Un funzionario di Trump sostiene il ritorno della Russia negli sport mondiali
La Russia sta tornando sulla scena sportiva globale dopo anni di esilio per lo scandalo dei dopaggi e per l'invasione dell'Ucraina, ma il sostegno di un'istituzione chiave potrebbe segnare un cambiamento significativo.
La Russia sta tornando sulla scena sportiva globale dopo anni di esilio per lo scandalo dei dopaggi e per l'invasione dell'Ucraina, ma il sostegno di un'istituzione chiave potrebbe segnare un cambiamento significativo. Il governo statunitense, attraverso il suo rappresentante speciale per le partnership internazionali, Paulo Zampolli, ha espresso apertamente la sua disponibilità a permettere la partecipazione russa ai Giochi Paralimpici, che si terranno a Milano a marzo. Questa decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con l'Europa e l'Ucraina che si sono opposti fermamente, mentre l'Italia, Paese ospitante, ha espresso "assoluta opposizione" al provvedimento dell'International Paralympic Committee (IPC). L'evento rappresenta un passo importante per la Russia, che potrebbe tornare a competere in una competizione internazionale dopo un periodo di esclusione che ha visto il Paese bandito da tutti i campionati olimpici e paralimpici dal 2014.
L'IPC ha recentemente annunciato la decisione di sospendere la partecipazione russa in sei eventi di sci e snowboard, permettendo a sei atleti russi e quattro bielorussi di partecipare come "wild card". Questo provvedimento è stato accolto con una forte reazione da parte di leader europei e ucraini, che hanno sottolineato il legame tra la partecipazione sportiva e la politica internazionale. L'Ucraina, in particolare, ha deciso di non partecipare all'apertura dei Giochi Paralimpici, mentre l'Italia ha espresso preoccupazione per l'impatto del provvedimento su principi di giustizia e trasparenza. La decisione dell'IPC ha suscitato polemiche, soprattutto in un contesto in cui la Russia è ancora sotto sanzioni per la guerra in Ucraina, ma l'organismo ha sottolineato che lo sport deve rimanere un "spazio neutrale" per tutti gli atleti.
La partecipazione russa ai Giochi Paralimpici rappresenta un ritorno dopo un lungo periodo di esclusione, che ha visto il Paese bandito da tutti i campionati internazionali per lo scandalo dei dopaggi scoperto nel 2015. L'International Olympic Committee (IOC) aveva imposto un divieto totale alla Russia nel 2023, in seguito alla sua decisione di incorporare istituzioni sportive delle regioni occupate in Ucraina. Nonostante questo, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha espresso interesse per un ritorno della Russia nel calcio, mentre il presidente dell'IOC, Kirsty Coventry, ha ribadito che lo sport deve essere un "luogo dove ogni atleta può competere liberamente". Queste dichiarazioni, però, non hanno rimosso le tensioni, soprattutto in Europa, dove il sostegno alla Russia è visto come un atto di condanna verso la politica estera del Paese.
La decisione dell'IPC ha suscitato reazioni contrastanti, con l'Europa e l'Ucraina che hanno espresso preoccupazione per le implicazioni politiche. L'Ucraina, in particolare, ha sottolineato che la partecipazione sportiva non dovrebbe essere usata per giustificare azioni militari o politiche. Al contempo, la Russia ha cercato di presentare un'immagine di riforma, con il ministro dello sport, Mikhail Degtyarev, che ha affermato che il governo sta implementando modifiche amministrative per ottenere il riconoscimento internazionale. Queste mosse, però, non hanno convinto tutti, soprattutto in un contesto in cui la guerra in Ucraina continua a essere un tema centrale. L'IPC ha detto che i sei atleti russi e i quattro bielorussi potrebbero partecipare ai Giochi Paralimpici, ma il loro coinvolgimento è stato accompagnato da restrizioni, come il divieto di mostrare la bandiera russa o il suono dell'inno nazionale.
La partecipazione russa ai Gio, Paralimpici rappresenta un passo significativo, ma la strada verso un ritorno completo nel mondo sportivo è ancora lunga. L'IOC ha espresso interesse per un riconoscimento della Russia, ma il processo richiede il consenso di federazioni sportive specifiche, che non si sono ancora mossi. Inoltre, la guerra in Ucraina continua a influenzare le decisioni internazionali, con episodi come la disqualificazione di un atleta ucraino per aver voluto indossare un casco in onore dei caduti. La Russia, se riconosciuta, potrebbe partecipare ai Giochi Olimpici del 2028 a Los Angeles, ma il suo ritorno dipende da una serie di fattori, tra cui il rispetto dei principi sportivi e la soluzione della crisi politica. L'evento a Milano potrebbe essere solo l'inizio di un processo complesso, in cui lo sport torna a essere un terreno di confronto tra diritti e interessi nazionali.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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