11 mar 2026

MBS torna al realismo, riduce ambiziosi progetti sauditi

La gigantesca iniziativa "The Line", un progetto di sviluppo urbano che prevedeva la costruzione di un'area lineare di 170 chilometri nel deserto del Nord-Ovest saudita, ha visto il suo ambizioso piano ridimensionato.

27 febbraio 2026 | 12:39 | 4 min di lettura
MBS torna al realismo, riduce ambiziosi progetti sauditi
Foto: Le Monde

La gigantesca iniziativa "The Line", un progetto di sviluppo urbano che prevedeva la costruzione di un'area lineare di 170 chilometri nel deserto del Nord-Ovest saudita, ha visto il suo ambizioso piano ridimensionato. Inizialmente concepito come un simbolo di modernità e tecnologia, il progetto, frutto dell'immaginario del principe ereditario Mohammed Ben Salman (MBS) e di creatori hollywoodiani, aveva l'obiettivo di diventare il cuore di Neom, una megalopoli high-tech che avrebbe incorporato elementi come taxi volanti e scuole virtuali tramite hologrammi. Questo progetto era stato presentato come una delle punte di diamante del piano Vision 2030, il programma di rinnovamento economico e sociale lanciato nel 2017 da MBS per ridurre la dipendenza dal petrolio. Tuttavia, le aspettative iniziali si sono rivelate irrealistiche, e oggi Neom si sta concentrando su alternative più pragmatice, come la produzione di energia verde e la tecnologia dell'informazione. La ridimensionata visione del progetto ha segnato un cambiamento significativo nella strategia economica del regno, spostando l'attenzione da gigaprogetti futuristici a iniziative più concrete e finanziariamente sostenibili.

L'abbandono o il ridimensionamento di progetti come "The Line" riflette una svolta decisiva nel piano di sviluppo saudita. Neom, che inizialmente aveva ambiziosamente mirato a diventare una versione più avanzata di Dubai, si è rivelata un esempio di come le grandi iniziative possano incontrare ostacoli economici, logistici e tecnologici. Il progetto originale prevedeva la costruzione di due gigantesche paratie di specchi che avrebbero riflesso la luce del sole per alimentare l'intera città, ma le complessità di realizzarle hanno portato a un'alternativa più pragmatica. Ora, Neom punta a integrare centrale idrogeno verde, impianti solari e eolici, nonché centri di dati ad alta efficienza. Questo cambio di rotta è stato accolto come una strategia di adattamento alle nuove esigenze del mercato globale, dove la sostenibilità e l'innovazione tecnologica sono diventate priorità. L'attenzione si è spostata dall'ipertecnologia a settori che generano reddito immediato, come l'industria e il turismo, che sono stati riconosciuti come pilastri fondamentali per la diversificazione economica del regno.

Il contesto di questa svolta è legato al piano Vision 2030, che mira a ridurre la dipendenza dal petrolio e a promuovere un'economia più diversificata. Questo piano, lanciato da MBS nel 2017, prevedeva la creazione di nuove industrie, l'incremento delle opportunità di lavoro e la modernizzazione dei servizi pubblici. Tuttavia, il progetto "The Line" aveva suscitato molte critiche per le sue dimensioni esagerate e per la mancanza di un piano finanziario chiaro. Gli investitori, inizialmente entusiasti, hanno iniziato a mettere in discussione la fattibilità del progetto, soprattutto considerando i costi elevati e la complessità logistica di un'area così vasta nel deserto. L'abbandono o il ridimensionamento di "The Line" non significa quindi un abbandono della visione futurista, ma un riorientamento verso progetti più realistici e sostenibili. Il regno ha quindi deciso di concentrarsi su settori come l'intelligenza artificiale (IA), le risorse minerarie e l'energia rinnovabile, che sono considerati chiave per il futuro economico del paese.

L'impatto di questa svolta è stato riconosciuto anche a livello internazionale, dove il regno saudita ha riconosciuto la necessità di adattare la sua strategia di sviluppo. Il Fondo d'investimento pubblico, uno dei fondi sovrani più importanti al mondo con 925 miliardi di dollari, ha recentemente rivisto la sua strategia per il periodo 2026-2030, mettendo al centro la crescita di settori come l'IA, le risorse minerarie e il turismo. Questo cambio di rotta ha ridimensionato il ruolo dei progetti futuristici, che erano precedentemente stati considerati come simboli del progresso saudita. Tuttavia, il regno non ha abbandonato del tutto l'idea di un futuro tecnologico avanzato. Al contrario, sta cercando di integrare tecnologie innovative in settori più tradizionali, come l'energia e l'industria. Questo approccio ha permesso al regno di mantenere la sua leadership globale, ma con una strategia più equilibrata tra ambizione e realismo.

La svolta verso progetti più pragmatici non ha però eliminato del tutto le ambizioni del regno. Neom, pur avendo abbandonato l'idea di diventare una megalopoli futurista, continua a rappresentare un simbolo di rinnovamento. Il governo saudita ha chiarito che il progetto non è stato abbandonato, ma riorientato verso un modello che combini tecnologia avanzata con sostenibilità ambientale. Questo nuovo approccio è stato accolto come un segnale di maturità da parte del regno, che ora mira a competere in settori globali come l'energia verde e l'IA. L'obiettivo è di creare un'economia diversificata, ma allo stesso tempo in grado di mantenere il ruolo di leader nel mercato globale. La transizione da progetti iperambiziosi a iniziative più concrete rappresenta quindi una fase cruciale nella strategia di sviluppo saudita, che cerca di equilibrare innovazione e realismo. La sfida ora è di mantenere questa direzione, mentre il regno si prepara a affrontare un futuro sempre più complesso e competitivo.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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