11 mar 2026

Taurus esclude che Fusi e García Cárcel usino l'IA per scrivere un libro, esprime 'mea culpa' per errori

Un acceso di polemica ha scosso la scena accademica e editoriale spagnola negli ultimi giorni, coinvolgendo due storici di alto profilo, Juan Pablo Fusi e Ricardo García Cárcel, autori del libro Vidas españolas. Razón biográfica de España (S.

24 febbraio 2026 | 22:12 | 4 min di lettura
Taurus esclude che Fusi e García Cárcel usino l'IA per scrivere un libro, esprime 'mea culpa' per errori
Foto: El País

Un acceso di polemica ha scosso la scena accademica e editoriale spagnola negli ultimi giorni, coinvolgendo due storici di alto profilo, Juan Pablo Fusi e Ricardo García Cárcel, autori del libro Vidas españolas. Razón biográfica de España (S. XVI-XX), pubblicato da Taurus. La controversia nasce da una critica sostenuta da José Luis García Martín, un commentatore letterario, che ha accusato i due autori di aver utilizzato l'intelligenza artificiale per redigere il volume. L'obiezione si basa su una serie di errori e inesattezze rilevati nel testo, che l'autore critico attribuisce non a malfunzionamenti editoriali, ma a una presunta manipolazione dell'IA. La polemica ha rapidamente guadagnato terreno, alimentata da un dibattito su come si possa garantire l'autenticità e la precisione in un'epoca in cui la tecnologia sta trasformando il lavoro di scrittura. La questione non riguarda solo la correttezza del testo, ma anche il ruolo dell'IA nel campo dell'editoria e la responsabilità degli autori e delle case editrici.

La editorial Taurus ha rifiutato categoricamente le accuse, sostenendo che le critiche di García Martín sono un mix di interpretazioni divergenti e errori di stampa. Miguel Aguilar, direttore letterario della casa editrice, ha precisato che non ci sono prove concrete dell'uso dell'IA e che gli errori riscontrati sono semplici inesattezze, comuni nel mondo dell'editoria. Secondo Aguilar, la correttezza del testo è un problema ineluttabile, ma non necessita di un ritiro del libro. La casa editrice ha annunciato di correggere gli errori per una seconda edizione, se necessario, e ha sottolineato che i correttori sono sempre umani. Tuttavia, il dibattito si è acceso soprattutto per il fatto che il libro è stato redatto da due storici di fama internazionale, membri della Real Academia de Historia, e che le imprecisioni rilevate sono state considerate critiche al loro lavoro.

La controversia si colloca all'interno di un progetto più ampio: Españoles eminentes, un'iniziativa della Fundación Juan March, diretta da Javier Gomá, che mira a creare biografie di figure chiave della storia spagnola. Il volume in questione, pubblicato poco più di un mese fa, presenta un'analisi globale di 50 personalità, da Juan de Austria a Feijoo, da Jovellanos a Goya. L'importanza del libro risiede nella sua vasta portata e nella sua ambizione di offrire un quadro completo della storia spagnola. Tuttavia, la scelta di coinvolgere due storici di rango, come Fusi e García Cárcel, ha amplificato la polemica. Fusi, che compirà 81 anni quest'anno, ha rifiutato categoricamente l'idea di aver utilizzato l'IA, affermando di aver scritto il manoscritto a mano prima di trasferirlo al computer. Per lui, i possibili errori derivano da un problema tecnico legato alla sincronizzazione tra il telefono e il computer, non da una malfunzionamento dell'AI.

L'analisi degli errori rilevati nel testo mostra una serie di inesattezze che vanno oltre le semplici errate tipografiche. García Martín ha evidenziato, ad esempio, che il libro menziona opere di Velázquez conservate "nel Pardo", mentre in realtà si riferiscono al Museo del Prado. Altri errori riguardano titoli di opere di Machado, come Páginas escondidas invece che Páginas escogidas, che l'autore critico attribuisce a un autocorrettore automatico. Questi errori, sebbene apparentemente banali, diventano rilevanti in un contesto storiografico, dove la precisione è fondamentale. Inoltre, alcuni errori sembrano ripetere informazioni errate presenti su Wikipedia, una fonte che, secondo il critico, potrebbe aver influenzato l'output dell'IA. Questo ha suscitato preoccupazioni circa la qualità e la provenienza delle informazioni utilizzate, sollevando domande sull'etica e sull'affidabilità del lavoro di scrittura automatizzato.

La situazione si complica ulteriormente con le reazioni del direttore della Fundación Juan March, Javier Gomá, che ha definito le accuse di García Martín una "calumnia" e ha minacciato azioni legali. Gomá ha sottolineato che l'uso dell'IA da parte degli autori non solo è inaccettabile, ma potrebbe rappresentare un reato penale. Tuttavia, nonostante le tensioni, la casa editrice Taurus ha mantenuto una posizione neutrale, rifiutando di ritirare le copie già in circolazione e concentrando gli sforzi sulla correzione degli errori. Il dibattito, quindi, si conclude con una tensione tra difesa dei due storici e le preoccupazioni di chi teme un impatto negativo sulle norme accademiche. La questione sollevata non riguarda solo il libro specifico, ma anche il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale nel campo della storiografia e della scrittura accademica. La risoluzione del conflitto potrebbe richiedere un confronto tra tecnologia e tradizione, ma per ora, il dibattito continua a alimentare un dibattito più ampio sulla responsabilità degli autori e sulla trasparenza nel lavoro editoriale.

Fonte: El País Articolo originale

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