11 mar 2026

Simona Marafioti: dalla malattia alla maratona di Roma

Simona Marafioti, una donna che ha sconfitto un tumore maligno (linfoma non Hodgkin), è pronta a vivere un momento significativo nella sua vita.

02 marzo 2026 | 17:09 | 4 min di lettura
Simona Marafioti: dalla malattia alla maratona di Roma
Foto: RomaToday

Simona Marafioti, una donna che ha sconfitto un tumore maligno (linfoma non Hodgkin), è pronta a vivere un momento significativo nella sua vita. La 48enne romana parteciperà alla Maratona di Roma, un evento che segna non solo un traguardo sportivo ma anche un simbolo di resilienza e determinazione. La sua partecipazione alla gara, che si terrà il 22 marzo, rappresenta un ritorno al mondo della corsa dopo un lungo percorso di sofferenze e riconquiste. La sua storia, raccontata con una voce diretta e sincera, è un esempio di come la vita possa ripartire anche dopo momenti estremi. Simona, che ha superato la malattia nel 2023, ha scelto di affrontare la maratona non come una semplice competizione, ma come un atto di ribellione contro il dolore e una dichiarazione di forza. La sua partecipazione non solo coinvolge il pubblico che la seguirà lungo le strade della Capitale, ma anche chiunque abbia vissuto un momento difficile, cercando di trasmettere un messaggio di speranza e coraggio.

La sua strada verso la maratona ha iniziato con un piccolo passo. La passione per la corsa si è sviluppata quando, alcuni anni fa, ha assistito a una gara al fianco del cognato. Da quel momento, il mondo della corsa è diventato parte integrante della sua vita. Ha iniziato con distanze brevi, come 5 chilometri, e poco a poco ha aumentato la difficoltà, arrivando a correre la mezza maratona. Il primo passo verso la maratona è stato nel 2013, quando ha completato la gara di Firenze. Per anni, la sua vita sembrava seguire un ritmo costante, ma nel 2018 è arrivata una svolta drammatica. Durante la maratona delle Terre Verdiane, Simona ha sentito qualcosa non andare per il verso giusto. Le analisi mediche hanno rivelato una diagnosi preoccupante: il linfoma non Hodgkin. La sua battaglia ha comportato una serie di interventi, tra cui chirurgia e chemioterapia, con un periodo di convalescenza che ha messo in discussione la sua capacità di riprendere la corsa. Tuttavia, nonostante i momenti più cupi, Simona ha deciso di non mollare.

La sua lotta contro la malattia non si è limitata al piano fisico. Mentre si sottoponeva ai trattamenti, ha trovato un modo per riconciliarsi con la vita. Ha iniziato a fare passeggiate quotidiane, osservando la natura, il lago e la pace interiore che le hanno dato conforto. Questo periodo è stato cruciale per rafforzare la sua volontà di vivere e di reinventarsi. La sua determinazione si è tradotta in un sogno: tornare a correre, non solo per sé, ma per trasmettere un messaggio di speranza a chiunque abbia passato attraverso un momento difficile. Questo desiderio ha trovato un'opportunità concreta quando, nel 2023, ha deciso di partecipare alla maratona di Firenze, un passo fondamentale verso la realizzazione del suo progetto personale.

La sua partecipazione alla Maratona di Roma è accompagnata da un ruolo speciale: sarà una pacer, un'incarico che le permette di aiutare gli altri atleti lungo il percorso. Questo ruolo non è solo un onore, ma un modo per condividere la sua esperienza con chiunque abbia bisogno di un sostegno. Simona ha spiegato come la collaborazione con Acea Run Rome The Marathon, attraverso la figura di Federica Romano, ha permesso di realizzare questo sogno. La sua decisione di diventare pacer non è solo un atto di generosità, ma anche un modo per onorare chi l'ha aiutata nel suo percorso. Per Simona, la maratona rappresenta un'opportunità per unire il passato, il presente e il futuro, mostrando che anche di fronte alle sfide più gravi, è possibile trovare la forza per ripartire.

La storia di Simona Marafioti non è solo una testimonianza di coraggio personale, ma anche un esempio di come la vita possa essere riconquistata attraverso la determinazione e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. La sua partecipazione alla Maratona di Roma non è solo un atto sportivo, ma un simbolo di resilienza che può ispirare tante persone. La sua esperienza dimostra che l'abbandono di un'attività come la corsa non è un segno di debolezza, ma un momento di pausa necessario per ricominciare con una forza rinnovata. Con la sua partecipazione, Simona non solo celebra la sua vittoria personale, ma anche quella di tutti coloro che hanno affrontato battaglie simili. La sua storia, raccontata con una voce diretta e sincera, è un invito a vivere ogni momento con consapevolezza e a non lasciarsi mai fermare da ostacoli apparentemente insormontabili. La maratona di Roma, nel suo percorso tra le strade della Capitale, diventa così un luogo di incontro tra passato e futuro, dove ogni passo rappresenta un'altra possibilità di vivere.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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