organizzazione rischia di esaurire le risorse entro breve tempo, con conseguenze devastanti per le sue operazioni principali. La sede storica dell'ONU a New York potrebbe essere chiusa entro agosto, mentre i principali eventi internazionali, tra cui l'Assemblea Generale in autunno, saranno annullati. Inoltre, l'ufficio per la coordinazione delle attività umanitarie, fondamentale per rispondere a emergenze globali, potrebbe essere messo in standby. L'emergenza ha suscitato preoccupazione globale, con il segretario generale António Guterres che ha inviato una lettera urgente ai 196 membri, sottolineando la gravità della situazione e il rischio concreto di un collasso finanziario.

La crisi si basa su un deficit di pagamento delle quote, con gli Stati Uniti che rappresentano il 95% del debito totale, pari a circa 2,2 miliardi di dollari. Questo importo include le quote per il 2025 non ancora versate e quelle per il 2026. Il problema si aggrava a causa di una regola adottata nel 1945, che obbliga l'ONU a restituire i fondi non spesi, anche se il mancato pagamento dei membri è la causa principale. Questo meccanismo, pur inteso per garantire la trasparenza, ha reso l'organizzazione vulnerabile a una crisi strutturale. Guterres ha definito la situazione "diversa da ogni precedente periodo" e ha ribadito l'urgenza di un intervento immediato, sottolineando che la mancanza di liquidità potrebbe compromettere i servizi essenziali e mettere a rischio l'intero sistema.

Il contesto della crisi si arricchisce con la storia degli Stati Uniti, che hanno ridotto il loro contributo negli ultimi anni. Il presidente Donald Trump, nel gennaio 2017, ha ritirato il Paese da decine di organizzazioni internazionali, tra cui l'ONU, il Fondo Mondiale per l'Infanzia (UNICEF) e il Comitato per i Diritti Umani. Questo ha avuto un impatto significativo sui finanziamenti, con l'America che ha anche ridotto il supporto per le operazioni di pace. Inoltre, gli Stati Uniti non hanno ancora versato i 1,9 miliardi di dollari dovuti per le missioni di pace attive, 528 milioni per quelle chiuse e 43,6 milioni per tribunali internazionali. Anche se il governo ha annunciato un pagamento di 160 milioni per le missioni attive, la mancata copertura dei tribunali e delle spese di gestione ha aggravato la situazione.

Le conseguenze di una crisi finanziaria potrebbero essere devastanti. L'ONU ha avvertito che la chiusura della sede newyorkese e la sospensione delle attività umanitarie potrebbero mettere a rischio l'efficacia delle operazioni di soccorso in contesti di crisi, come conflitti e disastri naturali. I dipendenti civili e le agenzie come il Fondo Mondiale per l'Alimentazione (WFP) potrebbero continuare a operare grazie a fondi separati, ma l'ufficio di coordinamento delle emergenze, essenziale per la gestione delle risorse, potrebbe essere costretto a fermare le attività. Inoltre, i programmi di pacekeeping e i mediatori di conflitti potrebbero vedersi ridurre i budget, con il rischio di interrompere operazioni critiche in zone di guerra. La direzione del gruppo International Crisis Group ha sottolineato che la morale dei dipendenti è già bassa a causa di licenziamenti e tagli ai programmi, e un collasso finanziario potrebbe obbligare a chiedere ai dipendenti di lavorare senza stipendio, un'ipotesi estremamente drammatica.

La prospettiva futura appare incerta, ma il segretario generale Guterres ha ribadito la necessità di modificare la regola finanziaria dell'ONU per evitare un collasso strutturale. L'organizzazione ha già avvertito i membri di agire entro il tempo necessario, ma la mancanza di risorse e la lentezza nei pagamenti rischiano di portare a conseguenze irreversibili. Sebbene alcuni membri, come il Messico, abbiano annunciato pagamenti ritardati, la situazione rimane critica. La comunità internazionale dovrà confrontarsi con la complessità del sistema finanziario dell'ONU, che ha reso l'organizzazione vulnerabile a crisi simili a questa. La soluzione potrebbe richiedere un accordo globale per rivedere le norme finanziarie, ma il rischio di un'emergenza senza precedenti rimane elevato, con impatti su milioni di persone in tutto il mondo.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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