11 mar 2026

Quattro morti in California per epidemia di veleno da funghi

La California ha lanciato un allarme urgente per il rischio di intossicazioni da funghi selvatici, con un aumento del numero di vittime a causa di un'epidemia di tossicità che ha visto salire il bilancio dei decessi a quattro.

08 febbraio 2026 | 23:28 | 4 min di lettura
Quattro morti in California per epidemia di veleno da funghi
Foto: The New York Times

La California ha lanciato un allarme urgente per il rischio di intossicazioni da funghi selvatici, con un aumento del numero di vittime a causa di un'epidemia di tossicità che ha visto salire il bilancio dei decessi a quattro. L'epidemia, che ha colpito più di trenta persone sin dal novembre scorso, riguarda principalmente il funghi Amanita phalloides, noto come death cap, uno dei funghi più tossici al mondo. La Commissione sanitaria dello Stato ha diffuso un avviso di allerta per scongiurare ulteriori casi, evidenziando come la situazione sia particolarmente critica per comunità linguisticamente diverse, dove il 60% dei pazienti colpiti parla spagnolo. La campagna informativa, realizzata in diversi idiomi, mira a sensibilizzare i residenti sull'importanza di non raccogliere funghi selvatici e di evitare di consumare quelli raccolti da terzi. Questo allarme segue un aumento del 100% rispetto alle normali statistiche annuali, che registrano tipicamente cinque casi di intossicazione da funghi in tutta la regione.

L'epidemia ha colpito soprattutto individui che non parlano inglese come lingua madre, un dato che ha suscitato preoccupazione tra le autorità locali. Tra i pazienti ricoverati, il 60% è stato identificato come parlante spagnolo, mentre altri hanno ricevuto cure per essere parlanti cinese, russo, ucraino o mixteco. La Commissione sanitaria ha sottolineato come la mancanza di informazione adeguata potrebbe aver contribuito al rischio, poiché molti di questi pazienti potrebbero aver confuso i funghi tossici con quelli sicuri presenti nei mercati locali. La diffusione del messaggio è stata accompagnata da un invito a condividere i volantini nei luoghi di aggregazione, come biblioteche e negozi, per raggiungere al massimo la popolazione vulnerabile. Inoltre, le autorità hanno richiamato l'attenzione su un'importante differenza tra i funghi tossici e quelli commestibili, evidenziando come l'aspetto di alcuni funghi, come il death cap, possa somigliare a quelli innocui.

L'epidemia ha trovato radici in un contesto socio-economico complesso, in cui la scarsità di alimenti e la migrazione hanno portato molte famiglie a cercare alternative alimentari. Secondo esperti, l'incremento del numero di persone che raccoglie funghi selvatici è stato accentuato durante la pandemia, quando molte persone hanno iniziato a interessarsi alla caccia ai funghi come attività ricreativa. Il dottor Bruch Reed, presidente dell'Associazione Mycologica Nordamericana, ha espresso preoccupazione per il rischio di intossicazioni, ma ha anche sottolineato che la soluzione non deve consistere nel vietare del tutto la raccolta di funghi, ma piuttosto nell'incrementare la formazione su come riconoscere i funghi tossici. Ha rilevato che la maggior parte dei pazienti colpiti proviene da comunità che, nella propria patria, considerano alcuni funghi come alimenti tradizionali sicuri. Questo fenomeno, unito alla mancanza di informazione in lingua locale, ha reso il problema particolarmente critico.

Le implicazioni della situazione sono state analizzate da esperti che hanno sottolineato l'importanza di un approccio educativo e preventivo. Secondo i dati del sistema sanitario locale, il 60% dei pazienti colpiti ha mostrato sintomi come nausea, confusione e dolore addominale, mentre tre casi hanno richiesto trapianti di fegato a causa del danno epatico. La Commissione ha ricordato che i sintomi possono apparire dopo sei ore di consumo, ma il rischio di complicazioni gravi può emergere fino a due giorni dopo. Inoltre, il rischio di danni renali, convulsioni o allucinazioni ha richiesto un intervento rapido da parte dei servizi sanitari. L'epidemia ha anche richiamato l'attenzione sull'importanza di evitare l'acquisto di funghi da fonti non certificate, poiché nessun trattamento come bollitura, congelamento o asciugatura rende i funghi tossici sicuri. Le autorità hanno anche richiamato l'attenzione sui bambini e sui cani, che devono essere tenuti lontani da aree dove crescono i funghi tossici.

La situazione ha suscitato preoccupazione anche a causa del confronto con l'epidemia del 2016, quando i funghi death cap hanno causato 14 casi di intossicazione, senza però portare a decessi. In quel periodo, il sistema di controllo delle tossicità aveva già rilevato un aumento anomalo del numero di funghi a causa delle piogge, ma non era stato sufficiente prevenire l'epidemia. Oggi, con un incremento del 100% dei casi rispetto al normale, le autorità stanno valutando nuove strategie per migliorare la comunicazione e la prevenzione. I dati indicano che l'epidemia potrebbe continuare a crescere fino a marzo, quando i funghi saranno meno presenti, ma la Commissione sanitaria ha sottolineato che la sensibilizzazione deve rimanere un'attività prioritaria. La sfida è soprattutto quella di raggiungere le comunità linguisticamente diverse, garantendo informazioni chiare e accessibili, per evitare futuri episodi di intossicazione.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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