11 mar 2026

Canto della viola al Quirinale

La stagione Armonie al Quirinale ha fissato un appuntamento speciale per il pubblico romano, con un concerto che si terrà venerdì alle ore 19.30 nella suggestiva cornice della Chiesa di San Silvestro al Quirinale a Roma.

26 gennaio 2026 | 22:33 | 5 min di lettura
Canto della viola al Quirinale
Foto: RomaToday

La stagione Armonie al Quirinale ha fissato un appuntamento speciale per il pubblico romano, con un concerto che si terrà venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 19.30 nella suggestiva cornice della Chiesa di San Silvestro al Quirinale a Roma. L'evento, organizzato in un'atmosfera di raffinata eleganza, presenterà un programma musicale che si svilupperà tra due secoli di storia, attraverso la sensibilità e l'abilità del violista Gaetano Adorno e della pianista Maria Pia Tricoli. L'idea di un'esperienza musicale che unisca profondità romantica e raffinatezza cameristica ha reso questa serata un evento di grande interesse per appassionati e curiosi. La scelta di due opere emblematiche - il Notturno in Re maggiore op. 42 di Beethoven e la Sonata in Fa minore op. 120 n. 1 di Brahms - sottolinea l'importanza di un repertorio che ha segnato la storia della musica classica. L'evento si svolgerà in un luogo storico, la Chiesa di San Silvestro, conosciuta per la sua bellezza architettonica e per il suo legame con nomi illustri come Michelangelo, che vi si recava per trovare ispirazione. La serata sarà completata da una visita guidata della chiesa e da un brindisi sulla terrazza del chiostro, offrendo un'esperienza che unisce arte, cultura e convivialità.

Il concerto si apre con un brano raro e affascinante: il Notturno in Re maggiore op. 42 di Beethoven, una trascrizione originale realizzata da Beethoven stesso per viola e pianoforte. Questa versione, derivata da alcuni materiali del Settimino op. 20, opera giovanile considerata uno dei vertici della musica da camera beethoveniana, ha un destino curioso. L'editore e i salotti viennesi avevano richiesto una versione adatta a un pubblico diverso, e Beethoven ha trasformato il Settimino in un lavoro che privilegia la viola come protagonista. Il risultato è un'opera in cui il tono amabile e cantabile del Settimino si fonde con una scrittura più intima e cameristica. La viola, in questo caso, non è un semplice accompagnatore ma un interlocutore che dialoga alla pari con il pianoforte, creando un'atmosfera di profonda intensità. Questa scelta mette in luce l'abilità di Beethoven nel trasformare un'opera giovanile in un lavoro di grande rilevanza, capace di rispondere alle esigenze di un pubblico diverso senza perdere la sua essenza.

Il programma si sposta poi nella Vienna di fine Ottocento con la Sonata in Fa minore op. 120 n. 1 di Johannes Brahms, scritta nel 1894 per clarinetto e pianoforte. Brahms, che amava la viola per la sua voce calda e introspettiva, ha immediatamente autorizzato la versione per viola, riconoscendo il potenziale del repertorio. La Sonata è una pagina intrisa di malinconia e serenità di commiato, che racchiude l'essenza della sua produzione musicale. L'Allegro appassionato unisce tensione drammatica e lirismo, mentre l'Andante scava abissi di intimità, esprimendo una profondità emotiva che si distingue per la sua raffinatezza. L'Allegretto grazioso e il Vivace conclusivo restituiscono una vitalità raccolta ma luminosa, chiudendo il lavoro con un'atmosfera di ottimismo. Questa interpretazione della Sonata di Brahms non solo celebra la maestria del compositore ma anche l'abilità della viola nel trasmettere emozioni complesse. La scelta di due opere così diverse, ma entrambe profonde e intense, rende il programma un viaggio attraverso due secoli di musica, con una particolare attenzione al ruolo della viola.

La viola, spesso considerata uno strumento discreto e riservato, si rivela qui come interprete ideale di un universo sonoro fatto di eleganza, passione e introspezione. La sua capacità di esprimere una vasta gamma di emozioni, dall'intensità drammatica all'intimità più profonda, si sposa perfettamente con il repertorio scelto per il concerto. Gaetano Adorno, violista di origini siciliane, si è formato al Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Catania, per poi perfezionarsi con maestri come Giuranna e Bashmet. Professore di viola all'Istituto Superiore di Studi Musicali "Bellini" di Catania, Adorno è conosciuto per la profondità del suo suono e per l'attenzione al repertorio moderno e contemporaneo. La sua collaborazione con Maria Pia Tricoli, pianista catanese diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio "Bellini" e formata in Italia e in Germania, si basa su una comune passione per la musica classica e per l'interpretazione rigorosa e poetica del repertorio. Le loro interpretazioni non solo rendono visibile la bellezza delle opere eseguite ma anche la loro capacità di trasmettere emozioni con una precisione e un'attenzione al dettaglio che caratterizzano il loro lavoro.

L'evento si arricchisce di una serie di attività collaterali che ampliano l'esperienza del pubblico. Prima del concerto, si terrà una breve visita guidata della Chiesa di San Silvestro, un luogo che ha accolto artisti e intellettuali illustri come Michelangelo, che vi si recava per trovare ispirazione. La visita permetterà di ammirare la Virgo lactans, una tavola del 1200, e le opere di artisti come il Domenichino, Giovanni Alberti, il Cavalier d'Arpino e Alessandro Algardi. Al termine dell'evento, sarà offerto un brindisi sulla terrazza del chiostro, con vista sui tetti di Roma e sul Palazzo del Quirinale, per concludere la serata in un'atmosfera esclusiva. Queste attività non solo rendono l'evento un'esperienza culturale completa ma anche un'occasione per immergersi nel patrimonio storico e artistico della città. La stagione Armonie al Quirinale, con questa serata, dimostra l'impegno di un'organizzazione che sa valorizzare la musica e il patrimonio artistico in modo integrato, offrendo al pubblico un'esperienza unica e indimenticabile.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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