Pazienti e interventi in aumento al Campus Bio-Medico di Roma: boom di protesi
L'Unità di Ortopedia ha visto un aumento delle prestazioni nel 2025, con 42.639 ambulatori e 4.762 interventi. L'innovazione tecnologica ha migliorato la precisione delle cure.
L'Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma ha registrato un incremento significativo delle prestazioni svolte nel 2025, confermando il ruolo di punto di riferimento nazionale e territoriale per la cura delle patologie dell'apparato locomotore. I dati, resi noti recentemente, evidenziano un trend di crescita costante delle attività, con numeri in continua ascesa rispetto agli anni precedenti. L'Unità, guidata dal professor Rocco Papalia, ha svolto un totale di 42.639 prestazioni ambulatoriali, tra cui 22.390 prime visite, 11.529 controlli e 8.720 trattamenti, tra cui infiltrazioni e altre procedure. I ricoveri sono saliti a 4.946, mentre le operazioni chirurgiche hanno raggiunto quota 4.762, con un focus particolare sulle attività di chirurgia protesica. Tra questi, 2.332 interventi si sono concentrati sulle protesi di anca e ginocchio, con 2.205 casi specifici, e 127 sulle protesi di spalla. Questi numeri rappresentano un aumento rispetto al 2024, quando i pazienti trattati erano stati oltre 24 mila, con prestazioni ambulatoriali a 41.000 e interventi chirurgici a 4.350, di cui 2.100 protesici. La crescita si colloca in un contesto di rinnovato impegno per l'innovazione e la qualità dei servizi sanitari.
La crescita dell'Unità di Ortopedia e Traumatologia si accompagna a un'espansione tecnologica e strutturale che ha visto l'attivazione del HumanJoint Orthopaedic Innovation Center, una struttura all'avanguardia dedicata alle patologie dell'apparato locomotore. Questo spazio rappresenta un ulteriore passo avanti nell'offerta di cure personalizzate e innovative, integrando tecnologie robotiche avanzate e percorsi clinici su misura per i pazienti. Tra le innovazioni più significative, il sistema MAKO, utilizzato per la chirurgia protesica di anca e ginocchio, ha dimostrato di supportare i chirurghi nella pianificazione pre-operatoria e nell'esecuzione dell'intervento. Questo approccio, basato su dati tridimensionali e un'analisi dettagliata del paziente, consente un intervento più preciso, sicuro e adatto alle esigenze individuali. L'implementazione di queste tecnologie non solo migliora i risultati clinici, ma contribuisce anche alla formazione continua dei professionisti, preparandoli a gestire casi sempre più complessi. L'HumanJoint, inoltre, è diventato un hub per la ricerca e la sperimentazione, con collaborazioni tra clinica, laboratori e università, che accelerano lo sviluppo di nuovi protocolli e metodiche.
Il contesto che ha portato a questo successo è radicato negli anni di consolidamento della Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico come centro di eccellenza in ambito ortopedico e traumatologico. Il Policlinico, nato con l'obiettivo di combinare formazione, ricerca e cure di alta qualità, ha sempre puntato su una gestione integrata delle patologie, con un focus particolare su interventi complessi e tecnologie emergenti. L'Unità di Ortopedia e Traumatologia, in particolare, ha sviluppato un modello di lavoro che unisce competenze cliniche, approccio multidisciplinare e investimenti in strumenti all'avanguardia. Questo modello ha permesso di rispondere in modo tempestivo alle esigenze dei pazienti, garantendo un servizio continuo anche durante periodi di alta richiesta. La crescita dei numeri, dunque, non è solo frutto di una maggiore disponibilità di posti, ma di un'organizzazione efficiente e una capacità di adattamento alle esigenze del territorio. Il Policlinico, inoltre, ha sempre sostenuto la formazione dei giovani medici, creando un ambiente in cui la pratica clinica si integra con la ricerca scientifica, preparando professionisti in grado di affrontare sfide sempre più complesse.
L'analisi dei dati del 2025 rivela non solo un incremento quantitativo, ma anche una trasformazione qualitativa del modello di cura. L'aumento del numero di interventi chirurgici e protesici indica un maggiore accesso ai trattamenti più avanzati, che permettono di ridurre il dolore, ripristinare la mobilità e migliorare la qualità della vita dei pazienti. L'introduzione di tecnologie come il MAKO e l'HumanJoint rappresenta un passo cruciale verso una medicina personalizzata, in grado di rispondere alle specificità di ogni individuo. Questo approccio ha conseguenze significative sia per i pazienti, che beneficiano di cure più mirate, sia per il sistema sanitario, che si trova a confrontarsi con una domanda crescente di servizi innovativi. Inoltre, la crescita dell'Unità ha un impatto sul territorio, poiché attira pazienti da altre regioni, riducendo l'afflusso verso strutture pubbliche sovraccariche. L'evoluzione del Policlinico in un hub di riferimento nazionale conferma l'importanza di investire in infrastrutture moderne e in una collaborazione tra settori diversi, come clinica, ricerca e formazione. Questo modello potrebbe diventare un esempio per altri centri, a dimostrazione che l'innovazione e la qualità possono convivere e migliorare insieme.
La prospettiva futura del Policlinico Campus Bio-Medico si basa su un piano di espansione che mira a consolidare il ruolo di leader in ambito ortopedico e a potenziare ulteriormente le strutture dedicate all'innovazione. Tra i progetti in corso, l'attivazione di nuovi corsi di formazione per medici e infermieri, la ricerca su materiali biocompatibili e l'implementazione di tecnologie di imaging avanzate. L'obiettivo è creare un ecosistema in cui la cura del paziente è sempre al centro, con un'attenzione particolare alle esigenze di chi ha patologie croniche o complesse. Inoltre, il Policlinico sta valutando la possibilità di estendere il HumanJoint a altre aree specialistiche, come la chirurgia delle articolazioni e la riabilitazione post-operatoria, per offrire un'offerta più completa. Questi passi rappresentano un impegno verso un futuro in cui la sanità non si limita ai trattamenti tradizionali, ma si evolve costantemente grazie a una combinazione di competenze, tecnologie e collaborazioni. Il successo dell'Unità di Ortopedia e Traumatologia non è solo un traguardo, ma un invito a continuare a investire nella ricerca, nella formazione e nella soddisfazione dei bisogni dei cittadini.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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