11 mar 2026

Bunker storico di Villa Ada riaperto dopo 5 anni

Il bunker sotterraneo di Villa Ada, un'opera di ingegneria militare costruita durante la Seconda Guerra Mondiale, torna finalmente alla fruizione pubblica dopo oltre cinque anni di chiusura.

28 febbraio 2026 | 01:10 | 5 min di lettura
Bunker storico di Villa Ada riaperto dopo 5 anni
Foto: RomaToday

Il bunker sotterraneo di Villa Ada, un'opera di ingegneria militare costruita durante la Seconda Guerra Mondiale, torna finalmente alla fruizione pubblica dopo oltre cinque anni di chiusura. La struttura, ubicata all'interno del parco romano, è stata riconsegnata alla comunità grazie a un progetto di riqualificazione realizzato dal Dipartimento Tutela ambientale in collaborazione con le associazioni Roma Sotterranea e Asd Giochi di strada. L'iniziativa, annunciata ufficialmente durante un evento di inaugurazione, segna un passo importante nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale della città. L'accesso alla struttura, situata sotto le pendici della collina delle Cavalle Madri, è stato reso sicuro grazie a interventi di ingegneria naturalistica e alla messa a dimora di circa 900 piante arbustive, che contribuiranno a stabilizzare i terreni e a incrementare la biodiversità del parco. La riapertura, che avviene a seguito di un accordo sottoscritto lo scorso ottobre, rappresenta un'occasione per riscoprire un'area fondamentale per la memoria storica romana.

La riqualificazione del bunker è parte di un più ampio progetto di recupero e riqualificazione vegetazionale del parco di Villa Ada, finanziato con 2,4 milioni di euro derivanti dal Pnrr. I lavori, condotti dal Comune di Roma, hanno incluso la stabilizzazione dei pendii che sovrastano la struttura, riducendo il rischio di erosione e garantendo la sicurezza dei visitatori. Tra le attività previste per la gestione condivisa del sito, si annoverano le visite guidate organizzate da Roma Sotterranea e eventi culturali e sportivi promossi da Asd Giochi di strada. L'associazione Roma Sotterranea, che da oltre dieci anni ha curato la divulgazione del sito, ha sottoscritto un patto di collaborazione con l'amministrazione comunale per formalizzare il ruolo di gestione della struttura. Il progetto include anche la messa in sicurezza della Torre sul Colle Roccolo, un'altra area del parco interessata da interventi di ristrutturazione. Questa strategia di gestione condivisa, ispirata ai principi di sussidiarietà orizzontale, mira a coinvolgere la cittadinanza attiva nella valorizzazione di un bene comune.

Il bunker, costruito tra novembre 1942 e giugno 1943, era un rifugio antiaereo destinato esclusivamente alla famiglia reale. La struttura, che si sviluppa per più di 200 metri quadrati in sottoterra, presenta una forma circolare e comprende sette ambienti, tra cui due stanze principali, due bagni, un'anticamera e due locali di servizio. La sua costruzione fu motivata dal crescente timore di incursioni aeree sulla capitale, un periodo storico segnato da tensioni belliche e da una volontà di proteggere il potere politico. Il bunker, ora riconsegnato alla città, rappresenta un pezzo di storia rilevante per Roma, un luogo che racconta le decisioni e le strategie di difesa di un'epoca complessa. L'accesso alla struttura, che era rimasto chiuso per anni a causa di problemi strutturali e di sicurezza, è stato reso possibile grazie agli interventi di ristrutturazione eseguiti nel corso degli ultimi anni. Questa riapertura non solo riconcilia la memoria storica con il presente, ma anche con la necessità di preservare un'area verde che ha sempre svolto un ruolo centrale nel panorama urbano romano.

La collaborazione tra l'amministrazione comunale e le associazioni è stata definita un modello di gestione innovativo, in grado di equilibrare la tutela del patrimonio storico con la sua fruizione pubblica. L'obiettivo è rendere il bunker un polo culturale e turistico accessibile a tutti, con attività che spaziano dalle visite guidate ai percorsi trekking organizzati da Asd Giochi di strada. Questo approccio, che privilegia la partecipazione delle comunità locali, mira a creare un legame tra il passato e il presente, sottolineando l'importanza di un'educazione alla storia e alla conservazione del territorio. L'assessora all'Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha sottolineato come la gestione condivisa sia un esempio di cooperazione tra istituzioni e società civile, un modello che potrebbe essere replicato in altri luoghi di interesse storico. L'investimento nel parco di Villa Ada, che include interventi su infrastrutture, vegetazione e spazi pubblici, rappresenta un impegno a lungo termine per il recupero di un'area che è stata per secoli un simbolo di splendore e di potere.

La riapertura del bunker segna un momento chiave per la città, che ora può godere di un'area verde completamente riqualificata e di un patrimonio storico restituito alla comunità. L'evento di inaugurazione, partecipato da figure istituzionali come la presidente del municipio II Francesca Del Bello e l'ambasciatore egiziano Bassam Essam Rady, ha messo in luce l'importanza di un'azione collettiva per la salvaguardia del territorio. L'obiettivo non si ferma qui: il progetto include anche l'allestimento di un museo multimediale dedicato ai bombardamenti a Roma, in particolare nel quartiere San Lorenzo, che sarà inaugurato in concomitanza con la riapertura del bunker di Villa Torlonia. Questi interventi, realizzati con fondi pubblici e con il coinvolgimento di enti privati, rappresentano un'investimento strategico per il futuro della città, che mira a rendere Roma un'attrazione turistica e culturale di livello internazionale. La riapertura del bunker non è solo un atto di memoria, ma anche un impegno a lungo termine per la conservazione e la valorizzazione di un luogo che ha sempre svolto un ruolo centrale nella vita romana.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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