Spagna esporta più aceite, jamón e vino verso Usa
La Spagna ha rifiutato di collaborare con gli Stati Uniti e Israele nell'attacco all'Iran, suscitando minacce di Trump su tagli commerciali e sospensione delle relazioni. La divergenza strategica tra Madrid e Washington mette a rischio l'alleanza NATO e la stabilità economica spagnola.
La negativa della Spagna a collaborare con gli Stati Uniti e Israele nell'attacco lanciato contro l'Iran il sabato precedente e a permettere l'utilizzo delle sue basi militari per operazioni logistico-supportive ha acceso un nuovo fronte di tensione politica con Washington. Il presidente americano, Donald Trump, ha reagito con durezza durante una conferenza stampa in Casa Bianca il martedì successivo, dichiarando di non voler avere alcun legame con il Paese europeo e di aver ordinato di interrompere "tutte le negoziazioni" con la Spagna, definita da lui come un "alleato terribile". Tra le minacce espresse, Trump ha incluso la possibilità di tagliare completamente il commercio con il Paese iberico, pur senza specificare metodi concreti, ma amministrando l'ipotesi di "embarghi" mirati. L'episodio ha reso evidente una frattura crescente tra gli interessi strategici di Madrid e quelli di Washington, ponendo in evidenza il ruolo della Spagna come alleato chiave ma non sempre allineato alle politiche estere americane.
La decisione di Madrid di non partecipare all'operazione ha suscitato preoccupazioni a Washington, dove si teme che il rifiuto di collaborare possa minare la sicurezza regionale e i legami di sicurezza tra i Paesi membri dell'Alleanza Atlantica. Trump ha sottolineato che la Spagna, pur essendo un alleato tradizionale, non rispetta le aspettative dell'America in materia di cooperazione militare e di spesa per la difesa. Il presidente ha anche accennato all'idea di introdurre misure economiche punitive, con un focus specifico su settori chiave del Paese iberico, come l'agroalimentare e l'industria meccanica. Queste minacce, se realizzate, potrebbero avere conseguenze devastanti per l'economia spagnola, che ha un rapporto commerciale significativo con gli Stati Uniti. La Spagna, infatti, ha registrato un deficit commerciale di 13,458 miliardi di euro con l'America nel 2025, un dato che mette in luce la dipendenza del Paese da mercati esteri.
Il contesto di questa tensione si colloca in un quadro geopolitico già complesso, con tensioni crescenti tra potenze regionali e un clima internazionale che si è fatto più teso negli ultimi mesi. La Spagna, pur essendo un membro dell'Unione Europea, ha un ruolo particolare a causa della sua posizione strategica e della sua vicinanza geografica all'Europa meridionale. Tuttavia, il suo rapporto con gli Stati Uniti è stato spesso caratterizzato da una combinazione di collaborazione e divergenze, soprattutto in materia di politiche estere e sicurezza. Il rifiuto di Madrid di partecipare all'attacco contro l'Iran ha rivelato una divergenza chiara tra le priorità dei due Paesi, con Washington che punta su una strategia più aggressiva in Medio Oriente e Madrid che preferisce un approccio più diplomatico. Questo contrasto ha reso evidente le tensioni interne all'alleanza NATO e ha messo in discussione il ruolo della Spagna come alleato fedele.
Le implicazioni economiche di questa tensione sono estese e coinvolgono diversi settori chiave dell'economia spagnola. L'export del Paese verso gli Stati Uniti, che ammonta a 16,716 miliardi di euro nel 2025, è stato penalizzato da un calo del 8% rispetto all'anno precedente, mentre le importazioni sono cresciute del 7%, portando a un deficit commerciale crescente. Settori come l'agroalimentare, l'industria meccanica e l'energia sono particolarmente esposti a eventuali sanzioni, in quanto rappresentano una parte significativa del commercio tra i due Paesi. Ad esempio, il mercato norteamericano assorbe il 50% del consumo mondiale di olio d'oliva fuori dall'UE, un settore in cui la Spagna ha un vantaggio competitivo. Tuttavia, la minaccia di sanzioni potrebbe portare a una diminuzione della domanda, con conseguenze per produttori come Túnez, che ha beneficiato di una riduzione degli aranceles. Questo scenario mette in evidenza come le politiche commerciali possano diventare strumenti di pressione non solo diplomatica ma anche economica.
La situazione potrebbe evolvere in diverse direzioni, a seconda delle decisioni future di Washington e della reazione dell'Unione Europea. La Commissione Europea, che ha il controllo esclusivo sulle politiche commerciali dell'UE, potrebbe cercare di mitigare gli effetti negativi delle eventuali sanzioni americane, ma non ha strumenti sufficienti per proteggere specifici settori spagnoli. Inoltre, il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti e UE potrebbe amplificare i danni, coinvolgendo anche Paesi come Italia e Francia. La Spagna, pur essendo un membro dell'UE, rimane un target particolarmente sensibile per Washington, che potrebbe utilizzare misure selective per colpire settori specifici senza danneggiare l'intero blocco europeo. Tuttavia, la minaccia di Trump non è ancora stata concretizzata, e il futuro dipenderà da come i due Paesi gestiranno le loro divergenze in un contesto geopolitico sempre più complesso.
Fonte: El País Articolo originale
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