11 mar 2026

La Fondazione Robert Capa proibisce al Comune di Madrid l'uso del nome del fotografo

L'area di Peironcely, 10, a Entrevías, ha subito un duro colpo nel suo progetto di diventare un punto di riferimento per il mondo della fotografia.

06 marzo 2026 | 07:26 | 5 min di lettura
La Fondazione Robert Capa proibisce al Comune di Madrid l'uso del nome del fotografo
Foto: El País

L'area di Peironcely, 10, a Entrevías, ha subito un duro colpo nel suo progetto di diventare un punto di riferimento per il mondo della fotografia. Il Centro Robert Capa, che gestisce il legato del famoso fotografo húngaro, ha espresso una netta opposizione al piano del Comune di Madrid per utilizzare il nome del celebre scrittore e fotografo. La decisione, annunciata attraverso una lettera inviata dall'International Center of Photography (ICP) di New York, ha sancito che il nome di Robert Capa non potrà essere associato a nessun progetto o iniziativa che non sia stato approvato in modo unanime dalla Plataforma, una coalizione di abitanti e artisti che avevano lottato per salvare la casa di ladrillo dove Capa scattò la famosa immagine della Guerra Civile spagnola. L'ICP ha sottolineato che ogni tentativo di legare il nome del fotografo a un progetto municipale non autorizzato sarà privo di legittimità e supporto internazionale. Questa decisione ha scosso non solo i cittadini locali ma anche istituzioni culturali internazionali, che hanno espresso preoccupazione per la perdita di una memoria storica e artistica unica.

Il progetto del Comune di Madrid, presentato inizialmente come un centro di cultura per giovani in difficoltà, aveva visto la collaborazione tra il Dipartimento di Cultura, Turismo e Sport e il Dipartimento di Politiche Sociali, con la Fondazione José María de Llanos che si sarebbe occupata della programmazione. Tuttavia, la scelta di trasformare la casa in un centro per giovani, piuttosto che in un luogo di interpretazione della Guerra Civile, ha suscitato forti critiche da parte della Plataforma, della Federazione delle Associazioni di Abitanti di Madrid (FRAVM) e di diverse associazioni locali come La Paz, La Viña, Kasko Viejo, Palomeras Bajas e Puente de Vallecas-San Diego. Queste organizzazioni hanno denunciato un'intervento del Comune per consegnare l'edificio alla Fondazione José María de Llanos, che considerano estranea al progetto originario e che, secondo loro, ha messo in pericolo anni di lavoro comunitario, accademico e internazionale. La reazione non si è limitata al territorio nazionale: anche la Capa Haus Initiative di Leipzig, in Germania, ha espresso preoccupazione per la distruzione di un'opportunità di collaborazione tra due luoghi simbolo della memoria della guerra.

L'area di Peironcely, 10, è diventata un simbolo di lotta per la conservazione della memoria storica dopo decenni di abbandono. La casa, dove Robert Capa scattò la famosa fotografia della Guerra Civile spagnola, era stata salvata grazie a un'ampia campagna di abitanti, artisti e istituzioni, che avevano lottato per evitarne la demolizione. Il progetto originario prevedeva la creazione di un centro per la commemorazione dei bombardamenti aerei di Madrid, un luogo in cui fosse possibile ricostruire la storia attraverso mostre, eventi e studi. Il Comune di Madrid aveva inizialmente accolto questa idea, ma nel tempo aveva modificato l'obiettivo del progetto, trasformandolo in un'area destinata a giovani in difficoltà. Questa decisione ha suscitato un forte contrasto, soprattutto tra chi aveva visto nella casa un luogo di memoria e chi, invece, vedeva un'opportunità per offrire servizi sociali. Il dibattito è diventato un esempio di come il rapporto tra memoria storica e sviluppo sociale possa generare tensioni, soprattutto quando si tratta di spazi di grande valore culturale.

Le implicazioni di questa decisione sono profonde, non solo per il territorio di Madrid ma anche per il mondo della fotografia e della memoria storica. L'ICP ha sottolineato che il legato di Robert Capa non può essere utilizzato in modo improprio, soprattutto in un contesto che non rispetta il consenso della comunità locale e internazionale. La posizione del Comune di Madrid, che ha cercato di riconoscere il valore dell'area come Lugar de Memoria Democrática, ha però incontrato resistenza da parte di chi sostiene che il luogo deve rimanere un memoriale della Guerra Civile e non un'area per attività sociali. La questione si complica ulteriore con il fatto che il Comune ha dovuto investire oltre un milione di euro per restaurare l'edificio, un intervento che ha richiesto un lungo periodo di studio e pianificazione. La decisione di utilizzare il nome di Robert Capa ha messo in discussione non solo il rispetto della memoria storica ma anche la capacità dell'amministrazione pubblica di gestire spazi di valore culturale senza compromettere il loro significato.

Il futuro del progetto sembra incerto, ma il Comune di Madrid ha espresso l'intenzione di aprire il centro entro il 2028, dopo un anno di lavori. Tuttavia, la tensione tra i sostenitori del centro come memoriale e chi lo vede come un'area per attività sociali potrebbe continuare a influenzare il destino dell'edificio. L'ICP ha chiesto al Comune di riconsiderare la decisione e di spostare il progetto in un altro spazio disponibile, rispettando il consenso di una decina di anni di lavoro. Questa situazione rappresenta un caso emblematico di come la gestione di spazi culturali e storici possa diventare un campo di battaglia tra interessi diversi, con conseguenze che vanno ben al di là del semplice utilizzo di un nome. La sfida per il Comune è trovare un equilibrio tra sviluppo sociale e conservazione della memoria, un tema che potrebbe diventare sempre più rilevante in un'epoca in cui il valore dei luoghi storici è sempre più contestato.

Fonte: El País Articolo originale

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