11 mar 2026

Podemos annuncia accordo con governo per regolarizzazione straordinaria migranti

Podemos, in collaborazione con il governo spagnolo, ha annunciato un accordo per approvare una regolarizzazione straordinaria di migranti che potrebbe beneficiare a più di 500.000 persone.

27 gennaio 2026 | 05:25 | 5 min di lettura
Podemos annuncia accordo con governo per regolarizzazione straordinaria migranti
Foto: El País

Podemos, in collaborazione con il governo spagnolo, ha annunciato un accordo per approvare una regolarizzazione straordinaria di migranti che potrebbe beneficiare a più di 500.000 persone. L'iniziativa, richiesta anche da Sumar, socio del governo, e da altri gruppi di sinistra, rappresenta un primo passo nel Consiglio dei Ministri di martedì, con un procedimento urgente che riduce i tempi di elaborazione della norma a metà. La misura, che dovrà passare nuovamente al governo in una seconda fase, prevede condizioni specifiche per accedere alla regolarizzazione. Tra i requisiti, è necessario dimostrare di aver vissuto in Spagna prima del 31 dicembre 2025, non avere antecedenti penali rilevanti e aver trascorso almeno cinque mesi nel Paese al momento della richiesta. Le fonti di Podemos hanno precisato che l'iniziativa, avanzata da Cadena SER, non richiede l'approvazione del Congresso, dove sarebbe difficile ottenere la maggioranza. Questo accordo, che segna un importante passo verso una politica migratoria più inclusiva, cerca di garantire diritti fondamentali a chi vive nel Paese ma non ha una posizione legale.

La proposta, approvata in via urgente, mira a migliorare le vie di accesso alle autorizzazioni di residenza per circostanze eccezionali, soprattutto per chi ha un legame di convivenza stabile e inescindibile in Spagna. Secondo il testo dell'accordo, lo scopo è dotare di maggiore sicurezza giuridica alle persone straniere presenti sul territorio nazionale, assicurando l'esercizio effettivo dei loro diritti. Irene Montero, eurodeputata e candidata del partito alle elezioni generali, ha sottolineato che molte persone vivono in Spagna con il timore di essere fermate dalla polizia. Ha anche ricordato la morte di un manifestante negli Stati Uniti a causa dell'intervento della polizia migratoria di Trump. "Non possiamo accettare che esistano persone che vivono con paura e senza diritti", ha detto, sottolineando che il razzismo deve essere combattuto con diritti. L'annuncio, fatto durante un evento sulla migrazione, è stato accolto con applausi e ha riconosciuto il ruolo fondamentale di Ione Belarra, segretaria generale del partito, nelle negoziazioni.

La misura, che potrebbe beneficiare più di mezzo milione di persone, si basa su calcoli effettuati da organizzazioni che hanno promosso l'iniziativa. Il piano si articolerà attraverso un Decreto Reale, approvato dal governo e non necessitante la ratifica del Congresso. Secondo le fonti, la regolarizzazione sarà disponibile fino al 30 giugno prossimo. L'azione, frutto di mesi di negoziazioni e di una forte mobilitazione sociale, rappresenta un passo importante verso una politica migratoria che riconosca i diritti di chi vive e lavora in Spagna. La regolarizzazione permetterà a chi si presenterà una autorizzazione di residenza provvisoria, che consente di lavorare legalmente e accedere a servizi essenziali come la sanità. La misura, però, richiede una serie di documenti per dimostrare la permanenza nel Paese, tra cui il registro degli abitanti, certificati di assistenza sociale o contratti di affitto.

Il contesto di questa iniziativa risale a un'iniziativa legislativa popolare (ILP) presentata da diversi gruppi sociali nel 2024, che aveva già ottenuto il via libera del Congresso ma era rimasta bloccata per oltre un anno e mezzo a causa della mancanza di accordi tra i partiti. Nel settembre 2024, Sumar, che ha una forte competizione elettorale con Podemos, aveva chiesto al PSOE di approvare la regolarizzazione prima che il mese finisse, ma l'accordo non era mai stato raggiunto. L'annuncio, che ha sorpreso il socio minoritario, arriva in un momento di forte tensione politica, soprattutto durante la campagna elettorale in Aragona, dove Podemos si misura con la coalizione tra IU e Sumar. Il precedente più rilevante è la regolarizzazione massiva del 2005, quando il governo di José Luis Rodríguez Zapatero aveva permesso a oltre 500.000 migranti di ottenere un permesso di soggiorno. In quel caso, il governo aveva modificato la legge sull'immigrazione un anno prima, ottenendo un consenso tra tutte le forze politiche, gli agenti sociali e le ONG, nonostante la misura non fosse necessaria al Congresso.

L'impatto di questa decisione potrebbe essere significativo sia sul piano giuridico che sociale. La regolarizzazione straordinaria rappresenta un passo verso una politica migratoria che cerca di ridurre la discriminazione e l'exploitation di chi vive nel Paese senza diritti. Tuttavia, il processo potrebbe incontrare ostacoli, soprattutto se il governo dovesse affrontare critiche da parte di forze politiche conservatrici o da gruppi che ritengono che l'immigrazione debba essere gestita con rigore. Inoltre, la misura potrebbe influenzare il dibattito su come regolamentare il sistema migratorio in un Paese che ha un numero crescente di persone in cerca di un futuro stabile. La decisione di Podemos e del governo non solo risponde a una richiesta sociale, ma anche a una pressione interna per mostrare un impegno verso l'inclusione. La sfida, però, è garantire che la regolarizzazione non diventi un'alternativa alla gestione sistemica del fenomeno migratorio, ma un passo verso una politica che riconosca i diritti di chi vive in Spagna.

L'approvazione di questa regolarizzazione straordinaria segna un punto di svolta nella politica migratoria spagnola, ma anche un'indicazione di come il dibattito sull'immigrazione possa evolversi in un contesto di crescente mobilitazione sociale. La misura, che potrebbe beneficiare migliaia di persone, rappresenta una risposta alle esigenze di chi vive in clandestinità e cerca di costruire una vita stabile. Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipenderà non solo dalla sua implementazione, ma anche da come il governo gestirà il processo di integrazione e la gestione dei flussi migratori in futuro. La regolarizzazione, se ben applicata, potrebbe contribuire a ridurre la discriminazione e a creare un ambiente più giusto per chi vive nel Paese. Ma il governo dovrà affrontare anche le sfide legate alla gestione delle risorse e alla coesione sociale. L'annuncio di Podemos e del governo non solo segna un passo avanti, ma anche un'indicazione di come la politica migratoria possa evolvere in un Paese che cerca di trovare un equilibrio tra diritti e sicurezza.

Fonte: El País Articolo originale

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