11 mar 2026

Giudice mette in dubbio azione Trump per fermare prezzo traffico

Un giudice federale ha interrogato i legali del governo USA sulle opposizioni al pedaggio di New York, riconfermando la validità del piano nonostante le minacce del presidente Trump. Il programma, introdotto nel 2025, è rimasto attivo nonostante le pressioni federali.

29 gennaio 2026 | 04:33 | 4 min di lettura
Giudice mette in dubbio azione Trump per fermare prezzo traffico
Foto: The New York Times

Un giudice federale ha sottoposto a interrogatorio i legali del governo degli Stati Uniti durante un'udienza di tre ore, esaminando l'opposizione persistente del presidente Donald Trump e del suo team di governo all'introduzione del sistema di pedaggio per il traffico congestionato a New York City. L'udienza, tenuta mercoledì, ha rappresentato il proseguimento del dibattito tra il governo federale e le autorità locali newyorkesi sul piano di riduzione del traffico, noto come "congestion pricing". Il giudice Lewis J. Liman, noto per le sue decisioni rigorose, non ha emesso un verdetto definitivo ma ha riaffermato l'incolumità del programma, che rimane attivo nonostante le pressioni del governo. L'udienza si è svolta a New York e ha seguito un periodo di tensioni tra il governo federale e le autorità locali, con il presidente Trump che ha continuato a criticare il piano, sostenendo che danneggierebbe l'economia della città. La decisione del giudice ha confermato che il programma, introdotto nel gennaio 2025, non è stato sospeso, nonostante le minacce del segretario alla trasporti, Sean Duffy, di ritirare fondi federali per progetti locali.

Durante l'udienza, il giudice Liman ha posto domande incisive ai legali del Dipartimento dei Trasporti, chiedendo chiarimenti sull'approccio del governo per interrompere un programma che era stato precedentemente approvato. Ha espresso preoccupazione per la mancanza di coerenza nel processo decisionale, chiedendo se fosse possibile modificare una decisione già presa dopo un'analisi approfondita. Il giudice ha sottolineato l'importanza di una governance stabile, affermando che un cambio di rotta improvviso potrebbe compromettere la credibilità delle istituzioni. Gli avvocati del governo hanno cercato di giustificare le loro posizioni, ma il giudice ha espresso impazienza, evidenziando l'incertezza sulle motivazioni che spingevano il Dipartimento a contrastare un piano approvato. La discussione è andata avanti per ore, con il giudice che ha sollecitato spiegazioni dettagliate su come il governo potesse ritenere il programma inadeguato, nonostante i dati e l'analisi precedenti.

Il contesto del dibattito risale a mesi di tensioni tra il governo federale e le autorità newyorkesi, con il presidente Trump che ha continuato a criticare il piano di pedaggio come un intervento dannoso per l'economia della città. Il segretario Duffy ha minacciato di ritirare fondi federali per progetti di infrastruttura se il piano non fosse stato annullato, creando un clima di incertezza. Dopo l'introduzione del programma, il governatore Kathy Hochul ha sostenuto fermamente la legittimità del piano, affermando che era un intervento necessario per ridurre il traffico e migliorare i trasporti. La Metropolitan Transportation Authority (MTA), che gestisce i trasporti urbani, ha rifiutato le minacce federali, sostenendo che il piano era stato approvato con una valutazione completa. La decisione del giudice Liman ha rafforzato la posizione delle autorità locali, confermando che il programma non era stato sospeso e che le pressioni federali non avevano effetto.

L'analisi delle conseguenze del dibattito rivela una serie di implicazioni per la governance locale e la politica federale. Il programma di pedaggio ha già mostrato effetti significativi, con un calo di circa 27 milioni di veicoli che entrano nella zona tollata, riducendo il traffico quotidiano di 73.000 unità. La riduzione del traffico ha migliorato le velocità di percorrenza anche al di fuori di Manhattan, beneficiando degli utenti dei trasporti pubblici. Inoltre, il piano ha generato un reddito di 562 milioni di dollari nel primo anno, superiore alle aspettative, che sarà utilizzato per finanziare progetti di modernizzazione dei trasporti. L'MTA ha dichiarato che i fondi saranno utilizzati per migliorare la rete ferroviaria, rendere le stazioni più accessibili e espandere la linea del Second Avenue. Tuttavia, i critici del piano hanno sostenuto che potesse danneggiare l'economia locale, ma i dati mostrano che il traffico e la presenza commerciale nella zona non sono stati penalizzati.

La chiusura del dibattito si concentra sui prossimi sviluppi legali e sul ruolo del giudice Liman nel decidere se il piano possa essere protetto da un'ordinanza definitiva. Le parti coinvolte hanno fissato una scadenza per il 6 febbraio per presentare nuove dichiarazioni, con l'MTA che cerca un'inibizione permanente per salvaguardare il programma. La posizione del presidente Trump, che ha continuato a minacciare l'annullamento del piano, ha suscitato preoccupazioni per la stabilità delle decisioni governative. L'audizione ha evidenziato la complessità del rapporto tra governance locale e federale, con il giudice che ha riaffermato il diritto delle autorità newyorkesi a implementare un piano approvato. La vicenda rimane un caso emblematico di conflitto tra politiche locali e interventi federali, con impatti significativi per la mobilità urbana e le finanze pubbliche.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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