11 mar 2026

Veronika, mucca che usa strumenti

In un piccolo villaggio della Carinzia, un'area della Austria famosa per le sue montagne e i paesaggi rurali, vive una mucca di nome Veronika che ha sconvolto il mondo scientifico.

10 febbraio 2026 | 00:11 | 4 min di lettura
Veronika, mucca che usa strumenti
Foto: Focus

In un piccolo villaggio della Carinzia, un'area della Austria famosa per le sue montagne e i paesaggi rurali, vive una mucca di nome Veronika che ha sconvolto il mondo scientifico. Questa bestia, nonostante la sua apparente routine quotidiana, ha dimostrato una capacità cognitiva inaspettata: utilizza le scope come strumenti per grattarsi, un comportamento raro e sorprendente. L'evento ha dato origine a uno studio pubblicato su Current Biology, un'importante rivista scientifica, che ha analizzato le sue gesta. Veronika, un esemplare di bovino domestico, non è allevata per il latte o la carne, ma vive in un ambiente in cui ha sviluppato una forma di intelligenza pratica. Il caso ha attirato l'attenzione di ricercatori che hanno riconosciuto in lei una forma di uso intenzionale degli strumenti, un fenomeno che fino ad oggi era associato solo a specie come primati, uccelli, elefanti e delfini. Questo non solo ha reso Veronika un'eccezione, ma ha anche aperto nuove prospettive per comprendere l'evoluzione delle abilità cognitive negli animali.

L'origine della scoperta risale a dieci anni fa, quando Veronika, all'epoca di circa tre anni, iniziò a raccogliere le scope lasciate in giro dagli umani per grattarsi. Il comportamento iniziale era un'azione casuale, ma con il tempo si trasformò in una pratica precisa e ripetuta. I ricercatori Alice Auersperg e Antonio J. Osuna Mascaró dell'Università di Vienna, dopo una segnalazione proveniente probabilmente dal proprietario della mucca o da un compaesano, decisero di indagare. Dopo aver visionato video che documentavano il comportamento di Veronika, i due scienziati si spostarono nella Carinzia per osservarla direttamente. L'esperienza durò due settimane, durante le quali la mucca fu filmata più di 300 volte, permettendo agli studiosi di analizzare ogni dettaglio del suo utilizzo delle scope. Il proprietario, Witgar Wiegele, accolse i ricercatori in casa, offrendo loro l'opportunità di osservare Veronika nel suo ambiente naturale. Questo periodo fu cruciale per comprendere come l'animale avesse sviluppato una forma di abilità motoria e cognitiva.

Il contesto di questo studio si colloca all'interno di un dibattito scientifico più ampio sull'uso degli strumenti da parte degli animali. Per anni, la capacità di manipolare oggetti per scopi utili è stata considerata un'abilità rara, associata soprattutto a specie con elevata intelligenza come i primati o i cetacei. Tuttavia, negli ultimi anni, sono emersi casi di uccelli, elefanti e anche alcuni pesci che dimostrano una simile capacità. Veronika, però, rappresenta un caso unico: è la prima mucca a essere stata studiata in modo scientifico per questo comportamento. I ricercatori hanno notato che Veronika non solo raccoglieva le scope, ma anche che aveva sviluppato una preferenza per specifiche parti degli strumenti. Ad esempio, usava il lato ruvido della scopa per grattarsi la schiena, mentre il manico arrotondato era ideale per le aree più sensibili della pancia. Questo livello di specializzazione ha sorpreso i ricercatori, che hanno sottolineato come il comportamento non fosse casuale ma risultasse da un processo di apprendimento e adattamento.

L'analisi del caso di Veronika ha rivelato implicazioni significative per la comprensione dell'intelligenza animale. Il suo comportamento suggerisce che alcuni animali, anche quelli considerati "basici" come le mucche, possiedono una capacità di pensiero e problem-solving che non era prevista. Questo ha sollevato domande su come l'ambiente e le interazioni con gli umani possano influenzare lo sviluppo di abilità cognitive. Inoltre, il fatto che Veronika abbia costruito una "collezione" di scope e abbia imparato a usare ciascuna al meglio indica una forma di memoria e pianificazione. I ricercatori hanno anche osservato che il proprietario, Witgar Wiegele, aveva intuito la capacità della mucca e aveva iniziato a lasciare scope in giro per stimolarne l'interesse. Questo rapporto umano-animale ha creato un ambiente in cui Veronika ha potuto sviluppare le sue abilità, dimostrando che l'interazione tra specie può portare a risultati sorprendenti.

La conclusione di questa storia non si ferma al singolo caso di Veronika, ma apre nuove direzioni per la ricerca scientifica. Lo studio pubblicato su Current Biology ha rivelato che le mucche, pur non essendo considerate animali intelligenti, possono sviluppare comportamenti complessi quando esposte a stimoli appropriati. Questo ha sollevato l'interesse per ulteriori studi su altri animali domestici e selvaggi, in cerca di ulteriori esempi di intelligenza non prevista. Inoltre, il caso di Veronika ha suscitato un dibattito su come riconoscere e valutare le capacità cognitive degli animali, spostando i confini tra specie e comportamenti. Per il futuro, il lavoro di Auersperg e Osuna Mascaró potrebbe ispirare nuovi approcci nella scienza animale, aprendo la strada a un'approfondita comprensione dell'evoluzione delle abilità cognitive. Veronika, in questo senso, non è solo un'eccezione, ma un esempio di come l'osservazione attenta possa rivelare aspetti sconosciuti del mondo naturale.

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