Miquel Barceló trasforma giornali in arte per EL PAÍS
Miquel Barceló, artista catalano di fama internazionale, ha sempre visto nei giornali un materiale non solo di informazione ma anche di creazione artistica.
Miquel Barceló, artista catalano di fama internazionale, ha sempre visto nei giornali un materiale non solo di informazione ma anche di creazione artistica. La sua relazione con questi supporti è intensa e multiforme: li legge, li tocca, li manipola, li trasforma in opere d'arte. A partire dal 4 marzo 2026, il suo lavoro sarà esposto al stand di El País durante la Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea ARCOmadrid, un evento che segna un nuovo capitolo della sua carriera. L'esposizione, che si svolgerà per cinque giorni, presenterà una serie di opere realizzate con il materiale stampa, da sculture a collage, da disegni a pitture. Barceló, nato a Felanitx nel 1957, ha integrato la stampa nei suoi processi creativi da sempre, non solo come supporto ma come elemento di espressione. La sua passione per i giornali è diventata un elemento distintivo del suo lavoro, un modo per interagire con la realtà e reinterpretarla attraverso la manipolazione materiale. Questo progetto, che unisce arte e media, rappresenta un'evoluzione naturale del suo approccio artistico, in cui la stampa non è solo un mezzo di informazione ma un supporto per la creazione.
L'uso dei giornali da parte di Barceló è stato una costante nei suoi anni di attività. Per lui, il materiale stampa è un "magma artístico-periodístico", un'alternativa al classico supporto pittorico. Le sue opere spaziano da grandi installazioni realizzate direttamente sui fogli di carta a sculture complesse fatte di strisce di giornale. Tra le sue creazioni più note, ci sono i giganteschi "cavalli" e "cristi" dipinti sull'abside della chiesa di Santa Eulalia dei Catalani a Palermo, realizzati nel 1998, o le "Ícaros voladores", alti sette metri, che raccontano la metafora della caduta. Barceló non si limita a dipingere: manipola i giornali, li strizza, li tinge, li incolla, li piega, li trasforma in oggetti che raccontano una storia diversa. Per lui, ogni pagina di giornale è un'opportunità di espressione, un'alternativa al canovaccio tradizionale. "Sono come le mie altre opere", afferma, "non c'è una differenza fondamentale. La differenza la fa il mercato e i curatori, che decidono la gerarchia delle opere". La sua creatività non si ferma alla pittura: si estende al disegno, alla scultura, al collage, a tutti i modi di interagire con il materiale stampa.
L'interesse per i giornali nasce da un'idea radicata nel suo lavoro: la stampa non è solo un supporto informativo ma un'opera d'arte in sé. Barceló ha sempre visto nel giornale un oggetto "manipulabile", un supporto per esprimere la sua visione del mondo. La sua passione per la lettura è accompagnata da un'altra forma di interazione: il disegno, la modifica, la reinterpretazione. "Sul giornale ho sempre fatto le mie cose: ho disegnato, ho modificato le foto, ho aggiunto una luce, una ombra, una prospettiva", spiega. L'idea di trasformare i giornali in opere d'arte non è nuova, ma Barceló ha dato al materiale una dimensione personale. Le sue opere non si limitano a raffigurare eventi o notizie: sono un commento, una critica, una reinterpretazione della realtà. In alcuni casi, il giornale diventa un'opera di protesta, come nel caso del suo disegno del 2000, che raffigurava il giornalista José Luis López de Lacalle ucciso da ETA, un'immagine che ha suscitato molta discussione. Per Barceló, il giornale è un medium versatile, un'alternativa alla tela, un modo per esprimere la sua libertà creativa.
L'uso dei giornali come supporto artistico ha radici storiche, ma Barceló ha dato al materiale una dimensione unica. Il collage, introdotto nel cubismo da Braque e Picasso, ha aperto nuove possibilità espressive, ma Barceló ha spinto l'idea oltre, integrando il giornale in opere che parlano di informazione, di manipolazione, di realtà diversa. Per lui, il giornale non è solo un supporto ma un'opera in sé: "Sul giornale ho sempre fatto le mie cose, ho disegnato, ho modificato le foto, ho aggiunto una luce, una ombra, una prospettiva". Questa visione ha portato a opere che non solo commentano i fatti ma li trasformano in un'altra realtà. L'idea di "altre realità" è centrale nel lavoro di Barceló: il giornale, manipolato, diventa un'altra forma di espressione, un'altra realtà. Questo concetto ha portato a alcune polemiche, come nel caso del suo cartellone per Roland Garros, un'opera che non ha rispettato le aspettative degli organizzatori. Per Barceló, però, il giornale è un'alternativa al canovaccio tradizionale, un modo per esprimere la sua libertà creativa. La sua arte non si limita a raffigurare eventi: è un commento, una critica, una reinterpretazione della realtà.
La mostra al ARCOmadrid rappresenta un'occasione per presentare un'altra faccia del lavoro di Barceló, un'arte che unisce informazione e creatività. Le opere esposte, come i "monos fatti di carta", i "futbolisti", i "coches con boñigas", le "prostitutes nude" e gli "osos armados con rifles", testimoniano la sua capacità di trasformare il giornale in un'opera d'arte. Questo progetto, che si svolgerà durante la Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea, è un'evoluzione naturale del suo lavoro, in cui la stampa non è solo un mezzo di informazione ma un supporto per la creazione. Barceló, che vive tra Mallorca e Parigi, ha sempre cercato di esprimere la sua visione del mondo attraverso materiali diversi, e i giornali sono un'alternativa al canovaccio tradizionale. La sua arte non si limita a raffigurare eventi: è un commento, una critica, una reinterpretazione della realtà. L'idea di "altre realità" è centrale nel suo lavoro, e la mostra al ARCOmadrid ne è un esempio. Con questa esposizione, Barceló continua a esplorare il rapporto tra informazione e arte, tra realtà e manipolazione, tra media e creatività. La sua passione per i giornali, che ha accompagnato tutta la sua carriera, è diventata un'arte a sé, un modo per esprimere la sua libertà e la sua visione del mondo.
Fonte: El País Articolo originale
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