11 mar 2026

Barcelona raccolgono arance amare per marmellata

Studenti barcellonesi raccolgono arance amare in un progetto anti-spreco, trasformate in marmellate per enti sociali. L'iniziativa promuove sostenibilità e occupazione, coinvolgendo scuole, cittadini e laboratori di inserimento.

06 febbraio 2026 | 19:06 | 4 min di lettura
Barcelona raccolgono arance amare per marmellata
Foto: El País

Un'attività comunitaria unica e significativa ha visto ieri mattina i suoi primi passi a Barcellona, nel cuore del Parco della Ciutadella, dove 60 studenti del primo anno della scuola secondaria di secondo grado del Verdaguer si sono cimentati in una missione insolita: raccogliere arance. L'evento, organizzato dal Comune di Barcellona in collaborazione con la Fondazione Espigoladors e diversi istituti scolastici, è parte di un programma più ampio lanciato nel 2021 per promuovere la consapevolezza alimentare e ambientale. Gli studenti, con indosso gonne e cappelli, hanno trascorso un'ora a raccogliere le arance amare che saranno trasformate in marmellata. L'azione si svolgerà nei distretti di Ciutat Vella, Les Corts, Eixample, Gràcia, Horta-Guinardó, Sant Martí, Sant Andreu e, per la prima volta, in Sarrià-Sant Gervasi, tra il 6 e il 11 febbraio, con l'apertura a tutta la cittadinanza.

L'obiettivo dell'iniziativa non è solo la raccolta di frutta, ma anche la trasformazione in prodotti alimentari che potranno essere distribuiti a enti sociali e mense comunali. Le arance, raccolte con ganci specifici per non danneggiarle, saranno trasportate all'EsImperfect, un laboratorio di inserimento sociolaborale legato alla Fondazione Espigoladors. Qui, persone in situazione di vulnerabilità ricevono formazione e lavoro nella trasformazione degli alimenti, producendo marmellate, paté e altri prodotti. L'idea è chiara: ridurre lo spreco alimentare, generare occupazione e rafforzare il legame tra la città e il suo ambiente urbano. Gli studenti, guidati da esperti, hanno imparato a usare i ganci correttamente, mentre un insegnante ha spiegato che la frutta non è sempre gradita, ma il processo di trasformazione è fondamentale per il riciclo.

L'iniziativa fa parte del programma "Mans al Verd" del Comune di Barcellona, nato da una gara pubblica per promuovere la sostenibilità e la consapevolezza ambientale. La scelta di coinvolgere gli studenti del Verdaguer è stata strategica: l'istituto, situato nel Parco della Ciutadella, è un punto di riferimento per l'educazione alla sostenibilità. Tuttavia, le attività in altri distretti sono aperte a tutti, con l'obiettivo di coinvolgere la cittadinanza in un'azione collettiva. Mireia Abril Janet, responsabile dei parchi e giardini del Comune, ha sottolineato che gli alberi urbani appartengono a tutti, quindi è un bene comune che richiede partecipazione. La partecipazione, pur non essendo massiccia, è comunque elevata, con gruppi che possono raggiungere anche 70 persone. Questo non solo pulisce le strade, ma anche risolve le segnalazioni dei cittadini, evitando lo spreco.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia che unisce azione sociale, lotta allo spreco e educazione ambientale. Oltre alla raccolta, il programma prevede corsi nelle scuole per sensibilizzare sui valori degli alimenti, del bene comune e della sostenibilità. Pablo Castro, biotecnologo e tecnico di ricerca della Fondazione Espigoladors, ha spiegato che l'obiettivo è educare fin da giovani alla responsabilità ecologica e alimentare. La raccolta delle arance, che in inverno cadono al suolo se non raccogliute, è un esempio concreto di come il cibo possa essere valorizzato e riutilizzato. Ogni cesta raccolta accumula circa 20 chili di frutta, un lavoro che richiede organizzazione e collaborazione. La città di Barcellona, con circa 3.300 alberi di arance (il 1,5% del parco urbano), ha un potenziale enorme da sfruttare per ridurre lo spreco e creare opportunità di lavoro.

L'impatto dell'iniziativa va ben oltre la semplice raccolta di frutta. La trasformazione delle arance in marmellata non solo evita il consumo di prodotti inutilizzati, ma anche genera occupazione per persone in difficoltà. Questo modello di collaborazione tra enti pubblici, istituzioni e cittadini potrebbe diventare un esempio per altre città. Il successo del progetto dipende anche dall'adesione della comunità, che deve riconoscere il valore di un'azione collettiva. La Fondazione Espigoladors, con il suo impegno sociale, ha dimostrato come l'educazione alimentare possa essere un pilastro per la sostenibilità. La partecipazione dei ragazzi del Verdaguer, che hanno iniziato l'esperienza con entusiasmo, rappresenta un primo passo verso una cultura del rispetto per il cibo e l'ambiente. L'obiettivo finale è chiaramente ambizioso: creare un sistema in cui ogni elemento urbano, anche una singola arancia, contribuisca al benessere collettivo.

Fonte: El País Articolo originale

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