11 mar 2026

Il Nettuno di Lione al Museo Barracco di Scultura Antica

L'evento espositivo che si svolgerà dal 6 febbraio in un'area strategica del Museo di scultura antica Giovanni Barracco rappresenta un momento di grande rilevanza culturale e storica per la città di Roma.

06 febbraio 2026 | 12:47 | 5 min di lettura
Il Nettuno di Lione al Museo Barracco di Scultura Antica
Foto: RomaToday

L'evento espositivo che si svolgerà dal 6 febbraio in un'area strategica del Museo di scultura antica Giovanni Barracco rappresenta un momento di grande rilevanza culturale e storica per la città di Roma. La mostra, promossa da Roma Capitale e in collaborazione con la Métropole Grand Lyon, presenta per la prima volta al pubblico romano una statua di Nettuno, una delle opere più significative provenienti dall'antica colonia romana di Lugdunum, oggi Lione. L'opera, rinvenuta nel fiume Rodano nel 1859, è la più grande statua bronzea della divinità marina conservata in Francia e rappresenta una delle testimonianze più importanti della statuaria bronzea gallica. L'esposizione si svolgerà nella sala al piano terra del museo, un luogo che ha subito recenti interventi di rinnovamento per migliorare l'ospitalità e l'esperienza dei visitatori. Questo evento è frutto di un accordo internazionale stipulato tra il Museo Barracco e il Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione del secondo museo. L'obiettivo è valorizzare la collaborazione tra due istituzioni culturali di alto livello, rafforzando i legami tra Italia e Francia attraverso la condivisione di patrimoni artistici e storici. La mostra si inserisce in un contesto più ampio di scambi culturali e riconoscimento reciproco tra le due nazioni, sottolineando l'importanza della memoria e della tradizione comune.

La statua di Nettuno, realizzata nel III secolo d.C., è un esempio emblematico della capacità degli artigiani locali di creare opere di notevole complessità e dettaglio. L'opera, a grandezza quasi naturale, raffigura il dio del mare nel momento in cui emerge dai flutti, con i capelli inanellati disposti in modo che ricordino "ricci bagnati". Questa iconografia è mutuata dall'omonima figura greca, Posidone, ma presenta elementi unici che la distinguono. Si ritiene che la divinità originariamente portasse in mano sinistra il tridente, attributo principale del dio, e nella destra forse un delfino, simbolo della sua connessione con il mondo marino. La scultura era probabilmente collocata in un tempio cittadino di Lugdunum, la capitale della provincia della Gallia Lugdunensis, una delle metropoli più importanti delle Gallie. L'opera è stata conservata per oltre un secolo prima di essere esposta al pubblico romano, un'occasione unica per ammirarne l'artigianato e la raffinatezza. La sua presenza nel museo romano non solo celebra la sua importanza storica, ma anche la capacità di attrarre un pubblico internazionale, grazie alla sua rilevanza culturale e artistica.

L'evento rappresenta un esempio significativo di collaborazione tra istituzioni culturali di due Paesi con un'importante storia comune. La mostra è il frutto di un accordo stipulato tra il Museo Barracco e il Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione del secondo museo, avvenuto nel 1973. Questo accordo ha previsto lo scambio di opere antiche, con la partecipazione di entrambi i musei, che si sono impegnati a promuovere la condivisione di patrimoni culturali. Inoltre, alcuni capolavori del Museo Capitolino, tra cui sculture e reperti di particolare interesse, sono esposti nella mostra "L'art chez les Romains", in corso a Lione. Questa sinergia tra musei italiani e francesi riflette un impegno concreto per il riconoscimento reciproco e la valorizzazione del patrimonio artistico. L'iniziativa è stata promossa anche dall'Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, un'azienda che ha sottolineato l'importanza del dialogo culturale per il rispetto e la comprensione tra le diverse tradizioni. La mostra non è solo un evento di rilievo, ma anche un'occasione per rafforzare i legami tra due Paesi con un'esperienza storica condivisa.

Il Museo Barracco ha recentemente completato un programma di interventi mirati al rinnovamento degli spazi e all'aggiornamento degli strumenti di accoglienza. La sala al piano terra, che ospita la statua di Nettuno, è stata riorganizzata in un nuovo spazio dedicato a mostre temporanee di pregio, progettato per accogliere e valorizzare progetti espositivi di alto livello. Questo lavoro di ristrutturazione ha incluso l'installazione di nuovi pannelli didattici e una segnaletica interna ed esterna rinnovata, con l'obiettivo di migliorare la fruibilità e l'esperienza dei visitatori. L'area di accoglienza è stata inoltre rinnovata per facilitare il flusso dei visitatori e garantire una gestione più efficiente degli spazi, un aspetto cruciale per il successo di un evento di questo tipo. Questi interventi riflettono l'impegno del museo per rimanere al passo con le esigenze di un pubblico sempre più esigente e per offrire un'esperienza culturale di qualità. La presenza della statua di Nettuno in questo contesto non solo arricchisce la collezione del museo, ma anche la sua capacità di attrarre un pubblico diversificato, grazie alla sua storia e alla sua rilevanza artistica.

La mostra rappresenta un momento di grande rilevanza per la cultura e la memoria storica, ma anche un'opportunità per riflettere sulla capacità delle istituzioni di promuovere il dialogo e la collaborazione tra Paesi. La presenza della statua di Nettuno a Roma non solo celebra la sua importanza storica, ma anche la capacità di attrarre un pubblico internazionale, grazie alla sua rilevanza culturale e artistica. L'iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di scambi culturali e riconoscimento reciproco tra Italia e Francia, due Paesi con una storia comune che si estende per millenni. La mostra potrebbe diventare un modello per futuri progetti di collaborazione tra musei e istituzioni culturali, sottolineando l'importanza di un approccio condiviso alla valorizzazione del patrimonio. Inoltre, la ristrutturazione del Museo Barracco dimostra come gli investimenti in spazi e tecnologie possano migliorare l'esperienza dei visitatori e arricchire la fruizione delle opere. Questi aspetti, uniti alla presenza di una statua di così grande importanza, fanno di questa mostra un evento che non solo riconosce il passato, ma anche la capacità di guardare al futuro con progetti condivisi e innovativi.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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