11 mar 2026

Finissage mostra internazionale: Punto di arrivo nel nuovo mondo di Pace

Domenica 15 febbraio, alle ore 10.30, si terrà a Sant'Oreste l'inaugurazione della mostra "Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace", un progetto artistico che unisce scultura, storia e memoria attraverso l'arte visiva.

29 gennaio 2026 | 12:05 | 5 min di lettura
Finissage mostra internazionale: Punto di arrivo nel nuovo mondo di Pace
Foto: RomaToday

Domenica 15 febbraio, alle ore 10.30, si terrà a Sant'Oreste l'inaugurazione della mostra "Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace", un progetto artistico che unisce scultura, storia e memoria attraverso l'arte visiva. L'evento si svolgerà nei luoghi simbolo del territorio, tra il Palazzo Caccia-Canali, la sala delle Bettine, le Gallerie-Bunker del Monte Soratte e il Palazzo comunale. La mostra, promossa dal Corso di Scultura dell'Accademia di Belle Arti di Roma e coordinata dalla professoressa Oriana Impei, è il frutto di un'idea nata nel 2021 e rinnovata per la seconda edizione grazie al sostegno del Comune di Sant'Oreste e dell'Associazione Bunker Soratte. L'obiettivo è rendere visibile un messaggio condiviso legato al bunker del Monte Soratte, un luogo storico che rappresenta sia la distruzione e la guerra della Seconda guerra mondiale che la rinascita attraverso la cultura e le nuove tecnologie. L'evento è aperto al pubblico e include una serie di iniziative parallele, tra cui un convegno formativo e l'esposizione di opere site-specific realizzate da artisti e studenti. La mostra, che si svolgerà fino a un termine non specificato, rappresenta un'occasione per riflettere sull'attualità e sulle sfide globali attraverso un linguaggio artistico che unisce passato e presente.

La mostra "Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace" si sviluppa in due parti principali: la prima è una serie di installazioni e bozzetti scultorei realizzati dagli allievi del Corso di Scultura dell'Accademia di Belle Arti di Roma, mentre la seconda prevede l'esposizione di opere complete, selezionate in una fase successiva, che saranno collocate permanentemente nei percorsi "Percorso della Memoria" e "Percorso Vita" della Riserva di Monte Soratte. Tra i partecipanti, si segnalano nomi di rilievo come il docente Eclario Barone, la storica dell'arte Francesca Tuscano, e gli artisti Fabiola Cenci, Gianluca Ferranti e Valentina Iacovelli, che hanno realizzato opere site-specific per le Gallerie-Bunker. Gli allievi, provenienti da diversi Paesi, hanno avuto l'opportunità di esprimersi attraverso linguaggi personali e contestuali, esplorando temi legati alla pace, alla memoria e alla trasformazione del paesaggio. La mostra si arricchisce anche della collaborazione del Liceo Artistico Luca Paciolo di Anguillara Sabazia, il cui gruppo di studenti, guidati dalle docenti Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, ha realizzato installazioni nella sala delle Bettine del Palazzo comunale. Questa interazione tra diversi ambiti artistici e educativi rappresenta un'esperienza unica per il pubblico, che potrà visitare le opere in un contesto storico e geografico profondamente radicato.

Il contesto storico della mostra è legato al bunker del Monte Soratte, costruito durante la Seconda guerra mondiale e oggi riconosciuto come un luogo di memoria e di cultura. Il bunker, originariamente un rifugio per la popolazione civile durante la guerra, è diventato nel tempo un museo diffuso, rinnovato con tecnologie moderne per offrire un'esperienza immersiva al visitatore. La Riserva di Monte Soratte, che comprende il bunker e altri spazi, è un esempio di come un luogo di guerra possa essere trasformato in un luogo di riflessione e di educazione. L'idea di utilizzare l'arte per esprimere la memoria e la pace non è nuova, ma nel caso di questa mostra, la collaborazione tra istituzioni, docenti e studenti ha reso il progetto unico. L'Accademia di Belle Arti di Roma, con il suo corso di scultura, ha dato un'importante direzione artistica al progetto, mentre il Comune di Sant'Oreste e l'Associazione Bunker Soratte hanno garantito un supporto logistico e culturale. Questa sinergia ha permesso di creare un'esperienza che unisce arte, storia e tecnologia, con l'obiettivo di coinvolgere il pubblico in un dialogo interattivo tra passato e presente. Il bunker, come simbolo di un passato traumatico, diventa quindi un palcoscenico per esprimere visioni future di pace e rinnovamento.

L'analisi del progetto rivela le sue implicazioni sia a livello artistico che sociale. La mostra non si limita a presentare opere d'arte, ma cerca di creare un'esperienza totale che coinvolge il visitatore in un percorso di riflessione. L'uso delle nuove tecnologie, come nel caso del bunker rinnovato, mostra come l'arte possa integrarsi con strumenti moderni per ampliare il suo impatto. Inoltre, la collaborazione tra diversi settori, dall'arte al turismo culturale, dimostra come un progetto di questo tipo possa generare effetti a catena, coinvolgendo non solo gli artisti ma anche il pubblico e le istituzioni locali. La scelta di posizionare le opere nei luoghi storici, come le Gallerie-Bunker e il Palazzo Caccia-Canali, non è casuale: ogni spazio è un contesto che contribuisce a plasmare il messaggio delle opere. Questo approccio ha un'importanza particolare in un momento in cui il tema della memoria e della pace è sempre più rilevante, soprattutto di fronte a conflitti contemporanei. La mostra, quindi, non solo celebra l'arte ma anche la capacità di trasformare spazi di dolore in luoghi di speranza.

La chiusura del progetto si concentra sulle prospettive future e sull'importanza del lavoro svolto. La mostra, che è visibile fino a un termine non precisato, rappresenta un'occasione per riflettere sul ruolo dell'arte come strumento di dialogo e di educazione. L'idea di realizzare un simposio di scultura, in cui le opere selezionate saranno realizzate in grande scala, mostra come il progetto possa evolversi nel tempo, coinvolgendo una comunità più ampia. Inoltre, il convegno organizzato nel Teatro del Comune, sul tema "Bunker come Museo diffuso e di difesa nel XXI secolo", ha aperto nuove prospettive sul ruolo dei luoghi storici nella società contemporanea. Questo evento ha rafforzato la collaborazione tra diversi settori, creando un'interazione tra artisti, architetti e studiosi. La mostra non si limita a un evento isolato, ma è parte di un processo più ampio che mira a creare un legame tra passato e presente, attraverso l'arte come ponte tra le generazioni. L'impegno di istituzioni, docenti e studenti ha dimostrato come un progetto di questo tipo possa essere un modello per futuri progetti culturali, in grado di unire arte, storia e tecnologia in un'unica esperienza.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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