Pendolarismo sanitario: costi oltre 191 milioni per fuga dagli ospedali laziali. Bambino Gesù
Roma e il Lazio affrontano una situazione complessa legata al pendolarismo sanitario, un fenomeno che incide pesantemente sulle finanze regionali.
Roma e il Lazio affrontano una situazione complessa legata al pendolarismo sanitario, un fenomeno che incide pesantemente sulle finanze regionali. Secondo l'ultimo report del Gimbe, il saldo negativo registrato dalla Regione per il rimborso delle cure erogate ai pazienti residenti altrove ammonta a oltre 191 milioni di euro. Questo dato si riferisce al 2023, l'ultimo anno disponibile, e riflette un problema strutturale che coinvolge non solo il Lazio ma anche altre regioni italiane. Il pendolarismo sanitario, cioè il movimento di pazienti tra Regioni per ricevere cure, si traduce in un debito per le Regioni che forniscono servizi e in un credito per quelle che ricevono prestazioni. La questione è diventata particolarmente rilevante per il Lazio, che si trova a gestire un saldo negativo tra i più elevati d'Italia, con conseguenze economiche e organizzative significative.
Il rapporto del Gimbe chiarisce il contesto, definendo la mobilità attiva e passiva come indicatori chiave per comprendere la situazione. La mobilità attiva rappresenta l'indice di attrazione di una Regione, ovvero il numero di prestazioni sanitarie erogate a cittadini non residenti. Questo è un elemento di credito per la Regione, poiché riceve un rimborso da quella di residenza del paziente. Al contrario, la mobilità passiva esprime la fuga di pazienti da una Regione, con un impatto negativo sul bilancio. La differenza tra i due indici determina il "saldo di mobilità", che può essere positivo o negativo. Nel caso del Lazio, il saldo è negativo e pari a circa 191 milioni di euro, un valore che rappresenta il 10,5% del totale nazionale. Questo dato si aggiorna rispetto al 2022, in cui il saldo era di circa 200 milioni, indicando una riduzione ma non un risoluzione del problema.
Il Lazio, sebbene abbia un saldo negativo, si colloca tra le Regioni più attrattive per il paziente esterno, grazie alla mobilità attiva. Secondo il report, la Regione riceve un credito di circa 281 milioni di euro, che la colloca tra le quattro più attrattive d'Italia, dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Tuttavia, il saldo complessivo risulta negativo, pari a 191 milioni, il quinto valore più elevato in Italia. La spiegazione di questa discrepanza risiede nella combinazione tra il debito derivante da prestazioni erogate al di fuori della Regione e il credito generato da pazienti che si spostano verso il Lazio. Un ruolo particolare è svolto dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù, che non solo offre servizi di eccellenza ai cittadini laziali ma è anche un ente dello Stato della Città del Vaticano. I costi relativi alle cure erogate da questa struttura ammontano a 159,6 milioni di euro, un importo che non è rimborsato dalla Regione ma gestito dallo Stato.
La situazione del Lazio è ulteriormente complicata dall'incidenza delle strutture private convenzionate. Secondo i dati, il 63,8% delle prestazioni specialistiche e ricoveri proviene da strutture private, un dato che conferma la crescente dipendenza del sistema sanitario regionale da enti esterni. A livello nazionale, il ruolo del privato convenzionato è anch'esso significativo, con il 56,4% dei ricoveri ordinari e day hospital e il 46,1% della specialistica ambulatoriale. Questo fenomeno ha implicazioni sia economiche che organizzative, poiché la Regione deve gestire un sistema di sanità pubblica che si affianca a un settore privato in crescita. La sfida consiste nel bilanciare i finanziamenti tra pubblico e privato, garantendo l'accesso equo alle cure e riducendo la dipendenza da strutture esterne.
La questione del pendolarismo sanitario non si limita al Lazio, ma rappresenta un problema sistemico per il sistema nazionale. La gestione del rimborso delle prestazioni attraverso il meccanismo di compensazione interregionale ha creato una serie di sfide, soprattutto per le Regioni che si trovano a fronteggiare un saldo negativo. Per il Lazio, la soluzione potrebbe passare attraverso una riforma del sistema sanitario che riduca la dipendenza da strutture esterne e aumenti la capacità di attrarre pazienti. Tuttavia, le scelte politiche e finanziarie richiedono un'azione coordinata tra le Regioni, lo Stato e i servizi sanitari pubblici. Il futuro del sistema dipende dall'abilità di gestire queste dinamiche, garantendo un'equità tra i pazienti e una sostenibilità economica per le Regioni.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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