11 mar 2026

Polizia e esercito si scontrano per reclutare atleti olimpici italiani

Amos Mosaner, ex curler italiano, ha vinto l'oro ai Giochi Invernali di Pechino 2022, tornando a casa non solo come campione ma anche come simbolo di un sistema unico nel mondo dello sport italiano.

10 febbraio 2026 | 09:07 | 5 min di lettura
Polizia e esercito si scontrano per reclutare atleti olimpici italiani
Foto: The New York Times

Amos Mosaner, ex curler italiano, ha vinto l'oro ai Giochi Invernali di Pechino 2022, tornando a casa non solo come campione ma anche come simbolo di un sistema unico nel mondo dello sport italiano. Rientrato in Trentino, la sua carriera non è rimasta legata solo al ghiaccio: il 30enne, reclutato come atleta-soldato dall'Aeronautica Militare, aveva ricevuto supporto finanziario e formazione per anni. Tuttavia, la sua decisione di abbandonare le file dell'Aeronautica per unirsi alla polizia ha scatenato una reazione forte. L'Aeronautica, attraverso il suo comandante Andrea Colotti, ha definito il passaggio di Mosaner "un taglio", sottolineando che il poliziotto offriva salari più elevati, benefici e vantaggi che la forza aerea non poteva competere. Questa storia non è isolata: il sistema italiano, che vede la maggior parte degli atleti olimpici appartenere a eserciti, polizia, vigili del fuoco o carcere, ha radici profonde e una dinamica complessa. Il confronto tra le diverse istituzioni per attrarre talenti è diventato una competizione nascosta, con conseguenze significative per le carriere degli atleti e per la struttura stessa del sistema sportivo italiano.

La competizione tra le forze armate e le istituzioni pubbliche per reclutare atleti è un fenomeno che si è consolidato nel tempo. Le polizie, i carabinieri e le forze armate offrono non solo salari stabili ma anche accesso a allenamenti di alto livello, strutture tecniche avanzate e opportunità di carriera post-attività sportiva. Per esempio, il poliziotto Marcell Jacobs, vincitore dell'oro ai Giochi di Tokyo 2020, è diventato un esempio vivente del modello: la sua carriera nella polizia è diventata un'arma di reclutamento per altri atleti. La stessa cosa vale per l'Aeronautica, che ha visto il suo team di ginnastica ritmica, i "Blue Butterflies", diventare un simbolo di prestigio. Questo sistema, tuttavia, non è privo di tensioni. L'Aeronautica, che ha sostenuto Mosaner per anni, ha reagito al suo passaggio alla polizia con un mix di disappunto e riconoscimento della competizione. Come ha sottolineato Colotti, "normalmente cerchiamo di competere in modo equo, ma a volte loro non lo fanno, ma è il gioco". Questa dinamica ha reso il sistema italiano unico nel panorama sportivo mondiale, dove la carriera sportiva non è separata da quella professionale, ma integrata in un'unica struttura.

L'origine di questo modello risale a oltre un secolo fa, quando l'Italia, mancando di budget nazionali per lo sport e di programmi universitari dedicati, ha sviluppato un sistema a base militare e di polizia. Prima dell'unificazione italiana nel 1861, il regno di Torino aveva già istituito scuole di ginnastica militare per promuovere sport aristocratici come la scherma e l'equitazione. La tradizione si è consolidata dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il governo italiano ha riconosciuto che liberare gli atleti da incarichi burocratici avrebbe portato gloria al Paese e prestigio alle forze armate. L'obbligo di leva, introdotto negli anni Cinquanta, ha spinto molti talenti a entrare in questo sistema. L'oro conquistato da Livio Berruti ai Giochi di Roma 1960, con il soprannome "il più veloce poliziotto del mondo", è un esempio emblematico. Con la fine dell'obbligo di leva negli anni Duemila, le forze armate hanno dovuto rivedere le strategie, cercando attivamente atleti civili per completare le loro squadre. Questo modello ha permesso a italiani come Federica Brignone, la slittinista che ha portato la bandiera d'Italia ai Giochi di Parigi 2024, di ottenere riconoscimenti istituzionali, come il grado dimaresciallo.

La struttura del sistema è tale che molti atleti, anche dopo la fine della carriera agonistica, rimangono legati alle istituzioni che li hanno formati. Alcuni diventano allenatori, funzionari o addirittura membri di alti livelli amministrativi a Roma. Il loro ruolo, però, non si limita ai doveri professionali: spesso, gli atleti sono incoraggiati a indossare uniformi o a usare accessori con i loghi delle forze a cui appartengono. Questo crea un'identità mista, dove il lavoro di atleta è legato a un'immagine di prestigio e servizio pubblico. Tuttavia, il sistema non è senza critiche. L'Aeronautica, ad esempio, ha lamentato il passaggio di Mosaner alla polizia, vedendo in questa mossa un'insidia per il suo reclutamento. La stessa cosa è successa con l'ex carabiniere Alberto Tomba, noto per aver indossato l'uniforme durante parate pubbliche, ma costretto a lasciare la forza a causa di scandali. Questi casi evidenziano come il sistema, pur offrendo opportunità, possa anche generare tensioni e conflitti interni.

Il futuro di questo modello dipende da come le istituzioni italiane riusciranno a bilanciare l'attrazione per i talenti con la gestione delle risorse e delle aspettative. Con i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 alle porte, la competizione tra le forze si intensificherà, con nuove strategie di reclutamento e nuovi modelli di collaborazione. Gli atleti come Stefania Constantini, che ha lasciato un lavoro in un negozio per entrare in polizia, rappresentano un caso di successo, ma anche un esempio di come il sistema possa offrire stabilità. Tuttavia, il problema dei conflitti tra le istituzioni, come quelli visti con Mosaner, rimarrà un tema centrale. Per il ministro della Difesa e per i vertici delle forze, il compito sarà non solo di mantenere la competitività ma anche di garantire che il sistema non si trasformi in una competizione senza regole. L'Italia, con il suo modello unico, continuerà a essere un caso di studio nel mondo dello sport, dove il successo atletico si intreccia con il servizio pubblico e la gestione delle risorse umane.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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