11 mar 2026

Ana Hernández: finalista tra i migliori docenti, istruzione pubblica la sua forza

Ana Hernández, docente spagnola, è tra i 10 finalisti del Global Teacher Prize, nominata inaspettatamente da studenti. La sua metodologia collaborativa ha migliorato i risultati scolastici e promuove l'educazione pubblica come strumento di uguaglianza.

06 febbraio 2026 | 06:34 | 4 min di lettura
Ana Hernández: finalista tra i migliori docenti, istruzione pubblica la sua forza
Foto: El País

Ana Hernández, una docente de dibujo del Instituto público Julio Verne di Leganés, ha sido nombrada entre los 10 finalistas del Global Teacher Prize, un premio internacional conosciuto come "Nobel della scuola", assegnato a Dubaì il giovedì scorso. L'iniziativa, promossa dalla Varkey Foundation, ha visto la partecipazione di oltre 5.000 candidati provenienti da 139 Paesi. Ana, 51 anni, originaria di Madrid, ha vinto il posto tra i finalisti grazie a una candidatura inaspettata: due alunne, senza che lei ne fosse a conoscenza, l'hanno postulata per il premio Mejor Docente de España. Nonostante non abbia vinto, la sua partecipazione al concorso globale è un traguardo significativo, soprattutto per una professionista che ha sempre visto nella scuola un mezzo per trasmettere conoscenza e valori, non solo una carriera. La sua storia, però, è un esempio di come l'educazione possa diventare un ponte tra generazioni e un'occasione per rinnovare il sistema scolastico.

La scelta di Ana di dedicarsi all'insegnamento non è stata una decisione facile. Dopo aver conseguito il dottorato in Belle Arti e la licenza in Psicologia, lavorava in esposizioni di pittura e fotografia. La sua entrata nel mondo della scuola è avvenuta per caso: un'amica le propose di partecipare alle prove per le scuole secondarie. All'inizio, l'idea le sembrava un "ultimo ricorso", ma la sua partecipazione alle prove le permise di ottenere un posto come supplente a Móstoles. La sua prima esperienza in classe fu traumatica, ma i suoi studenti, interessati e curiosi, la convinsero a rimanere. Da allora, la sua carriera si è sviluppata con passione, guidata da un'unica convinzione: la scuola pubblica è l'unica strada per garantire uguaglianza di opportunità. Oggi, Ana presiede l'associazione Mejora tu Escuela Pública, un gruppo che si batte per la difesa dell'istruzione pubblica, sostenendo che ogni bambino, indipendentemente dal contesto socioeconomico, deve avere accesso a una formazione di qualità.

Il Global Teacher Prize, istituito 11 anni fa, è un riconoscimento che celebra non solo le competenze tecniche degli insegnanti, ma anche il loro impatto sulle comunità. L'edizione 2023 ha visto vincere Rouble Nagi, un'educatrice indiana, per la sua capacità di trasformare l'esperienza scolastica in un processo di crescita personale e collettiva. Per Ana, arrivare in finale è stato un sogno: "Se non fosse stato per i ragazzi, non mi sarei presentata. Questo è grazie a loro". La sua partecipazione al concorso globale è stata un modo per mettere in luce le sfide del sistema educativo, soprattutto in un contesto di riduzione dei fondi e aumento delle pressioni sulle scuole pubbliche. Ana ha spiegato che la sua metodologia, basata sulla collaborazione tra docenti e studenti, ha portato a un incremento del 27% nella tassa di conclusione degli studi, riducendo al 19% l'assenza e diminuendo drasticamente gli incidenti disciplinari. Questi dati testimoniano l'efficacia di un approccio che unisce l'educazione a una visione interdisciplinare, stimolando la creatività e la responsabilità sociale.

La scuola pubblica, per Ana, rappresenta un'opportunità per riscattare le disuguaglianze e per rafforzare i valori di solidarietà e rispetto. "Tutti i bambini devono avere accesso a una formazione di qualità, indipendentemente dal loro background", ha sottolineato, ricordando che la sua stessa vita è il frutto dell'educazione pubblica. Cresciuta in un quartiere operaio di Madrid, ha visto i suoi genitori combattere per un'istruzione accessibile, anche a costo di sacrifici. Questa esperienza l'ha resa convinta che la scuola non sia solo un luogo di apprendimento, ma un'istituzione che deve essere protetta e valorizzata. La sua metodologia, detta codocenza, si basa sulla collaborazione tra insegnanti di diverse discipline, permettendo agli studenti di affrontare problemi complessi con un'ottica multidisciplinare. Questo approccio ha portato a risultati tangibili, come la riduzione del delinquente giovanile nel quartiere, grazie al fatto che gli studenti siano impegnati in classe.

La sfida principale per l'educazione pubblica, secondo Ana, rimane il mancato investimento. "La scuola pubblica soffre di tagli costanti, mentre la scuola privata e concertata riceve risorse in modo ineguale", ha dichiarato. La pandemia ha aggravato la situazione, con un aumento dei problemi di salute mentale tra gli studenti e un'incertezza su come ripristinare l'equilibrio. Per Ana, la soluzione passa attraverso un rinnovato impegno a favore dell'istruzione pubblica, con un focus su strumenti educativi moderni e una maggiore collaborazione tra scuole e comunità. La sua partecipazione al Global Teacher Prize è un segnale di speranza, dimostrando che un insegnante può diventare un catalizzatore di cambiamento. Se avesse vinto il premio, Ana avrebbe utilizzato il fondo per acquistare mobili per le aule, riconoscendo che un ambiente scolastico adeguato è fondamentale per un'educazione inclusiva. La sua storia, infine, è un invito a tutti a credere nell'educazione come strumento di trasformazione sociale.

Fonte: El País Articolo originale

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