11 mar 2026

L'esposizione La Marrade a Dunkerque esplora l'umorismo nelle lotte femministe degli anni '70

L'arte ha sempre svolto un ruolo cruciale nel dibattito sociale, ma raramente si è concentrata sulle dinamiche del riso e dell'autodifesa nella lotta femminista.

19 febbraio 2026 | 06:25 | 5 min di lettura
L'esposizione La Marrade a Dunkerque esplora l'umorismo nelle lotte femministe degli anni '70
Foto: Le Monde

L'arte ha sempre svolto un ruolo cruciale nel dibattito sociale, ma raramente si è concentrata sulle dinamiche del riso e dell'autodifesa nella lotta femminista. A Dunkerque, nel Nord della Francia, il Museo d'arte e azione contemporanea (LAAC), un'istituzione nata negli anni Settanta e noto per la sua capacità di riconciliare critica e creatività, presenta un'esposizione che svela un aspetto poco esplorato del movimento femminista: la drôlerie e l'autodérisione. Intitolata La Marrade, l'installazione si sviluppa nei luoghi utopici del museo, con una scenografia audace e colorata di viola, simbolo delle suffragette e del movimento femminista contemporaneo. L'evento è stato curato da Camille Paulhan, storica dell'arte riconosciuta per il suo interesse per temi inusuali e per l'umorismo come strumento di resistenza. L'esposizione si propone di riconsiderare il ruolo del riso nelle strategie di lotta delle donne negli anni Settanta, un periodo in cui le militanti femministe erano spesso percepite come rivolte o aggressive, ma che ora viene riletto attraverso una prospettiva diversa. Questa iniziativa, nata da anni di ricerca, offre un'occasione unica per esaminare come l'umorismo abbia potuto diventare un mezzo di ribellione e di ribaltamento dei pregiudizi.

L'esposizione La Marrade si basa su un'indagine approfondita sull'origine del riso nella rappresentazione femminile, un tema che Camille Paulhan ha esplorato attraverso un'analisi cronologica e culturale. La commissaria ha scelto di partire da figure antiche, come Baubô, la figura mitologica greca associata all'obscenità, e da episodi biblici, come il riso di Sara, che nella tradizione religiosa è stato spesso interpretato come simbolo di disobbedienza. Tuttavia, l'approccio di Paulhan non si limita al passato: ha incluso anche le rappresentazioni delle donne negli anni Ottanta, quando le prime ondate femministe avevano già iniziato a reclamare il diritto al voto, ma il riso era raramente utilizzato come strumento di protesta. Questo dibattito ha portato alla scoperta di un'arte rara, che ha sperimentato il riso come forma di contestazione e di ribaltamento delle norme sociali. L'esposizione, quindi, non solo celebra l'umorismo, ma lo presenta come un elemento chiave nella costruzione di un'identità femminile alternativa, capace di sfidare le aspettative culturali e di creare spazi di libertà.

Il contesto storico che ha reso possibile questa esplorazione risiede nella transizione tra le prime e le seconde ondate del movimento femminista. Negli anni Settanta, il dibattito sulle questioni di genere si è radicalizzato, ma spesso si è concentrato su temi di violenza, diritti politici e occupazione dello spazio pubblico. L'umorismo, in questo periodo, era visto come un'arma di difesa o un modo per sfidare le norme, ma non era mai stato approfondito come tema autonomo. Camille Paulhan ha riconosciuto questa lacuna e ha cercato di colmarla attraverso un'analisi che unisce l'arte, la cultura popolare e le pratiche di resistenza. L'esposizione, quindi, non solo riconsidera il ruolo delle donne nell'arte, ma anche il loro rapporto con il riso come forma di espressione. Questo approccio è stato reso possibile grazie alla crescente attenzione verso il dialogo tra arte e società, un tema che il LAAC ha sempre sostenuto. L'istituzione, infatti, ha investito negli anni passati nella riconciliazione tra critica e creatività, portando al pubblico temi che spesso rimangono marginali.

L'analisi dell'esposizione La Marrade rivela implicazioni profonde per la comprensione del movimento femminista e della sua evoluzione. L'uso dell'umorismo come strumento di ribellione non solo ha permesso alle donne di sottolineare le loro contraddizioni, ma anche di sfidare le aspettative di un pubblico che tendeva a marginalizzarle. Questo aspetto è particolarmente rilevante oggi, quando il dibattito su genere e potere continua a evolversi. L'esposizione, quindi, non è solo un atto di commemorazione, ma una riflessione sulle capacità delle donne di costruire spazi autonomi, anche attraverso la risata. Inoltre, l'approccio di Camille Paul, che unisce la ricerca storica a una visione contemporanea, suggerisce che il riso può essere un veicolo di resistenza più potente di quanto si pensi. Questo non significa che l'umorismo sostituisca la lotta per i diritti, ma che possa ampliare le strategie di azione e di contestazione. L'arte, in questo senso, diventa un terreno di sperimentazione per nuove forme di empowerment.

La chiusura di questa iniziativa svela prospettive future che potrebbero influenzare il dibattito culturale e sociale. L'esposizione La Marrade non solo ha riconciliato passato e presente, ma ha anche aperto la strada a nuove ricerche sull'umorismo come forma di resistenza. Il successo del progetto potrebbe portare a ulteriori iniziative che esplorano il rapporto tra arte e lotta per i diritti, con un focus particolare sulla creatività delle donne. In un mondo in cui le questioni di genere continuano a occupare un ruolo centrale, l'umorismo potrebbe diventare uno strumento sempre più riconosciuto per la sua capacità di svelare le contraddizioni e di creare connessioni tra le persone. Il LAAC, con la sua visione innovativa, ha dimostrato che l'arte può essere un ponte tra le diverse espressioni della resistenza, e il successo di La Marrade potrebbe ispirare altre istituzioni a seguire questa strada. In questo modo, il riso non solo si trasforma in un atto di ribellione, ma anche in un elemento di unità e di crescita collettiva.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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