11 mar 2026

Per velocista olandese, l'età non è un ostacolo.

Jorrit Bergsma ha vinto l'oro olimpico nel mass start, segnando un riscatto per la squadra olandese dopo anni di insuccessi. La vittoria ha riacceso l'entusiasmo per la velocità su ghiaccio in un paese con tradizione eccellente.

21 febbraio 2026 | 23:50 | 5 min di lettura
Per velocista olandese, l'età non è un ostacolo.
Foto: The New York Times

La storica nazionale olandese della velocità su ghiaccio ha finalmente ottenuto una vittoria epica alle Olimpiadi, grazie alla straordinaria performance di Jorrit Bergsma, 40 anni, che ha conquistato l'oro nella finale del mass start, il più importante evento del programma maschile. La vittoria ha segnato una svolta per la squadra olandese, che finora aveva raccolto solo medaglie d'argento e bronzo in questa edizione, mentre le atlete femminili avevano dominato con tre vittorie nei sprint. L'evento si è svolto sabato al velodromo di Milano, dove Bergsma, ex campione olimpico del 2014, ha dimostrato di aver rimosso il tempo, vincendo con un vantaggio di oltre un metro sul danese Viktor Hald Thorup. L'azzurro Jordan Stolz, già vincitore di due ori e un argento, non ha potuto raggiungere il podio, chiudendo al quinto posto. La vittoria di Bergsma ha riacceso il fervore per la velocità su ghiaccio in Olanda, un paese che vanta una tradizione di eccellenza in questo sport, ma che aveva subito un periodo di stallo nella competizione maschile. La vittoria non solo rappresenta un momento di gioia per il pubblico olandese, ma anche un segno di rinnovato entusiasmo per il movimento sportivo nazionale, che ha sempre investito nel talento giovanile e nella preparazione tecnica.

La finale del mass start ha visto un'azione drammatica e intensa, con Bergsma che ha iniziato a distanza dalla testa della gara e ha mantenuto il controllo del ritmo per tutta la distanza. Dopo un inizio caotico, il danese Viktor Hald Thorup ha tentato di lanciare una fuga con Bergsma, ma i rivali non sono riusciti a chiudere la differenza. La gara ha visto un'alternanza di velocità e resistenza, con i migliori atleti che hanno mostrato una combinazione perfetta di potenza e tecnica. Bergsma, noto per la sua capacità di gestire le situazioni di pressione, ha sfruttato la sua esperienza e la sua conoscenza del velodromo per creare un vantaggio decisivo negli ultimi cento metri. Il risultato finale, con un margine di un metro, ha confermato la superiorità di Bergsma, che ha dimostrato di aver recuperato la forma fisica e mentale necessaria per competere con i migliori del mondo. La sua vittoria ha anche un significato simbolico, poiché segna il ritorno di un atleta che aveva lasciato il panorama olimpico dopo un periodo di sosta, riconfermando la sua posizione tra i migliori della disciplina.

Il successo di Bergsma non è arrivato senza un contesto di lavoro e preparazione estenuante. Negli ultimi anni, la squadra olandese ha affrontato sfide significative, soprattutto nel mass start, un evento che richiede non solo abilità tecniche, ma anche una grande capacità di gestire la pressione e la strategia in tempo reale. La nazionale ha dovuto affrontare un periodo di transizione, con molti atleti che hanno lasciato la squadra per motivi personali o per la ricerca di nuove opportunità. Tuttavia, la perseveranza e l'impegno degli allenatori hanno permesso al team di mantenere un livello di competitività elevato. Bergsma, che ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i giovani atleti, ha svolto un ruolo chiave nel motivare la squadra e nel mantenere la coesione tra i membri. La sua vittoria non solo è un traguardo personale, ma anche un segnale di rinnovato entusiasmo per l'intero movimento della velocità su ghiaccio in Olanda, un paese che ha sempre investito in questo sport con passione e dedizione.

La vittoria di Bergsma ha anche riscontrato un'eco internazionale, soprattutto tra gli appassionati di velocità su ghiaccio. La sua performance ha suscitato ammirazione non solo per la sua abilità, ma anche per la sua capacità di rimanere competitivo a un'età in cui molti atleti iniziano a perdere la forma fisica. Il suo ritorno al podio dopo 12 anni ha dimostrato che la preparazione fisica e mentale è fondamentale per mantenere un alto livello di prestazione. La sua vittoria ha anche riacceso il dibattito sull'importanza di mantenere un equilibrio tra la carriera sportiva e la vita personale, un tema che ha sempre suscitato interesse nel mondo degli sport. Inoltre, il successo di Bergsma ha anche contribuito a rafforzare la posizione della velocità su ghiaccio come uno degli sport più competitivi e tecnici del mondo, con un'importanza crescente nel panorama olimpico. La sua vittoria non solo è un momento di celebrazione, ma anche un'indicazione del potenziale di sviluppo del movimento sportivo in Olanda.

Il successo di Bergsma e della squadra olandese non è però un episodio isolato, ma parte di un quadro più ampio che include anche le prestazioni delle atlete femminili. Le olandesi, che avevano già conquistato tre vittorie nei sprint, hanno dimostrato di essere in grado di adattarsi a diversi formati di gara, conquistando anche l'oro nei lunghe distanze. L'italiana Francesca Lollobrigida ha svolto un ruolo cruciale in questa fase, vincendo la gara più lunga e dimostrando una capacità di gestire le distanze che ha lasciato il segno. Allo stesso tempo, l'azzurra Marijke Groenewoud ha conquistato la sua prima medaglia d'oro, segnando un momento di gioia per la squadra olandese. Queste vittorie hanno sottolineato la versatilità e la forza della squadra olandese, che si è dimostrata in grado di competere in ogni tipo di evento. Il successo di Bergsma e delle atlete femminili ha anche rafforzato la reputazione della velocità su ghiaccio come uno sport che richiede non solo abilità fisiche, ma anche una combinazione di strategia, concentrazione e determinazione. Il futuro sembra promettente per la squadra olandese, che ha dimostrato di essere in grado di mantenere un alto livello di competitività anche in un contesto internazionale sempre più competitivo.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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