11 mar 2026

Europa affronta morte di alberi senza precedenti per incendi e plaghe

Un gruppo di ricercatori ha previsto un aumento senza precedenti di danni ai boschi europei a causa del riscaldamento globale, con rischi crescenti da incendi, insetti e vento in tutti gli scenari climatici. La ricerca sottolinea l'importanza di prepararsi a impatti significativi e di creare foreste resilienti, pur riconoscendo gli effetti negativi su biodiversità e risorse.

05 marzo 2026 | 23:39 | 4 min di lettura
Europa affronta morte di alberi senza precedenti per incendi e plaghe
Foto: El País

Un gruppo di 43 ricercatori di diversi Paesi, coordinati dall'Università tecnica di Monaco di Baviera, ha pubblicato un'analisi allarmante su Science che prevede un aumento senza precedenti di distruzioni e danni ai boschi europei a causa del riscaldamento globale. L'indagine, condotta attraverso simulazioni informatiche, ha valutato gli impatti futuri su una superficie forestale di 187 milioni di ettari, considerando tre scenari climatici: uno ottimista con un aumento limitato della temperatura (vicino ai 1,5 gradi), uno intermedio con politiche climatiche moderate e uno pesimista con un riscaldamento di 4 gradi. I risultati indicano che le perturbazioni legate a incendi, insetti e vento potrebbero aumentare in tutti i casi, con un raddoppio nel peggiore scenario. La ricerca sottolinea l'importanza di prepararsi a danni significativi e di creare foreste resilienti, pur riconoscendo gli impatti negativi su biodiversità e risorse umane.

L'analisi si basa su modelli di alta precisione che combinano dati satellitari e tecnologie avanzate di intelligenza artificiale, come reti neurali, per prevedere l'evoluzione delle minacce climatiche. Gli scienziati hanno simulato l'effetto di temperature più elevate sulla crescita della vegetazione, che potrebbe amplificare l'impatto degli incendi e del vento. Inoltre, la distruzione di conifere da parte di venti intensi favorisce l'espansione di insetti come gli scolopendrii, che a loro volta aumentano il rischio di incendi. Il lavoro ha anche quantificato gli effetti delle perturbazioni registrati negli ultimi decenni, rivelando un incremento esponenziale delle minacce rispetto al passato. Secondo i ricercatori, la combinazione di questi fattori rende la previsione di danni ai boschi estremamente complessa, ma necessaria per comprendere gli scenari futuri.

Il contesto del lavoro si colloca all'interno di una crescente preoccupazione per gli impatti del cambiamento climatico sull'ecosistema forestale. Negli ultimi anni, il numero di incendi e di infestazioni di insetti è aumentato drasticamente, con conseguenze devastanti su biodiversità e economia. In particolare, la penisola iberica, con il suo clima mediterraneo, è risultata una delle aree più vulnerabili, dove le temperature estreme e la scarsità d'acqua favoriscono la diffusione di incendi e di insetti dannosi. Tuttavia, lo studio ha riconosciuto una limitazione: non ha considerato l'impatto di altre specie di insetti, come la processionaria o la lagarta peluda, che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione. Questa mancanza di completezza ha reso le previsioni del lavoro più conservative, ma non ha cancellato il valore del contributo scientifico.

Le implicazioni del lavoro sono profonde, poiché indicano un mutamento radicale degli ecosistemi forestali europei. Il riscaldamento climatico potrebbe portare a una transizione verso foreste più giovani e meno dense, riducendo la capacità di assorbire CO₂ e aumentando il rischio di incendi. Secondo Josep Maria Espelta, ricercatore del CREAF, il processo potrebbe accelerare il cambiamento climatico stesso, con emissioni di carbonio da incendi o una diminuzione dei boschi come sumideri. Inoltre, la riduzione della biodiversità e la perdita di specie chiave potrebbero compromettere la stabilità degli ecosistemi. Le proiezioni del lavoro suggeriscono un aumento del 18% di boschi giovani nella penisola iberica e del 5% in tutta Europa, segnando una trasformazione profonda nella struttura e nel funzionamento delle foreste.

La chiusura del lavoro sottolinea l'urgenza di ridurre le emissioni di gas serra per mitigare gli impatti più drastici. Gli scienziati invitano a investire in strategie di adattamento, come la creazione di foreste resilienti e la gestione mirata delle risorse naturali. Tuttavia, il quadro è complesso, poiché il cambiamento climatico non si ferma alle previsioni scientifiche: le politiche di riduzione delle emissioni devono essere accompagnate da azioni concrete per proteggere le foreste. Il lavoro rappresenta un passo importante per comprendere i rischi futuri, ma la sfida è grande, soprattutto in un contesto di crescente incertezza climatica. La transizione verso un futuro sostenibile richiede un impegno collettivo, che non può attendere.

Fonte: El País Articolo originale

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