Scontri tra tifosi Lazio e Napoli: 380 ultras identificati
La polizia ha identificato quasi 400 tifosi del Napoli e della Lazio, coinvolti in violenti scontri tra gli ultras delle due squadre lungo l'autostrada A1, a ridosso di Ceprano e Frosinone, nella notte tra sabato e domenica.
La polizia ha identificato quasi 400 tifosi del Napoli e della Lazio, coinvolti in violenti scontri tra gli ultras delle due squadre lungo l'autostrada A1, a ridosso di Ceprano e Frosinone, nella notte tra sabato e domenica 25 gennaio 2026. Gli episodi, che hanno bloccato la carreggiata per alcuni minuti, segnano un'ennesima escalation delle tensioni tra le tifoserie, con ultras che si sono confrontati armati di mazze, bastoni e coltelli da cucina. Le forze dell'ordine hanno rilevato la presenza di decine di giovani incappucciati, che hanno tentato di fuggire prima dell'arrivo delle pattuglie, ma sono stati intercettati in seguito. La scena si è ripetuta anche per i tifosi napoletani, identificati in numero superiore a 300, che avevano tentato di disfarsi di oggetti pericolosi lungo l'itinerario verso Torino. L'episodio, accaduto a distanza di una settimana da un confronto simile tra romanisti e fiorentini vicino a Bologna, sottolinea un modello di violenza organizzata che sembra ripetersi in diverse regioni d'Italia, con conseguenze potenzialmente drammatiche per la sicurezza pubblica.
L'incidente si è verificato in un contesto di crescente tensione tra le tifoserie, con ultras che sembrano aver scelto l'autostrada del Sole come luogo di confronto, probabilmente per evitare i controlli a Roma. La polizia ha rilevato che alcuni tifosi della Lazio hanno lanciato oggetti pericolosi sul ciglio della strada, come mazze e coltelli, nella speranza di non essere individuati. Un minivan, utilizzato per eludere i dispositivi di controllo, è stato bloccato in un casello di Monte Porzio Catone, dove gli agenti hanno trovato anche petardi e caschi. Un pullman di tifosi biancocelesti è stato fermato in piazza Don Bosco, nel quartiere Tuscolano, dove alcuni supporter sono stati bloccati e trovati in possesso di taglierini e petardi. La questura ha sottolineato che la posizione di ciascun individuo sarà analizzata con attenzione, tenendo conto del contatto tra le due tifoserie e delle eventuali responsabilità per le autorità giudiziarie. Gli ultras napoletani, invece, hanno tentato di eliminare il materiale pericoloso lungo l'A1, ma sono stati intercettati in un'area dove era stato predisposto un dispositivo di controllo, con il recupero di aste, petardi e fumogeni.
Questi episodi si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni tra le tifoserie, che hanno già visto incidenti simili in altre regioni. Dopo gli scontri a Bologna, le autorità hanno imposto restrizioni alle trasferte di alcuni gruppi, come quelli della Fiorentina e della Roma, per prevenire ulteriori confronti. Tuttavia, il modello di violenza sembra non essere cambiato, con ultras che continuano a utilizzare le strade come teatro di azioni punitive o regolamenti di conti. La polizia ha sottolineato che la scelta dell'autostrada del Sole non è casuale, ma strategica per evitare interventi immediati, anche se le pattuglie sono state pronte a intervenire non appena gli ultras hanno tentato di scappare. La questura ha precisato che i dati raccolti saranno analizzati per determinare se il confronto tra le tifoserie fosse casuale o se si fosse trattato di un appuntamento preordinato, come accaduto in passato tra ultras viola e romanisti.
L'analisi delle autorità evidenzia le implicazioni di un fenomeno che sembra sfidare i limiti della legalità. Secondo il sindacato Coisp, la violenza non è casuale ma pianificata, con ultras che organizzano azioni mirate per creare tensioni. Il segretario Domenico Pianese ha denunciato che il materiale trovato - mazze, coltelli e oggetti esplosivi - rappresenta una minaccia reale per la sicurezza pubblica, con il rischio di incidenti gravi. La polizia ha sottolineato che bloccare tali gruppi su un'arteria come l'A1 è stato un intervento cruciale per evitare conseguenze disastrose, che potrebbero coinvolgere anche cittadini non coinvolti nei scontri. Il sindacalista ha chiesto una risposta ferma, con provvedimenti come il Daspo a vita per i violenti e il blocco delle trasferte per le tifoserie coinvolte, sottolineando che la sicurezza deve precedere qualsiasi spettacolo sportivo.
L'episodio segna un momento di tensione che potrebbe influenzare le prossime decisioni delle autorità. Gli inquirenti dovranno accertare se i tifosi identificati abbiano partecipato agli scontri iniziali o se si trattasse di azioni parallele. La questura ha messo in atto procedure per valutare le responsabilità, con il rischio di segnalazioni all'autorità giudiziaria. Tuttavia, la situazione rimane complessa, poiché le tifoserie continuano a mobilitarsi, anche se le restrizioni alle trasferte hanno limitato il loro spostamento. Il contrasto tra la passione per lo sport e la violenza dei gruppi ultras rappresenta un tema di grande importanza, con il rischio che il fenomeno si ripeta se non si adottano misure strutturali. La polizia, inoltre, ha chiesto un coordinamento tra le forze di sicurezza e le istituzioni per garantire una risposta efficace, con l'obiettivo di proteggere non solo i cittadini ma anche il patrimonio dello sport italiano.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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