11 mar 2026

Corte Suprema ordina esclusione turni notturni per medici in allattamento

Il Supremo ha riconosciuto alle infermiere e alle medici del Servizio Sanitario Regionale di Madrid il diritto di evitare le turnazioni di notte per i primi 12 mesi di vita del loro figlio, pur rimanendo retribuite per le guardie di 24 ore.

02 febbraio 2026 | 18:50 | 4 min di lettura
Corte Suprema ordina esclusione turni notturni per medici in allattamento
Foto: El País

Il Supremo ha riconosciuto alle infermiere e alle medici del Servizio Sanitario Regionale di Madrid il diritto di evitare le turnazioni di notte per i primi 12 mesi di vita del loro figlio, pur rimanendo retribuite per le guardie di 24 ore. La sentenza, diffusa lunedì, ha stabilito che le giornate di lavoro superiori alle 8 ore o caratterizzate da fattori stressanti possono ridurre la produzione del latte materno, considerato l'alimento migliore per il bambino, sia dal punto di vista nutrizionale che emotivo. Il tribunale ha sottolineato che l'esclusione dalle guardie senza la corrispondente compensazione rappresenterebbe una discriminazione retributiva per ragione di sesso. La decisione conferma una precedente sentenza del Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid, che aveva riconosciuto lo stesso diritto e che era stata impugnata dal governo regionale di Isabel Díaz Ayuso. Il caso è emerso a seguito di una causa presentata dal sindacato Amyts, che aveva denunciato la mancanza di esenzione dalle turnazioni per le lavoratrici dopo la maternità e la lactazione, salvo accordi interni. La richiesta, supportata da altri sindacati come CC OO, UGT, CSIF e Satse, riguardava 18 ospedali pubblici e concertati della regione.

La sentenza del Tribunale Superiore di Madrid aveva sostenuto che i benefici della lactazione materna sono scientificamente provati, così come il rischio che turni prolungati riducano la produzione del latte. La Sala Social del Supremo ha adottato lo stesso criterio, basandosi sulla Convvenzione dei Diritti del Bambino e su una direttiva europea del 1992 che promuove la sicurezza e la salute sul lavoro per le donne in gravidanza, in maternità o in fase di allattamento. I giudici hanno chiarito che non esiste una valutazione specifica dei rischi legati alle guardie di 24 ore e che nessuno dei protocolli attuali menziona tali turni per le lavoratrici in stato di allattamento. Inoltre, il Supremo ha citato una recente sentenza che ha sottolineato come il rischio durante l'allattamento non riguardi solo la salute della madre, ma potrebbe mettere a rischio il bambino attraverso l'alimentazione. L'organo giudiziario ha quindi ritenuto provato che turni superiori alle 8 ore, con fattori stressanti o durata elevata, possono inibire la produzione del latte, aumentando il rischio di mastite e complicazioni.

Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un dibattito più ampio sulle condizioni di lavoro delle donne in gravidanza e in allattamento. In Spagna, il tema ha suscitato polemiche per anni, con le regioni che spesso non applicano uniformemente le norme nazionali. La sentenza del Supremo rappresenta un passo avanti, poiché pone l'accento sulla protezione del bambino, non solo della madre. In precedenza, il Tribunale Superiore di Madrid aveva già stabilito che le guardie notturne potrebbero compromettere la lactazione, ma il governo regionale aveva impugnato questa decisione, sostenendo che le norme non si applicavano a tutti i casi. La sentenza del Supremo ha quindi rafforzato la posizione dei sindacati, che avevano chiesto una politica più inclusiva. La decisione ha anche riconosciuto il diritto di esenzione dalle guardie per le lavoratrici, garantendo loro un reddito equivalente a quello degli altri medici del Servizio Sanitario Regionale.

Le implicazioni della sentenza sono significative, poiché pongono un precedente per le regioni che non hanno ancora adottato misure simili. Mentre la maggior parte delle autonomie spagnole non garantisce l'esenzione dalle guardie per un anno dopo il parto, alcune regioni come Navarra, Castilla-La Mancha, Cantabria e la Val d'Ebre hanno già implementato politiche più favorevoli. Navarra, ad esempio, ha stabilito questa esenzione fin dal 2004, mentre Castilla-La Mancha ha esteso il periodo di esenzione fino a 12 mesi. La sentenza del Supremo potrebbe spingere altre regioni a seguire l'esempio, specialmente in un contesto in cui il tema della conciliazione tra lavoro e vita familiare è sempre più dibattuto. Inoltre, la decisione rafforza il ruolo delle donne nel mercato del lavoro, sottolineando come la loro partecipazione non debba essere penalizzata per motivi di genere.

La sentenza del Supremo non solo risolve un caso specifico, ma apre nuove prospettive per la politica del lavoro in Spagna. Il riconoscimento del diritto alle madri di evitare le guardie notturne durante i primi 12 mesi del figlio rappresenta un passo importante verso una maggiore uguaglianza di genere e una gestione più equilibrata delle responsabilità familiari e professionali. La decisione potrebbe influenzare anche le normative nazionali, spingendo il governo a intervenire per garantire diritti simili a livello federale. In un momento in cui il dibattito sulle condizioni di lavoro delle donne è sempre più acceso, questa sentenza dimostra come il sistema giudiziario possa svolgere un ruolo chiave nel promuovere un ambiente di lavoro più giusto e inclusivo. La strada per la piena applicazione di questa norma resterà lunga, ma il Supremo ha dato un forte segnale a favore delle donne che desiderano conciliare lavoro e famiglia senza subire discriminazioni.

Fonte: El País Articolo originale

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