11 mar 2026

Hanoi si prefigge di diventare metropoli globale con nuova era architettonica

Il 7 gradi giorno del Têt, il Nuovo Anno vietnamita, la città di Hanoi si trasforma in un'immensa festa di colori e tradizioni.

02 marzo 2026 | 08:56 | 5 min di lettura
Hanoi si prefigge di diventare metropoli globale con nuova era architettonica
Foto: Le Monde

Il 7 gradi giorno del Têt, il Nuovo Anno vietnamita, la città di Hanoi si trasforma in un'immensa festa di colori e tradizioni. Mentre migliaia di persone si riversano nel parco del lago dell'Ovest, uno dei più grandi bacini d'acqua della capitale, si preparano a offrire preghiere e doni al tempio di Tay Ho, un simbolo centrale del culto degli antenati. Le donne, vestite in abiti tradizionali a fiori e colori vivaci, camminano in silenzio lungo i sentieri fangosi, mentre uomini e bambini si uniscono a rituali che richiamano i legami con le generazioni passate. Accanto a questa scena ancestrale, un'immensa costruzione moderna si staglia sullo sfondo: il nuovo Opera di Hanoi, progettato dall'architetto Renzo Piano, che sembra sussurrare un messaggio di progresso in un contesto storico e geografico complesso. Il progetto, con la sua struttura "pixélizzata" e le tonalità nacrate che ricordano una perla incastonata in una conchiglia, rappresenta l'ambizione di un Vietnam che punta a rientrare tra i paesi più avanzati del mondo entro il 2045. Questo evento, però, non è solo un'occasione per celebrare la tradizione, ma anche per segnare una svolta nella politica economica del paese, guidato dal nuovo leader To Lam, che ha lanciato un piano ambizioso per rilanciare la crescita del Paese.

L'atmosfera del Têt è resa ancora più intensa dal contrasto tra il passato e il futuro. Mentre i fedeli si inginocchiano davanti alle statue degli antenati, i lavoratori del cantiere dell'Opera si muovono con una determinazione che sembra svelare la volontà di trasformare Hanoi in una metropoli globale. La costruzione, che dovrebbe completarsi entro il 2026, è un simbolo del desiderio di integrare il patrimonio storico con le tecnologie più avanzate. L'architetto Piano, noto per le sue opere iconiche come il Centre Pompidou a Parigi, ha progettato una struttura che si adatta al paesaggio del lago, evitando di oscurare il panorama naturale. Tuttavia, il progetto non è immune da critiche: alcuni esperti sottolineano come la densità di costruzioni in zona potrebbe compromettere la qualità dell'aria e l'ecosistema del lago, un'area già sensibile a causa dell'inquinamento. Al contempo, il governo promuove l'Opera come un'attrazione turistica in grado di portare investimenti stranieri e aumentare il numero di eventi internazionali a Hanoi. Questo sforzo si inserisce in un quadro più ampio, in cui il Vietnam cerca di ridurre la dipendenza dalla produzione agricola e industrializzare il settore dei servizi, puntando su settori come l'energia rinnovabile e la tecnologia.

Il contesto storico del Vietnam è un mix di sfide e opportunità. Dopo la riforma del 1986, detta Doi Moi, il paese ha trasformato la sua economia da un modello centralizzato a uno più aperto, portando crescita e modernizzazione. Tuttavia, la strada non è stata sempre facile: crisi economiche, disoccupazione e disuguaglianze sociali hanno spesso messo in discussione i risultati del processo di rinnovamento. Con l'ascesa al potere di To Lam, un leader noto per la sua determinazione e l'ambizione di guidare il Paese verso un ruolo di primo piano a livello globale, il Vietnam ha lanciato un piano ambizioso per rientrare tra i paesi più ricchi entro il 2045. Questo obiettivo richiede investimenti massicci in infrastrutture, ricerca e sviluppo, nonché una gestione attenta delle risorse naturali. Il Têt, con le sue celebrazioni e i suoi rituali, diventa un momento simbolico per ricordare le radici del Paese mentre si guarda al futuro. La costruzione dell'Opera, in questo senso, rappresenta un tentativo di equilibrare la tradizione con l'innovazione, un tema centrale nella politica economica del Vietnam.

L'analisi delle implicazioni di questa svolta è complessa. Da un lato, l'Opera di Hanoi potrebbe diventare un simbolo di modernità, attirando turisti e investitori, e contribuendo a migliorare la reputazione internazionale del Paese. Dall'altro, il progetto solleva preoccupazioni sull'impatto ambientale e sociale. La costruzione di un'infrastruttura di questa portata potrebbe aumentare il numero di abitanti nella zona del lago, mettendo sotto pressione il sistema di gestione delle acque e il rispetto delle norme ambientali. Inoltre, il piano di sviluppo economico del Vietnam, che mira a rientrare tra i paesi più avanzati entro il 2045, richiede un aumento significativo degli investimenti in settori come l'energia rinnovabile, la tecnologia e i trasporti. Tuttavia, la realizzazione di tali obiettivi dipende da una gestione efficace delle risorse e da una collaborazione tra governo, aziende e cittadini. L'ambizione di To Lam di trasformare il Vietnam in una potenza economica globale è quindi un'impresa che richiede non solo visione, ma anche capacità di gestire i rischi e le sfide interne ed esterne.

La prospettiva futura del Vietnam sembra dipendere da una serie di fattori interconnessi. L'Opera di Hanoi, se completato come previsto, potrebbe diventare un'attrazione turistica di prim'ordine, ma solo se il governo riesce a gestire i problemi di inquinamento e sostenibilità. Allo stesso tempo, il piano di sviluppo economico del Paese richiede una maggiore cooperazione tra settori diversi, nonché un miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Il Têt, con le sue celebrazioni e i suoi rituali, ricorda che il Vietnam non può dimenticare le sue radici mentre cerca di integrarsi nel mondo moderno. La capacità del Paese di equilibrare crescita economica e conservazione del patrimonio culturale e ambientale sarà chiave per il suo futuro. Mentre i lavoratori del cantiere dell'Opera si muovono con determinazione, il Vietnam si prepara a un'era di cambiamenti profondi, in cui la tradizione e l'innovazione dovranno convivere in un equilibrio delicato. La sfida non è solo tecnica, ma anche sociale e politica, e il successo di questa svolta dipenderà da quanto il Paese riuscirà a gestire le aspettative di un'intera generazione.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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