Stadio Roma a Pietralata Giunta pronta a confermare interesse pubblico
La famiglia Friedkin ha fissato l'obiettivo di iniziare i lavori del nuovo stadio della Roma entro il 2027, mirando agli Europei 2032 e superando il Flaminio 2.0. Il progetto, però, deve superare complessi iter burocratici, tra cui vincoli sulla mobilità e isolamento acustico, per arrivare all'approvazione definitiva.
La famiglia Friedkin, proprietaria del club giallorosso, ha reso ufficiale l'obiettivo di posare la prima pietra del nuovo stadio della Roma entro il 2027, con l'obiettivo di candidare il progetto agli Europei del 2.032 e di superare il concorrenza con l'ipotetico Flaminio 2.0. L'annuncio, che segna un passo decisivo nel piano di rilancio del settore sportivo romano, è stato reso noto durante un incontro tra i vertici della società e i rappresentanti del Comune di Roma. La realizzazione del complesso, che dovrebbe ospitare non solo le partite di Serie A ma anche eventi internazionali, richiede però l'approvazione di numerose autorizzazioni amministrative. Il progetto, che prevede un'architettura moderna e sostenibile, deve superare un'ampia serie di verifiche tecniche e normative, tra cui quelle riguardanti la viabilità, l'isolamento acustico e l'integrazione con l'area urbana. La data del 2027, fissata come obiettivo, è considerata ottimistica ma non certa, a causa delle complessità burocratiche e dei possibili ricorsi da parte di oppositori. La svolta avverrà solo dopo che il documento di fattibilità tecnico-economica, redatto da un team di esperti, sarà approvato dal Campidoglio e passerà al vaglio delle commissioni competenti.
Il piano di fattibilità, presentato durante le vacanze natalizie del 2023, è stato il frutto di un lavoro estenuante da parte dei tecnici incaricati dalla Roma. Dopo la votazione in Aula Giulio Cesare nel 2023, che ha dato il via libera alla "pubblica utilità" dell'opera, i progettisti hanno dovuto rispondere a un'ampia serie di prescrizioni. Tra le condizioni più critiche, quelle legate alla gestione del traffico e alla mobilità dei tifosi, con l'obiettivo di garantire che il 50% dei supporter possa raggiungere lo stadio senza auto. Un altro aspetto fondamentale è stato il rispetto delle norme sull'isolamento acustico per il vicino Ospedale Pertini, un tema che ha suscitato discussioni durante le sedute del Comune. Il documento, che ha superato un processo di revisione da parte dei tecnici capitolini, è stato accolto positivamente, ma non è ancora stato approvato definitivamente. La giunta Gualtieri, che dovrà esaminarlo il 26 febbraio, è pronta a valutare le sue implicazioni, ma il percorso non è esente da ostacoli.
L'approvazione del progetto si colloca all'interno di un contesto complesso, segnato da anni di dibattiti tra le istituzioni locali e la società giallorossa. L'idea di un nuovo stadio a Roma non è nuova: nel 2022, la Roma aveva ottenuto un accordo preliminare per il progetto, ma il processo è stato interrotto da una serie di richieste e modifiche da parte del Comune. La decisione di accelerare i tempi è stata motivata anche dal desiderio di sfruttare la possibilità di ospitare gli Europei del 2032, un evento che potrebbe dare un impulso economico significativo alla città. Tuttavia, il progetto non è stato accolto senza critiche: alcuni comitati cittadini hanno espresso preoccupazioni sull'impatto ambientale e sociale del nuovo impianto, mentre altri hanno sollevato dubbi sull'effettiva utilità per la comunità. Nonostante ciò, la famiglia Friedkin ha mantenuto la sua determinazione, investendo risorse ingenti per risolvere i problemi emersi e per garantire che il progetto possa procedere.
L'accelerazione del processo amministrativo rappresenta un passo cruciale per il futuro del progetto. Dopo la discussione in Aula Giulio Cesare, il documento dovrà passare al vaglio delle commissioni competenti, che potrebbero essere convocate in modo congiunto per ridurre i tempi di valutazione. Il Comune di Roma, che ha già dato il via libera al piano di fattibilità, ha espresso l'auspicio che il processo si concluda nel 2024, permettendo di iniziare i lavori entro il 2027. Sebbene non sia ancora chiaro quando esattamente si possa procedere, la volontà di agire rapidamente è stata sottolineata da fonti vicine al governo cittadino. La conferenza dei servizi, che dovrà essere indetta dopo l'approvazione della pubblica utilità, rappresenta un ulteriore step fondamentale, ma non è escluso che possano emergere nuovi ostacoli. L'obiettivo di posare la prima pietra entro il 2027 è un traguardo ambizioso, che richiede la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, da sindaci a imprenditori, per garantire che il progetto non venga bloccato da ritardi o ricorsi.
Il futuro del nuovo stadio della Roma dipende da una serie di fattori che vanno ben oltre la volontà della società giallorossa. L'accelerazione del processo amministrativo, se riuscita, potrebbe portare a un risparmio di tempo e risorse, ma non è escluso che si possano verificare nuove complicazioni. L'interesse per gli Europei del 2032 ha reso il progetto ancora più urgente, ma il confronto con il Flaminio 2.0, che rappresenta una soluzione alternativa, ha aggiunto un livello di incertezza. Per la Roma, il successo del progetto non è solo un'opportunità di crescita economica, ma anche un modo per rafforzare il proprio ruolo come squadra di punta in Italia e a livello internazionale. La famiglia Friedkin, che ha investito milioni di euro per rendere il progetto fattibile, ha dimostrato di non voler mollare, anche di fronte alle critiche e alle sfide. Il 2027, sebbene non sia scontato, rimane l'obiettivo principale, e il Comune di Roma dovrà fare il suo dovere per permettere a questa ambizione di diventare realtà. La strada è ancora lunga, ma il primo passo è stato fatto.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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