11 mar 2026

Commedia del rimatrimonio: esaltata e preoccupata

L'industria cinematografica hollywoodiana ha sempre visto il matrimonio come un pilastro essenziale per la costruzione delle storie, un elemento che dava forma e significato al racconto.

25 febbraio 2026 | 12:33 | 5 min di lettura
Commedia del rimatrimonio: esaltata e preoccupata
Foto: Le Monde

L'industria cinematografica hollywoodiana ha sempre visto il matrimonio come un pilastro essenziale per la costruzione delle storie, un elemento che dava forma e significato al racconto. Negli anni del classicismo hollywoodiano, il matrimonio era non solo una scelta narrativa ma anche un valore sociale che chiudeva la trama con un lieto fine, simboleggiando l'ordine morale e la stabilità. Questo approccio era radicato in un contesto storico in cui la censura, come il Codice Hays (istituito nel 1930 dal senatore repubblicano William Hays), imponeva regole rigorose sulle tematiche trattate nei film, escludendo ogni riferimento all'infedelta o al divorzio. Il matrimonio, quindi, era un'istituzione che garantiva la moralità delle storie e il rispetto degli standard sociali dell'epoca. Fu solo con il declino del codice Hays e l'assaggio di una maggiore libertà espressiva negli anni Sessanta che il cinema iniziò a esplorare temi più complessi, come il divorzio, aprendosi a nuove possibilità narrative. Il film Kramer contro Kramer (1979), diretto da Robert Benton, segnò un punto di svolta: per la prima volta, il divorzio fu rappresentato come un lieto fine, liberando i personaggi da un legame che aveva finito per essere oppressivo. Questo cambiamento fu un riflesso della trasformazione culturale e sociale in atto, in cui il matrimonio non era più l'unica via per raggiungere la felicità.

Il tema del matrimonio, però, non è mai scomparso dal cinema. Anzi, negli ultimi decenni ha continuato a evolversi, diventando un argomento di dibattito e riflessione. Il nuovo film di Bradley Cooper, Is This Thing on? (titolo italiano "Questo funziona?"), si concentra proprio su questa dinamica, esplorando il rimarrito in un mondo dove il divorzio non è più un tabù ma è diventato un'esperienza comune. Il film, ispirato a una storia vera di John Bishop, un comico britannico che ha intrapreso la carriera del stand-up dopo un divorzio doloroso, mette in luce come il desiderio di un'unione per la vita persista nel cuore delle persone, nonostante la complessità delle relazioni moderne. Cooper, noto per la sua capacità di indagare le dinamiche interpersonali, ha scelto di approfondire questa tematica, non solo come racconto d'amore ma come riflessione sull'impatto emotivo e sociale del matrimonio. La sua scelta di concentrarsi sul rimarrito, anziché sul divorzio, è un segnale di come il cinema continui a cercare nuovi angoli per esplorare le sfide e le speranze dei personaggi.

Il contesto storico e culturale in cui si colloca Is This Thing on? è fondamentale per comprendere il significato del film. Negli anni Sessanta e Settanta, il cinema ha iniziato a smettere di idealizzare il matrimonio, riconoscendo la sua fragilità e la sua capacità di generare conflitti. La crescita della consapevolezza individuale e la trasformazione dei ruoli di genere hanno portato a un'analisi più critica delle relazioni, con il divorzio visto non come un fallimento ma come una scelta. Tuttavia, il desiderio di un'unione stabile e duratura è rimasto un valore universale, soprattutto in un'epoca in cui la solitudine e l'insicurezza si fanno sempre più preoccupanti. Il film di Cooper, quindi, non si limita a raccontare un'esperienza personale ma si pone come un esempio di come il cinema possa affrontare temi sociali complessi, offrendo spunti di riflessione su una società in continua evoluzione.

L'analisi del film rivela le implicazioni di un'epoca in cui il matrimonio non è più il fulcro delle storie ma è diventato un tema di dibattito. La scelta di concentrarsi sul rimarrito, anziché sul divorzio, suggerisce una tensione tra l'idealismo e la realtà, tra la nostalgia di un'epoca passata e la complessità delle relazioni moderne. Il film non si limita a mostrare la difficoltà del matrimonio, ma esplora anche le possibilità di crescita e trasformazione che esso può offrire. Questo approccio non solo riconosce la validità delle esperienze personali, ma anche la capacità del cinema di trasformarle in narrazioni universali. Inoltre, il film sottolinea come il matrimonio, pur non essendo più l'unico modello di felicità, rimanga un simbolo di stabilità e connessione, un tema che continua a risuonare nei cuori delle persone.

La chiusura del discorso sugli effetti di Is This Thing on? apre a prospettive future per il cinema e per la cultura popolare. Il film non solo riconosce la persistenza di un'idea sociale radicata, ma anche la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti. In un'epoca in cui le relazioni sono sempre più complesse e le aspettative cambiano, il cinema continua a svolgere un ruolo fondamentale nel riflettere e influenzare le norme sociali. Is This Thing on? rappresenta un esempio di come il cinema possa affrontare temi delicati con sensibilità e profondità, offrendo spunti di riflessione su un'istituzione che, nonostante i suoi limiti, resta un elemento centrale nella vita delle persone. La sua messa in scena non è solo una storia d'amore, ma un invito a considerare il matrimonio come un'esperienza da vivere con consapevolezza e coraggio.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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