11 mar 2026

Roma: Rocca annuncia accordo con i medici per nuovo ospedale e due case di comunità

Inaugurazione di strutture sanitarie a Roma, finanziate dal Pnrr, per ridurre il sovraccarico ospedaliero e migliorare l'assistenza territoriale. Parte di un piano regionale per estendere le case della comunità a 320 strutture.

27 febbraio 2026 | 21:59 | 5 min di lettura
Roma: Rocca annuncia accordo con i medici per nuovo ospedale e due case di comunità
Foto: RomaToday

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme al direttore generale della Asl Roma 2, Francesco Amato, ha inaugurato oggi a Roma due nuove strutture sanitarie dedicate alla comunità: l'ospedale di comunità "Santa Caterina" in via Forteguerri 4 e la casa della comunità "Appio Claudio" in via Cartagine 85. Queste strutture, realizzate grazie al finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), segnano un ulteriore passo avanti nell'implementazione del modello di assistenza territoriale, mirato a ridurre il sovraccarico dei pronto soccorso e a migliorare la qualità dei servizi sanitari. Le nuove strutture si aggiungono a quelle già operative nel municipio V, come "San Felice", "Bresadola" e "La Rustica", e al municipio VII, dove operano "Antistio" e "Morena". L'evento si è svolto in un contesto di crescente richiesta di servizi sanitari integrati, soprattutto in un periodo in cui la gestione delle urgenze e delle patologie croniche rappresenta un tema prioritario per il sistema sanitario italiano. La presenza del minisindaco Mauro Caliste ha sottolineato l'importanza di questi spazi come punti di accesso unici e gratuiti, dove si uniscono competenze mediche, infermieristiche e sociali per offrire una risposta completa alle esigenze dei cittadini.

Le nuove strutture, in particolare l'ospedale di comunità "Santa Caterina", sono progettate per svolgere un ruolo chiave nel processo di dimissione protetta e nell'evitare ricoveri ospedalieri non necessari. Questa struttura, dotata di 15 posti letto e una superficie di circa 450 metri quadrati, offre servizi di assistenza sanitaria, riabilitazione, continuità assistenziale e prestazioni diagnostiche di base. La sua realizzazione è stata finanziata con 1.612.976,67 euro derivati dal Pnrr, un fondo che ha permesso di rafforzare l'offerta di servizi territoriali in un contesto di riduzione delle risorse disponibili. Allo stesso tempo, la casa della comunità "Appio Claudio" si integra con le altre strutture esistenti, offrendo un'alternativa alle cure ospedaliere per pazienti cronici che non necessitano di ricoveri in fase acuta. L'obiettivo è creare un sistema che permetta un recupero funzionale alle esigenze assistenziali a domicilio, riducendo al contempo l'impatto sull'ospedale e migliorando l'accesso alle cure.

Il contesto di questa iniziativa si colloca all'interno di un piano regionale più ampio, che mira a espandere il numero di case della comunità in Lazio. Il presidente Rocca ha sottolineato che l'obiettivo è arrivare a 320 strutture e oltre 30 ospedali di comunità in tutta la regione, un traguardo che richiede un lavoro costante e la collaborazione tra enti pubblici e privati. Questo progetto è parte di un impegno più ampio per ridurre la dipendenza dall'ospedale e promuovere un modello di assistenza più vicino ai cittadini. Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipende anche da fattori come la disponibilità di personale sanitario e la capacità di integrare servizi sociali e sanitari. Il minisindaco Caliste ha messo in evidenza come le case della comunità siano un'opzione strategica per gestire pazienti cronici, evitando il sovraffollamento dei pronto soccorso e garantendo un supporto continuo. La realizzazione di queste strutture rappresenta un passo importante per il sistema sanitario regionale, ma anche un test per la capacità di gestire un modello complesso e interdisciplinare.

L'analisi delle implicazioni di questa iniziativa rivela un'importanza fondamentale per il sistema sanitario lombardo e per la gestione delle urgenze. Le case della comunità non solo alleviano la pressione sui pronto soccorso, ma offrono un'alternativa alle cure ospedaliere per pazienti che necessitano di assistenza a lungo termine. Questo modello permette di ridurre i costi complessivi del sistema sanitario, migliorando l'efficienza e la qualità delle cure. Tuttavia, la realizzazione di queste strutture richiede un investimento significativo in termini di risorse umane e strutturali. Il presidente Rocca ha riconosciuto che la mancanza di un accordo integrativo regionale con i medici di base rappresenta un ostacolo per il pieno funzionamento delle strutture. Questo accordo, che non esiste da 21 anni, è fondamentale per garantire che i servizi siano realmente operativi e che i medici di medicina generale siano coinvolti in modo attivo nel processo di cura. La sua mancanza ha creato un ritardo nella gestione di queste strutture, un problema che Rocca ha promesso di risolvere entro il mese di giugno, in linea con gli obiettivi del Pnrr.

L'inaugurazione delle nuove strutture segna un passo avanti verso un sistema sanitario più vicino ai cittadini, ma la strada è ancora lunga. Rocca ha sottolineato che il lavoro prosegue inesorabile, con l'obiettivo di estendere il modello a tutta la regione. Le prossime inaugurazioni, previste per il 2 marzo nel territorio della Asl Roma 1, segneranno un ulteriore sviluppo di questa iniziativa. Tuttavia, il successo di questa strategia dipende anche dall'abilità di affrontare le sfide legate alla gestione delle risorse umane e alla coordinazione tra diversi settori. Il presidente ha riaffermato la sua volontà di chiudere il gap di 21 anni nell'accordo regionale con i medici di base, un tema che rimane cruciale per il futuro del sistema sanitario lombardo. La realizzazione di queste strutture rappresenta un'opportunità per rafforzare la rete di servizi pubblici, ma richiede un impegno costante e una visione a lungo termine per garantire la sostenibilità del modello. Con l'implementazione di questi progetti, il Lazio si muove verso un modello di assistenza sanitaria più inclusivo e efficiente, un traguardo che potrebbe diventare un esempio per altre regioni italiane.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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