San Lorenzo: cittadini vincono su rimozione campi da padel
La sezione seconda bis del Tar del Lazio ha reso un importante pronunciamento riguardante la realizzazione di cinque campi da padel in via dei Sabelli, nell'impianto sportivo di proprietà dei Cavalieri di Colombo.
La sezione seconda bis del Tar del Lazio ha reso un importante pronunciamento riguardante la realizzazione di cinque campi da padel in via dei Sabelli, nell'impianto sportivo di proprietà dei Cavalieri di Colombo. La sentenza, depositata il 17 febbraio, ha dichiarato nulla l'autorizzazione paesaggistica che aveva permesso la costruzione dei campi, condannando la società che ha realizzato l'opera, Roma Capitale e il Ministero della Cultura (Soprintendenza) a un totale di 30 mila euro di spese legali, equamente ripartite tra le parti. La decisione ha segnato la fine di un lungo iter giudiziario che si era protratto per quasi quattro anni, caratterizzato da ricorsi, sospensioni e contestazioni da parte di residenti e associazioni locali. Secondo i giudici, l'autorizzazione era illegittima perché derivava da un permesso di costruire in sanatoria, che non aveva fondamento legale, e perché la Soprintendenza aveva ignorato le censure presentate dai ricorrenti. La conseguenza è che i due campi già realizzati dovranno essere rimossi e l'area restituita al suo stato originale, ovvero adibita a verde con alberi e siepi.
La vicenda ha suscitato grande interesse e dibattito a Roma, soprattutto per l'impatto che i campi da padel avrebbero avuto sull'area verde di via dei Sabelli. I residenti, noti come "frontisti", avevano sollevato diverse preoccupazioni fin dal 2022, quando l'avvio dei lavori aveva messo in allarme la comunità. Tra le contestazioni più significative c'era la presenza di vincoli sull'area, considerata di particolare pregio storico, morfologico e ambientale. La Soprintendenza, però, aveva approvato la costruzione sulla base di pareri non corretti, che non avevano tenuto conto delle critiche avanzate dai ricorrenti. I cittadini avevano anche segnalato il taglio di 39 alberi, tra olivi, magnolie e cedri, che sarebbero stati compensati con siepi di alloro. Queste proteste hanno scatenato un'ampia serie di ricorsi e schermaglie legali tra privati, ricorrenti e l'II municipio, che aveva sempre sostenuto il progetto. La sentenza del Tar ha però sancito il diritto dei residenti a difendere l'interesse pubblico e la tutela del verde.
Il contesto della vicenda è legato alla complessa gestione dell'area di via dei Sabelli, un'area che ha sempre rappresentato un punto di contatto tra lo spazio pubblico e l'uso sportivo. L'impianto sportivo dei Cavalieri di Colombo, di proprietà dell'ente religioso, era stato progettato per ospitare attività sportive come calcio e basket, ma la realizzazione dei campi da padel aveva suscitato polemiche. La Soprintendenza, inizialmente, aveva autorizzato la costruzione sulla base di un permesso di costruire in sanatoria, ma il Tar ha sottolineato che tale autorizzazione non era legittima. La sentenza ha evidenziato come la Soprintendenza avesse ignorato le critiche riguardo ai vincoli ambientali e ai danni alla vegetazione, limitandosi a dichiarare che non esistevano impedimenti senza approfondire le contestazioni. Questo ha reso l'autorizzazione inammissibile, poiché non rispettava i criteri di valutazione previsti dalla normativa.
L'analisi delle conseguenze della sentenza rivela una profonda contrapposizione tra interessi privati e tutela del patrimonio pubblico. I giudici hanno sottolineato che l'area interessata, definita "spazio verde privato di valore storico-morfologico-ambientale" nel piano regolatore generale (Prg), non poteva essere utilizzata per nuove costruzioni. I cinque campi da padel, considerati una nuova realizzazione e non una ristrutturazione, sono quindi in contrasto con l'articolo 42 del Prg, che limita l'uso di aree verdi. La sentenza ha quindi confermato la legittimità delle proteste dei residenti, che avevano visto nell'opera un abuso del verde pubblico. Per i giudici, la realizzazione dei campi non solo violava la normativa urbanistica, ma rappresentava un danno al patrimonio storico e ambientale dell'area. Questo ha reso necessario il ripristino del verde originale, con la rimozione dei campi e la riabilitazione degli alberi tagliati.
La chiusura del dibattito segna un momento cruciale per il quartiere di via dei Sabelli, dove la sentenza del Tar ha definitivamente sancito la vittoria dei residenti e delle associazioni locali. La consigliera di Avs in II municipio, Barbara Auleta, ha espresso soddisfazione per il risultato, riconoscendo il ruolo dei cittadini che hanno contribuito a contrastare l'abuso. Tuttavia, la decisione ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, la consigliera ha criticato l'assessore allo Sport e all'Ambiente, Rino Fabiano, per aver sostenuto il progetto dei campi da padel, mentre dall'altro la società privata coinvolta ha espresso delusione, riconoscendo la difficoltà nel rispettare tutte le normative. La sentenza, però, ha messo in evidenza l'importanza della tutela del verde pubblico e la necessità di un equilibrio tra sviluppo urbano e conservazione del patrimonio storico. Il futuro di via dei Sabelli, ora, dipende da una riqualificazione dell'area che rispetti le esigenze dei residenti e le norme urbanistiche.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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