L'arte del management spiegata da Shakespeare, Corneille e Chekhov
Jean-Michel Saussois propone un'analisi originale del management attraverso le metafore del teatro, rivelando dinamiche umane e decisionali come una commedia. Il libro, ispirato a studi sociologici, cerca di rendere più empatico l'apprendimento aziendale, ma suscita dibattito su semplificazioni eccessive.
Un direttore d'azienda che interpreta male il proprio ruolo, un manager promosso che non riesce a adattarsi al nuovo ruolo e un nuovo arrivato percepito come un imitatore: queste sono solo alcune delle scenette che Jean-Michel Saussois, emerito professore dell'ESCP Business School, ha osservato durante i suoi anni di lavoro come consulente aziendale. Il professor Saussois ha sviluppato un'analisi originale e stimolante, pubblicata in un libro intitolato Il teatro del management, in cui mette in relazione le dinamiche interne delle organizzazioni con le regole del teatro. L'idea, semplice ma profonda, è che il management non sia solo un'arte ma un'esperienza teatrale, in cui ogni figura assume un ruolo con difficoltà diversa, ma con un'efficacia variabile. L'obiettivo del libro è spiegare i meccanismi delle aziende e la complessità dei processi decisionali, utilizzando un linguaggio accessibile e immaginativo.
L'approccio di Saussois si basa sull'osservazione diretta di situazioni reali, come quelle descritte nel libro. Nel primo capitolo, il professor Saussois racconta di un direttore che, pur avendo una posizione di prestigio, non riesce a gestire il team e si comporta come se fosse un personaggio teatrale, con atteggiamenti esagerati e inadatti al contesto. Un'altra storia riguarda un manager promosso che, pur avendo competenze tecniche, non riesce a integrarsi nel ruolo di capo, creando tensioni all'interno del team. Infine, un nuovo arrivato, percepito come un imitatore, non riesce a conquistare la fiducia dei colleghi, minando l'ambiente di lavoro. Questi episodi, raccontati in modo vivido, mostrano come le relazioni umane e le dinamiche di potere siano spesso simili a una commedia, dove ogni personaggio cerca di tenere un ruolo con successo diverso.
Il libro si ispira ai lavori di Danièle Linhart, sociologa nota per aver analizzato le relazioni di potere in contesti organizzativi. Saussois ha scelto di utilizzare il teatro come metafora, non solo per rendere il concetto più accessibile, ma per svelare le complessità nascoste dietro le scelte aziendali. Secondo il professor Saussois, il teatro è un "arte della suggestione" in grado di trasmettere emozioni e spunti di riflessione, permettendo al lettore di vivere l'esperienza del management come se fosse un'azione teatrale. L'autore riferisce anche del contributo del dramaturgo Guy Cassiers, che sostiene che la fiction ha il potere di farci vedere le cose da un'angolazione diversa, creando un legame intimo con la realtà. Questo approccio, a detta dell'autore, rende l'apprendimento più coinvolgente, evitando di ricorrere a spiegazioni didattiche che possono risultare fredde e distaccate.
L'idea di Saussois non è solo un esercizio retorico, ma un tentativo di riformulare il modo in cui si studia e si pratica la gestione aziendale. Secondo il professor Saussois, il management non è un'attività lineare, ma un processo in cui ogni decisione è influenzata da fattori emotivi, relazionali e culturali. L'uso del teatro permette di mettere in evidenza queste dinamiche, mostrando come le scelte di leadership possano essere tanto pragmatiche quanto teatrali. L'autore sostiene che, attraverso le metafore del teatro, è possibile svelare le logiche nascoste dietro i comportamenti aziendali, riuscendo a rendere più chiara la complessità del mondo delle organizzazioni. Questo metodo, però, non è senza critiche: alcuni esperti ritengono che l'uso del teatro possa semplificare troppo le situazioni reali, trascurando aspetti pratici e tecnici.
Il libro di Saussois rappresenta un tentativo innovativo per rinnovare l'insegnamento del management, ma il suo successo dipende anche dal modo in cui verrà accolto dal pubblico e dagli esperti del settore. L'autore, che ha già pubblicato studi sulle relazioni di potere e sulle dinamiche di gruppo, ha dichiarato di voler proseguire con ulteriori progetti, integrando le sue idee in corsi universitari e corsi di formazione aziendale. Il suo lavoro potrebbe influenzare il modo in cui si insegna la gestione, introducendo un approccio più empatico e immersivo. Tuttavia, per essere davvero rivoluzionario, il libro dovrà superare le resistenze di chi ritiene che il management sia un'attività pratica, non un'esperienza teatrale. In ogni caso, il lavoro di Saussois ha aperto nuove prospettive, mostrando come le relazioni umane e le scelte aziendali possano essere comprese attraverso una lente diversa, quella della creatività e dell'immaginazione.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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