11 mar 2026

Tempesta Pedro porterà forti venti e piogge nel nord della Spagna

La tempesta atlantica Pedro si prepara a scendere sull'Iberia, scatenando un'ondata di maltempo che interesserà gran parte della penisola spagnola a partire da mercoledì.

18 febbraio 2026 | 13:13 | 5 min di lettura
Tempesta Pedro porterà forti venti e piogge nel nord della Spagna
Foto: El País

La tempesta atlantica Pedro si prepara a scendere sull'Iberia, scatenando un'ondata di maltempo che interesserà gran parte della penisola spagnola a partire da mercoledì. Questo evento meteorologico, previsto dall'Agenzia Spagnola per la Meteorologia (Aemet), ha messo in allerta 12 regioni, tra cui la maggior parte del tercio noroeste, con avvisi per venti forti, tempeste marine o neve. Sei di queste aree sono state classificate in allerta gialla, segnalando un rischio significativo per la popolazione. Al contrario, nel tercio est e sud-est della penisola, nonché nelle Baleari, si prevedono condizioni più miti, con nuvolosità di tipo alto durante buona parte della giornata. La tempesta, che si muoverà da ovest a est, porterà raffiche di vento particolarmente intense nel nord peninsulare e in alcune zone del sud, come Almería e Albacete. Inoltre, le precipitazioni saranno concentrate principalmente nella metà nord della vertente atlantica, nel Cantabro, nel bacino dell'Ebro e nell'area pirenaica, con possibilità di intensificazioni in Galizia. L'Aemet ha anche avvertito di un'eventuale formazione di temporali in alcune aree del nord, aggiungendo un elemento di incertezza alle previsioni.

La borrasca Pedro, che si intensifica progressivamente, è attesa a raggiungere punte di velocità fino a 90 chilometri orari nel valle dell'Almanzora e in Alcaraz e Segura, regioni che si trovano al confine tra Almería e Albacete. Queste raffiche di vento potrebbero causare disturbi ai trasporti, specialmente in aree con infrastrutture critiche, come i porti e le autostrade. Inoltre, la neve, prevista a quote comprese tra 1.200 e 1.500 metri, potrebbe scendere a quote più basse, fino a 700 metri, nel nord peninsulare, grazie all'azione del sistema barico che si intensificherà nel corso della giornata. L'Aemet ha anche segnalato che, a partire da giovedì, la cota di neve potrebbe abbassarsi ulteriormente, portando a nevicate a quote inferiori, che potrebbero interessare anche regioni non tradizionalmente colpite da questo tipo di fenomeno. Questo scenario potrebbe avere conseguenze significative sulle attività economiche locali, come l'agricoltura e il turismo, specialmente in zone montane o costiere.

Il contesto meteorologico che accompagna la borrasca Pedro si inserisce in un periodo di transizione climatica tra l'inverno e la primavera, in cui le correnti d'aria fredda si mescolano con masse d'aria calda, creando condizioni instabili. Questo tipo di scenario non è raro in Spagna, dove le variazioni termiche sono spesso accentuate, soprattutto lungo la costa atlantica e nel nord. Tuttavia, l'intensità della tempesta e la sua estensione territoriale sembrano segnalare una maggiore attività ciclonica rispetto ai mesi precedenti. L'Aemet ha sottolineato che la presenza di una depressione a bassa pressione, accompagnata da un flusso di aria umida proveniente dall'Atlantico, è la causa principale del fenomeno. Questa combinazione di fattori ha portato a una distribuzione non uniforme delle precipitazioni, con aree come il Cantabro e il nord-ovest che vedranno una maggiore quantità di neve, mentre altre regioni, come le Baleari, saranno interessate solo da piogge leggere. Questa diversità climatica ha richiesto una gestione differenziata delle risorse, soprattutto in termini di preparazione alle emergenze.

Le implicazioni del passaggio della borrasca Pedro sono multiple, sia per la popolazione civile che per le infrastrutture pubbliche. Le forti raffiche di vento potrebbero causare danni a edifici non rafforzati, alberi e linee elettriche, con rischi di interruzioni nei servizi essenziali. Inoltre, la neve, se si estende a quote più basse, potrebbe creare difficoltà nella mobilità, specialmente in aree rurali o in zone montuose dove i mezzi di trasporto sono limitati. L'Aemet ha invitato i cittadini a evitare di esporre se stessi a condizioni pericolose, come la conduzione di veicoli in strade ghiacciate o l'esposizione a venti intensi senza protezioni. Dall'altro lato, la temperatura, che tenderà a calare in gran parte del territorio, potrebbe influire negativamente su colture sensibili al freddo, come il vino o la frutta, creando preoccupazioni per gli agricoltori. L'impatto economico di questa tempesta potrebbe essere rilevante, soprattutto in regioni dove l'agricoltura rappresenta una parte significativa del PIL.

La proiezione del tempo per i prossimi giorni indica una riduzione delle precipitazioni, con un graduale aumento delle temperature, ma senza una completa normalizzazione delle condizioni climatiche. L'Aemet ha sottolineato che il periodo di transizione tra inverno e primavera è spesso segnato da oscillazioni termiche, che potrebbero portare a ulteriori episodi di maltempo. Tuttavia, il calo delle temperature, previsto in alcune aree, potrebbe favorire un periodo di ripresa per le colture che hanno subito danni durante la tempesta. Al tempo stesso, il rischio di nevicate a quote più basse rimane un fattore di incertezza, che richiede una vigilanza costante da parte delle autorità locali. La gestione delle emergenze, in particolare nelle regioni interessate, dovrà concentrarsi su interventi di soccorso e assistenza ai cittadini, nonché sulla riparazione di eventuali danni alle infrastrutture. La situazione meteo, quindi, non solo rappresenta un test per la preparazione alle emergenze, ma anche un'occasione per valutare le vulnerabilità del sistema di protezione civile e le risorse disponibili per gestire eventi climatici estremi.

Fonte: El País Articolo originale

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