11 mar 2026

Paesi UE finanzieranno aborti con fondi europei in Paesi con legislazione restrittiva

La Commissione europea ha annunciato, il 26 febbraio, che i paesi membri dell'Unione potranno utilizzare fondi europei per permettere alle donne di interrompere volontariamente la gravidanza in qualsiasi parte dell'Europa.

26 febbraio 2026 | 23:11 | 4 min di lettura
Paesi UE finanzieranno aborti con fondi europei in Paesi con legislazione restrittiva
Foto: Le Monde

La Commissione europea ha annunciato, il 26 febbraio, che i paesi membri dell'Unione potranno utilizzare fondi europei per permettere alle donne di interrompere volontariamente la gravidanza in qualsiasi parte dell'Europa. Questa decisione, presentata a Bruxelles, risponde a una petizione firmata da oltre un milione di cittadini che chiedevano finanziamenti per garantire accesso a interruzioni volontarie di gravidanza "sicure". La misura, che non implica nuovi fondi ma il ricorso a risorse esistenti, permetterà ai governi nazionali di utilizzare il Fondo sociale europeo per supportare le donne che desiderano avortare in un altro paese dell'UE o nel proprio stato, dove l'interruzione di gravidanza potrebbe essere costosa o limitata. L'annuncio è stato dato da Roxana Minzatu, vicepresidente della Commissione europea, che ha sottolineato l'importanza di far conoscere a tutti i membri l'opportunità di accesso ai finanziamenti. La commissaria Hadja Lahbib, responsabile dei diritti delle donne, ha ribadito che questa iniziativa potrebbe cambiare radicalmente la vita delle donne, permettendo loro di ottenere un intervento sanitario dignitoso in ogni parte dell'UE.

La decisione si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione a livello europeo per il diritto all'aborto. La petizione, lanciata dal movimento "Ma Voix, mon choix", ha raccolto un'enorme partecipazione, con il sostegno di personalità come l'attore Mark Ruffalo, che ha sostenuto l'idea che l'UE potesse diventare un leader nel rispetto dei diritti delle donne. La Commissione ha sottolineato che il Fondo sociale europeo, che dispone di un budget complessivo di 6,7 miliardi di euro per la Francia, rappresenta una risorsa già disponibile per sostenere progetti di salute e diritti umani. Tuttavia, le coordinate dell'iniziativa hanno espresso una certa delusione per il fatto che non siano stati stanziati nuovi fondi, ma solo un utilizzo più ampio di quelli esistenti. La portavoce Nina Kovac ha ritenuto che il risultato sia comunque storico, poiché per la prima volta l'UE ha riconosciuto formalmente il potere di utilizzare i propri fondi per garantire un accesso sicuro all'aborto, anche per donne che altrimenti non ne potrebbero beneficiare.

L'accesso all'interruzione volontaria della gravidanza (IVG) varia drasticamente tra i paesi europei. In Francia, l'IVG è protetta dalla Costituzione e garantita da un sistema sanitario pubblico, mentre in altri Stati è soggetta a restrizioni severe. A Malte, ad esempio, le leggi sulle interruzioni di gravidanza sono tra le più rigorose dell'UE, e in Polonia, dove la legislazione è estremamente restrittiva, solo 896 interruzioni sono state effettuate nel 2024, secondo dati ufficiali. La portavoce Federica Vinci, coordinatrice dell'iniziativa, aveva espresso preoccupazione per il fatto che donne muoiono ancora oggi in Paesi come la Polonia a causa di leggi ostili all'aborto. La decisione della Commissione potrebbe quindi rappresentare un passo avanti per ridurre queste disuguaglianze, permettendo alle donne di spostarsi in Paesi dove l'IVG è legale o meno costosa, grazie al finanziamento europeo.

L'impatto di questa iniziativa potrebbe essere significativo, non solo per le donne ma anche per la politica europea. La Commissione ha chiarito che i fondi saranno utilizzati per sostenere servizi sanitari, strutture ospedaliere e supporto psicologico, garantendo un intervento sicuro e rispettoso. Tuttavia, la portavoce Hadja Lahbib ha riconosciuto che il sistema rimane complesso, poiché i governi nazionali dovranno gestire la distribuzione dei fondi e coordinare le procedure. Inoltre, la decisione non ha un effetto vincolante, poiché l'UE non è obbligata a trasformare l'iniziativa in un atto giuridico vincolante. Anche se i fondi sono disponibili, la loro applicazione dipenderà dalle scelte politiche dei singoli paesi. Questo potrebbe limitare l'effettivo impatto, ma rimane comunque un segnale importante di riconoscimento del diritto alla salute riproduttiva come diritto fondamentale.

La decisione della Commissione potrebbe segnare un cambiamento di rotta nella politica europea sui diritti delle donne, ma il suo successo dipenderà da come i governi nazionali riusciranno a implementarla. L'UE ha reso disponibili strumenti finanziari, ma la realizzazione di un accesso equo e sicuro all'aborto richiederà collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari e singoli cittadini. La mobilitazione popolare, che ha portato a una petizione con milioni di firme, dimostra la forza del movimento per i diritti delle donne. Tuttavia, il dibattito rimane aperto, con critiche su come i fondi saranno utilizzati e su eventuali limiti legali o burocratici. Per il futuro, l'attenzione sarà rivolta al ruolo del Parlamento europeo, che potrebbe influenzare l'attuazione pratica della misura, e alla capacità di ogni paese di rispondere alle esigenze delle donne in un contesto sempre più complesso. L'obiettivo, però, resta chiaro: garantire a ogni donna in Europa un accesso dignitoso e sicuro all'IVG, indipendentemente da dove si trovi.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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