Governo valuta revoca Interés Turístico Nacional della Semana Santa di Sagunto per esclusione delle donne
La Semana Santa di Sagunto, riconosciuta Fiesta de Interés Turístico Nacional, è al centro di un dibattito per l'esclusione delle donne dalle cofradías. Un'azione legale potrebbe portare alla revoca della categoria se la discriminazione di genere non sarà risolta.
La Semana Santa di Sagunto, una celebrazione religiosa e storica che risale al 1492, ha sempre visto il contributo delle donne, che da secoli sostengono gli eventi, mantengono pulita l'ermita della Puríssima Sang de Jesucrist, curano i tradizionali abiti neri con cappuccio e vendono biglietti della lotteria. Tuttavia, per decenni le donne non hanno potuto partecipare come cofrade, un ruolo che richiede di processionare per le strade della città romana. Questo divieto ha suscitato proteste e dibattiti, culminando in un'azione legale che potrebbe portare alla revoca della categoria di Fiesta de Interés Turístico Nacional (ITN) conferita al rito nel 2004. Il ministerio di Industria e Turismo, che gestisce la concessione di questa distinzione, ha iniziato un'indagine per valutare se la discriminazione di genere abbia reso inadeguata la fiesta per gli standard richiesti. La decisione non è stata presa in modo definitivo, ma segna un passo significativo nella lotta per l'uguaglianza.
La questione riguarda una tradizione che, pur mantenendo il suo carisma, si trova a confrontarsi con nuove esigenze sociali. Le donne, pur non potendo entrare nelle cofradías come processionali, hanno contribuito in modi diversi: dalla cura dei vestiti ai servizi di accoglienza, ma non hanno potuto partecipare al rito centrale. La segnalazione di una cittadina, che ha denunciato questa discriminazione, ha scatenato un'analisi da parte del ministerio. Secondo la normativa vigente, le fieste ITN devono garantire la partecipazione della comunità senza esclusioni. Il ministerio ha avviato un processo per verificare se la mancanza di inclusione abbia compromesso il valore della celebrazione, un aspetto che potrebbe influire sulla sua classificazione. Tuttavia, non è ancora stato stabilito se la decisione sarà effettivamente presa.
Il contesto storico della Semana Santa di Sagunto è legato alla sua origine medievale, quando la città era un importante centro culturale e religioso. Le cofradías, nate come associazioni di uomini, hanno mantenuto un ruolo centrale nella tradizione, anche se nel tempo le donne hanno trovato spazi per partecipare. La decisione di escluderle, tuttavia, ha suscitato polemiche. Nel 2022, un gruppo di cofrades sensibilizzati ha raccolto firme per convocare una nuova assemblea, in cui potrebbe essere discussa l'apertura delle cofradías. La resistenza al cambiamento, però, è stata notevole: nel 2004, la modifica degli statuti per includere le donne fu rifiutata con un margine di voto netto. Questo scenario riflette una tensione tra tradizione e progresso, un tema che si ripete in altre città spagnole, dove le donne hanno trovato modi per partecipare, sebbene non sempre in ruoli centrali.
L'analisi delle implicazioni di questa situazione rivela un conflitto tra valori religiosi e diritti civili. Il recente verdetto del Tribunale Costituzionale, emesso nel 2025, ha dato un'indicazione chiara: le cofradías non possono escludere le donne per motivi di genere, poiché ciò viola il diritto alla non discriminazione e alla libertà di associazione. Questo risolutivo ha messo fine a un dibattito giuridico che aveva visto un'associazione di donne in una città canaria chiedere il riconoscimento del loro diritto. La sentenza ha anche dichiarato nulle le decisioni precedenti che avevano sostenuto l'esclusione, affermando che il veto per il genere non è giustificato neppure in nome della libertà di autoorganizzazione. Questo cambiamento legale potrebbe influenzare le decisioni future di Sagunto, dove il ministerio potrebbe dover rivedere la categoria ITN se non si adatterà alle nuove norme.
La chiusura di questa vicenda dipende da come le cofradías di Sagunto sceglieranno di rispondere al cambiamento. La protesta del 2022, che aveva visto un gruppo di donne manifestare vicino all'anfiteatro romano, ha espresso un forte desiderio di partecipazione attiva, non solo simbolica. Tuttavia, la tradizione, radicata nel passato, continua a esercitare un'influenza forte. Le città come Sevilla, Lorca e Málaga, dove le donne sono state integrate in modo progressivo, mostrano un modello diverso, ma non senza sfide. Se Sagunto deciderà di aprire le cofradías, potrebbe non solo riconoscere i diritti delle donne, ma anche rafforzare il valore della sua festa come simbolo di inclusione. Al tempo stesso, il processo potrebbe richiedere un confronto interno tra le cofradías, i cittadini e le istituzioni, per trovare un equilibrio tra rispetto per la tradizione e l'evoluzione sociale. La decisione, quindi, non sarà solo una questione legale, ma un passo verso un futuro in cui la Semana Santa di Sagunto possa esprimere pienamente il suo spirito.
Fonte: El País Articolo originale
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