11 mar 2026

Donna al 38% nei consigli delle aziende quotate in Spagna

La rappresentanza delle donne nei ruoli di leadership nelle aziende spagnole che quotano in borsa ha registrato un progresso significativo nel 2025, raggiungendo un 37,71% nel consiglio di amministrazione e un 23,59% nella direzione generale.

05 marzo 2026 | 15:26 | 4 min di lettura
Donna al 38% nei consigli delle aziende quotate in Spagna
Foto: El País

La rappresentanza delle donne nei ruoli di leadership nelle aziende spagnole che quotano in borsa ha registrato un progresso significativo nel 2025, raggiungendo un 37,71% nel consiglio di amministrazione e un 23,59% nella direzione generale. Questi dati emergono dal XIV Informe de Mujeres en los Consejos del Ibex 35, elaborato dall'istituto di ricerca IESE e dall'agenzia di comunicazione Atrevia, presentato a Madrid. L'analisi, condotta su 115 aziende cotizzate, rileva un incremento graduale ma costante, che porta a una proiezione di raggiungere il 40% di parità entro il 2027, come richiesto dalla Legge di Parità. Nonostante il progresso, il tasso di crescita annuale di 1,67 punti percentuali rimane lento, sottolineando la necessità di ulteriori sforzi per soddisfare gli obiettivi fissati.

Il miglioramento si è verificato attraverso una combinazione di fattori, tra cui l'aumento del numero di donne in posizioni di rilievo e la riduzione degli incarichi di leadership maschili. Secondo lo studio, nel 2025 sono state aggiunte nove donne ai consigli di amministrazione, portando il totale di sedi disponibili a 29. Questo ha permesso a 65 aziende su 115 di raggiungere la soglia del 40% di donne, un incremento rispetto al 47,4% del 2024. Tra queste, otto su dieci aziende del Ibex 35 hanno superato il 40%, sebbene sette siano ancora al di sotto. Le aziende con le migliori performance includono Bankinter, Redeia, IAG, Inditex e Logista, che hanno visto un aumento significativo del numero di donne nei consigli. Al contrario, alcune aziende, come Solaria e Pescanova, rimangono al di sotto della soglia richiesta.

Il contesto di questa evoluzione si colloca all'interno di un quadro normativo e sociale che mira a ridurre le disparità di genere nel mercato del lavoro. La Legge di Parità, entrata in vigore nel 2023, impone alle aziende di garantire una rappresentanza equa delle donne nei consigli di amministrazione, con un target del 40% entro il 2027. Questo obiettivo ha spinto molte aziende a adottare politiche attive di reclutamento e di sostegno alle donne in posizioni di comando. Tuttavia, lo studio evidenzia una discrepanza tra il progresso nel consiglio di amministrazione e la presenza femminile in ruoli di direzione, dove la quota rimane inferiore al 23,5%. Questo divario ha suscitato preoccupazioni, soprattutto nel settore delle grandi aziende, dove la mancanza di donne in posizioni chiave ostacola la piena realizzazione della parità.

L'analisi del report svela anche una situazione complessa legata alla percezione pubblica dei leader femminili e maschili. L'indagine, condotta su oltre tre milioni di pubblicazioni social e digitali, ha rilevato che le donne sono associate maggiormente a temi come la gestione del lavoro e della famiglia, mentre i leader maschili vengono collegati a questioni economiche e ideologiche. La famiglia Ortega, fondatrice di Inditex, ha riscosso il 16% delle menzioni, un valore sostanzialmente superiore a quelli di altri dirigenti. Questo fenomeno evidenzia come la presenza femminile nel potere sia spesso legata a una narrazione che enfatizza la conciliazione tra vita privata e professionale, mentre i leader maschili vengono associati a un'expertise più tecnica e strategica. Tuttavia, il report sottolinea che non esiste una brecha di genere nella quantità di menzioni, ma la differenza si manifesta nella narrativa che accompagna le figure di comando.

La chiusura del report sottolinea l'importanza di proseguire gli sforzi per raggiungere il target di parità, anche se il progresso registrato nel 2025 è un passo significativo. Le aziende che non hanno ancora raggiunto il 40% di donne nei consigli di amministrazione dovranno adottare strategie più incisive per superare le barriere culturali e strutturali. Inoltre, la collaborazione tra aziende, istituzioni e media potrebbe giocare un ruolo cruciale nel modificare le percezioni pubbliche e nel promuovere un ambiente di lavoro più inclusivo. Il successo di questo percorso dipenderà non solo da politiche interne, ma anche da un cambiamento di mindset nella società, che abbia un'immagine più equilibrata del potere e della leadership. Il cammino verso la parità non è ancora completato, ma le prime tappe registrate nel 2025 indicano una tendenza positiva che potrebbe portare a un futuro più giusto e rappresentativo per il mercato del lavoro spagnolo.

Fonte: El País Articolo originale

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