Festival della Folcloristica Smithsonian Sostituito da Fiera Patriottica di Trump
La Smithsonian Institution ha annunciato che il Folklife Festival, evento annuale che celebra la cultura popolare degli Stati Uniti, non si terrà questa estate sul National Mall di Washington, come da tradizione dal 1967.
La Smithsonian Institution ha annunciato che il Folklife Festival, evento annuale che celebra la cultura popolare degli Stati Uniti, non si terrà questa estate sul National Mall di Washington, come da tradizione dal 1967. Invece, l'istituzione ha deciso di portare il festival "in giro per il paese", coinvolgendo comunità e territori americani in un'inedita serie di iniziative. La scelta è stata annunciata il 27 marzo, in occasione del 250 gradi anniversario dell'indipendenza americana, con l'obiettivo di far partecipare milioni di cittadini alle celebrazioni in modo decentralizzato. Questa decisione segna un cambiamento significativo rispetto al passato, quando il festival aveva sempre avuto come sede il National Mall, un'area simbolo del patrimonio nazionale. La scelta di spostare l'evento è legata a un accordo con la Casa Bianca, che ha deciso di utilizzare il National Mall per il Great American State Fair, un evento che il presidente Donald Trump ha definito come "la festa del popolo americano". Questo spostamento ha generato un dibattito su come la cultura e l'identità nazionale possano essere celebrate in un contesto politico complesso.
Il Folklife Festival, che è l'evento pubblico più importante della Smithsonian Institution, è stato descritto come un'occasione per "onorare le tradizioni culturali vive e celebrare chi le pratica e le preserva". Tradizionalmente, l'evento si svolgeva per diverse settimane intorno al 4 luglio, con artisti, musicisti e speaker provenienti da ogni parte degli Stati Uniti. Quest'anno, invece, l'istituzione ha scelto di collaborare con circa 40 festival locali in giro per il paese, distribuendo le celebrazioni tra marzo e novembre. Tra gli eventi partner ci sono il Fort Worth African American Roots Music Festival in Texas, il Concert of Colors a Detroit e il National Folk Festival a Jackson, in Mississippi. Questa strategia mira a rendere il 250 gradi anniversario un momento di inclusione e diversità, coinvolgendo non solo le aree urbane ma anche le comunità rurali e le regioni degli Stati Uniti. Tuttavia, questa decisione ha suscitato polemiche, soprattutto in un contesto in cui la Smithsonian ha dovuto affrontare critiche da parte del governo Trump, che aveva accusato l'istituzione di promuovere un "ideologia divisiva" legata al razzismo.
L'annuncio del cambio di sede del Folklife Festival è arrivato in un momento di tensione tra la Smithsonian e il governo di Trump, che da marzo aveva esercitato pressioni sull'istituzione per limitare le sue attività. Nel mese di marzo, la Smithsonian aveva consegnato a Washington documenti relativi a otto dei suoi musei, tra cui i piani per le celebrazioni del 250 gradi anniversario. Questo gesto era stato visto come una risposta all'ultimatum del presidente, che aveva richiesto una maggiore neutralità da parte dell'istituzione. Tra i progetti abbandonati c'era anche un'esposizione intitolata "Many Americas, Many 1776s", che avrebbe cercato di ripensare la narrazione storica dell'indipendenza americana, includendo luoghi e popolazioni spesso escluse dai racconti tradizionali. La decisione di spostare il festival sul National Mall era rimasta in discussione fino a primavera, quando la Smithsonian aveva incluso nel suo budget 2026 un piano di "espansione" che prevedeva l'attivazione dell'area per un mese. Tuttavia, questa ipotesi è stata abbandonata a favore di un approccio più decentralizzato, che però ha suscitato critiche per il suo impatto sul simbolismo del National Mall come luogo di celebrazione nazionale.
L'idea di spostare il Folklife Festival ha suscitato dibattiti su come la cultura americana possa essere rappresentata in un contesto politico in cui la divulgazione di idee è spesso controllata. Il National Mall, che ospita il Monumento alla Liberta e il Museo dell'America Risorgente, è stato tradizionalmente un'area simbolo della memoria nazionale. L'idea di utilizzarlo per l'evento del Great American State Fair, organizzato da Freedom 250, un'entità creata da Trump, ha suscitato preoccupazioni circa la politicizzazione del patrimonio culturale. L'evento, che prevede un'ampia serie di iniziative, tra cui un concerto patriottico e una serie di mostre itineranti, mira a rafforzare l'identità americana attraverso un approccio "patriottico" e "pioneeristico". Tuttavia, la decisione di spostare il Folklife Festival ha rivelato una contraddizione tra la volontà di celebrare la diversità e la necessità di adeguarsi alle esigenze politiche. La Smithsonian, che ha sempre sostenuto la pluralità culturale, ha dovuto trovare un equilibrio tra le sue missioni educative e le pressioni esterne. Questo spostamento ha anche messo in luce i limiti del National Mall come spazio per la cultura popolare, che non è più il luogo centrale per la celebrazione delle tradizioni locali.
Le implicazioni di questa decisione vanno oltre il semplice spostamento di un evento. L'abbandono del National Mall per il Folklife Festival rappresenta un cambiamento nella strategia della Smithsonian per comunicare il valore della cultura popolare americana. Questo approccio decentralizzato potrebbe favorire una maggiore partecipazione delle comunità locali, ma rischia di ridurre il ruolo simbolico del National Mall come luogo di celebrazione nazionale. Inoltre, il legame tra la Smithsonian e il governo Trump ha messo in luce le tensioni tra istituzioni culturali e politiche, con la Smithsonian costretta a bilanciare la sua missione educativa con le esigenze di una leadership che ha sempre cercato di controllare il messaggio nazionale. La scelta di spostare il festival ha anche evidenziato i limiti delle celebrazioni ufficiali nell'includere diverse prospettive, soprattutto in un contesto in cui la narrazione storica è spesso influenzata da interessi politici. La Smithsonian, che ha sempre sostenuto la diversità, deve ora trovare un modo per mantenere il suo impegno culturale senza compromettere la sua autonomia. Questo spostamento potrebbe essere un segnale di un cambiamento di rotta, ma il suo effettivo impatto dipenderà da come la comunità e le istituzioni culturali reagiranno a questa nuova strategia.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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