11 mar 2026

Rai si assicura 35 partite in chiaro per Mondiali 2026, comprese semifinali e finale

La Rai ha ottenuto i diritti esclusivi per la trasmissione in chiaro di 35 partite dei prossimi Mondiali di calcio 2026, che si terranno in Canada, Messico e Stati Uniti.

26 febbraio 2026 | 19:51 | 5 min di lettura
Rai si assicura 35 partite in chiaro per Mondiali 2026, comprese semifinali e finale
Foto: Repubblica

La Rai ha ottenuto i diritti esclusivi per la trasmissione in chiaro di 35 partite dei prossimi Mondiali di calcio 2026, che si terranno in Canada, Messico e Stati Uniti. L'accordo, annunciato attraverso un comunicato ufficiale, include la partita d'apertura, le semifinali e la finale della competizione, oltre alle gare della squadra italiana se questa riuscirà a qualificarsi attraverso i play-off previsti a fine marzo. La tv pubblica si è assicurata anche i diritti radiofonici non esclusivi per la diffusione di tutte le partite, garantendo una copertura multimediale completa. Questo accordo rappresenta un passo importante per la Rai, che mira a massimizzare l'esposizione del torneo in Italia, uno dei paesi coinvolti nell'organizzazione. La scelta di includere le gare della squadra azzurra, se necessario, sottolinea l'importanza della nazionale italiana nel contesto del Mondiale, nonostante i recenti risultati non siano stati particolarmente brillanti. L'obiettivo della Rai è offrire una trasmissione in diretta su Rai 1 di almeno 32 partite, accompagnata da contenuti aggiuntivi come highlights e clip in tutti i canali e i social media della tv pubblica. Questo piano mira a coinvolgere un pubblico vasto e diversificato, sfruttando le piattaforme digitali per ampliare la visibilità del torneo.

L'assegnazione dei diritti per il Mondiale 2026 è avvenuta attraverso una procedura di gara, un processo che ha visto la partecipazione di diverse emittenti nazionali e internazionali. La Rai, in qualità di emittente pubblica, ha vinto la competizione grazie alla sua capacità di offrire una copertura completa e accessibile, con un'attenzione particolare alle esigenze dei telespettatori italiani. Il contratto prevede una trasmissione in chiaro delle 35 partite selezionate, che saranno trasmesse su Rai 1, con un'offerta di contenuti aggiuntivi in tutti i programmi e i canali della tv pubblica. La decisione di includere anche le gare della Nazionale italiana, se qualificata, riflette la strategia della Rai di sostenere la squadra azzurra in un momento in cui il calcio italiano ha bisogno di visibilità. Inoltre, la scelta di garantire i diritti radiofonici non esclusivi per tutte le partite permette a Rai di raggiungere un pubblico più ampio, attraverso la diffusione su frequenze dedicate e la collaborazione con radio locali. Questo approccio mira a creare un'esperienza di fruizione del torneo che unisca le diverse piattaforme, dal televisivo al radiofonico, per soddisfare le aspettative di un pubblico sempre più diversificato.

Il contesto del Mondiale 2026 è legato all'organizzazione di un evento sportivo di grande rilevanza globale, che si terrà in tre nazioni diverse per la prima volta nella sua storia. Canada, Messico e Stati Uniti hanno vinto l'organizzazione del torneo, un risultato che ha suscitato interesse internazionale e ha reso necessario un accordo strategico per la diffusione delle partite. La Rai, come emittente italiana, ha visto l'opportunità di sfruttare la copertura del Mondiale per rafforzare il proprio ruolo nel mercato dei diritti sportivi. L'assegnazione dei diritti per 35 partite rappresenta un investimento significativo, che permette alla tv pubblica di offrire una trasmissione di qualità, con tecnologie avanzate e una produzione che rispetti gli standard internazionali. Inoltre, la scelta di includere anche le gare della Nazionale italiana, se qualificata, riflette una volontà di supporto per il calcio nazionale, che ha bisogno di un'immagine positiva in un momento in cui la squadra non ha registrato risultati eccezionali. Questo accordo, quindi, non solo è un passo strategico per la Rai, ma anche un'occasione per rafforzare il legame tra la tv pubblica e il pubblico italiano, che ha sempre mostrato un interesse particolare per il calcio.

L'impatto di questo accordo è significativo sia per la Rai che per il settore dei diritti sportivi in Italia. La decisione di trasmettere 35 partite in chiaro su Rai 1, con un'offerta di contenuti aggiuntivi in tutti i canali, potrebbe aumentare la visibilità del Mondiale 2026, creando un'esperienza di fruizione che unisce le diverse piattaforme. Questo approccio potrebbe anche influenzare la concorrenza tra emittenti, poiché la Rai ha dimostrato di essere in grado di offrire una copertura completa e accessibile, che potrebbe attirare un pubblico vasto. Tuttavia, la scelta di includere anche le gare della Nazionale italiana, se qualificata, potrebbe generare un dibattito su come la tv pubblica tratti il calcio nazionale, soprattutto in un momento in cui il calcio italiano ha bisogno di un supporto mediatico. Inoltre, la copertura radiofonica non esclusiva potrebbe permettere a Rai di raggiungere un pubblico più ampio, ma potrebbe anche sollevare questioni di equità, poiché altre emittenti potrebbero non avere accesso completo a tutti i diritti. Questo accordo, quindi, non solo è un passo strategico per la Rai, ma anche un'opportunità per il calcio italiano di riacquistare visibilità in un contesto internazionale.

La prospettiva per il Mondiale 2026 in Italia è quindi legata a due fattori principali: il successo della Nazionale italiana nella qualificazione e la capacità della Rai di offrire una copertura completa e coinvolgente del torneo. Se la squadra azzurra riuscirà a superare i play-off di fine marzo, il pubblico italiano avrà l'opportunità di seguire le sue gare in diretta, con un'attenzione particolare da parte della tv pubblica. Allo stesso tempo, la Rai dovrà gestire la sfida di mantenere un'offerta di contenuti varia e interessante, non solo per le partite principali, ma anche per le gare di squadre diverse. Questo accordo potrebbe anche influenzare il mercato dei diritti sportivi in Italia, aprendo la strada a nuovi accordi per eventi futuri. In sintesi, l'assegnazione dei diritti per il Mondiale 2026 rappresenta un passo importante per la Rai, che mira a rafforzare la sua posizione nel mercato italiano, mentre il calcio italiano ha la possibilità di riacquistare visibilità grazie al supporto mediatico. Il successo di questo accordo dipenderà da come la Rai sarà in grado di gestire la copertura del torneo, offrendo un'esperienza di fruizione che soddisfi le aspettative di un pubblico sempre più esigente.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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