11 mar 2026

Trasferte vietate, Tar boccia ricorso tifosi Roma

La decisione di limitare la partecipazione di quattro tifoserie calcistiche a determinati spostamenti di trasferta ha suscitato un dibattito acceso nel mondo calcistico italiano.

19 febbraio 2026 | 14:06 | 4 min di lettura
Trasferte vietate, Tar boccia ricorso tifosi Roma
Foto: RomaToday

La decisione di limitare la partecipazione di quattro tifoserie calcistiche a determinati spostamenti di trasferta ha suscitato un dibattito acceso nel mondo calcistico italiano. Il provvedimento, adottato da un tribunale regionale, è scaturito dopo un serie di incidenti tra ultras di squadre rivali, avvenuti lungo tratti autostradali durante gli spostamenti verso gli impianti sportivi. L'episodio più significativo si è verificato il 18 gennaio, quando ultras della Roma, in viaggio verso Torino, si sono scontrati con ultras della Fiorentina, in direzione dello stadio Dall'Ara di Bologna. La settimana successiva, un analogo scenario si è ripetuto, stavolta tra ultras laziale e napoletani, lungo un tratto di autostrada. Questi episodi hanno spinto le autorità a intervenire, vietando la vendita di biglietti per i vari settori ospiti alle quattro tifoserie coinvolte. Il divieto si applica a partite specifiche, limitando la possibilità per i romanisti di seguire la squadra di Gasperini in otto trasferte, tra cui Udine, Napoli, Genova, Como, Milano contro l'Inter, Bologna, Parma e Verona contro l'Hellas. I laziali, invece, non potranno assistere alle partite di trasferta a Cagliari, Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Cremon, salvo il derby del 17 maggio, dove la Roma sarà ospite.

L'ordinanza, emessa con il numero 1066, ha accolto parzialmente il ricorso presentato da parte della Roma, circoscrivendo la misura solo ai residenti nelle province del Lazio diverse da Roma. Questo ha limitato l'impatto del provvedimento, evitando di escludere totalmente i tifosi romani da partite in casa. Al contrario, per la Lazio, il decreto non è stato impugnato, confermando la validità della decisione. Il tribunale ha ritenuto prevalente l'esigenza di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, sottolineando come le tensioni tra le tifoserie potessero mettere a rischio la tranquillità dei luoghi. Questa interpretazione ha trovato conferma anche nel contesto più ampio, in cui il calcio italiano ha sempre cercato di equilibrare la libertà dei tifosi con la responsabilità sociale. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni sostenitori che vedono nella limitazione un passo necessario per prevenire ulteriori incidenti, mentre altri temono un ridimensionamento delle tradizioni e delle passioni calcistiche.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra tifoserie, che negli ultimi anni hanno segnato diversi episodi di violenza e alterco. Gli scontri lungo le autostrade non sono nuovi: nel 2022, ad esempio, si erano verificati episodi simili tra ultras del Milan e ultras della Lazio, con conseguenze di non poco conto. Questi incidenti hanno spinto le autorità a intervenire con misure più stringenti, anche se non sempre in modo definitivo. L'aspetto chiave del provvedimento attuale è la sua limitata portata, che non esclude completamente le tifoserie ma ne riduce la partecipazione a determinate partite. Questo approccio mira a bilanciare la protezione della sicurezza pubblica con la possibilità per i tifosi di seguire le proprie squadre, evitando di penalizzare troppo le comunità. Tuttavia, la questione rimane delicata, poiché la limitazione della partecipazione può essere vista come un'interferenza nel diritto di libertà di espressione e di aggregazione, fondamentali per la vita delle tifoserie.

L'impatto di questa decisione potrebbe essere significativo, soprattutto per le tifoserie coinvolte. La Roma, sebbene non esclusa totalmente, dovrà affrontare un ridimensionamento nella partecipazione a trasferte chiave, riducendo la sua presenza in alcuni importanti confronti. La Lazio, invece, vedrà il suo gruppo di tifosi limitato in modo più esteso, con l'unica eccezione del derby. Questo potrebbe influenzare non solo la partecipazione in campo, ma anche la capacità delle squadre di ricevere il sostegno delle loro tifoserie, un elemento cruciale per il morale e la motivazione. Dall'altro lato, il provvedimento potrebbe contribuire a ridurre il rischio di incidenti, proteggendo le comunità e i luoghi in cui si svolgono le partite. Tuttavia, la sfida rimane quella di trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà, senza compromettere il ruolo delle tifoserie come parte integrante del calcio italiano.

Le conseguenze di questa decisione potrebbero estendersi al di là del semplice divieto di trasferta. La limitazione della partecipazione potrebbe portare a una maggiore attenzione da parte delle squadre e delle autorità, con possibili misure aggiuntive per prevenire ulteriori episodi. Inoltre, potrebbe stimolare un dibattito su come gestire le tifoserie in modo responsabile, senza mettere in discussione la loro essenza. Il calcio italiano, che ha sempre contato sulle tifoserie come parte fondamentale della sua identità, dovrà trovare un modo per integrare la sicurezza senza sacrificare la tradizione. Il prossimo futuro potrebbe vedere l'introduzione di nuove normative o l'adozione di misure preventive, come il controllo più rigoroso dei movimenti delle tifoserie o l'implementazione di tecnologie per monitorare le attività. In ogni caso, il tema rimane centrale: come conciliare la libertà delle tifoserie con la tutela pubblica, senza compromettere la vitalità del calcio come sport di massa.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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