11 mar 2026

Orologio del Giudizio Finale a 85 secondi dall'ora di mezzanotte: cosa significa?

L'orologio del Giudizio Finale, un simbolo globale della minaccia esistenziale per l'umanità, è stato aggiornato a 85 secondi prima di mezzanotte, il valore più vicino mai registrato alla fine del mondo.

29 gennaio 2026 | 00:58 | 5 min di lettura
Orologio del Giudizio Finale a 85 secondi dall'ora di mezzanotte: cosa significa?
Foto: Wired

L'orologio del Giudizio Finale, un simbolo globale della minaccia esistenziale per l'umanità, è stato aggiornato a 85 secondi prima di mezzanotte, il valore più vicino mai registrato alla fine del mondo. Questa decisione, annunciata dal Science and Security Board (SABS) del Bulletin of the Atomic Scientists, è stata presa dopo un'analisi approfondita dei rischi emergenti che minacciano la sopravvivenza del pianeta. La scelta di spostare il pendolo dell'orologio, che era stato fissato a 89 secondi lo scorso anno, rappresenta un allarme senza precedenti: il mondo si trova ad un punto di non ritorno, dove la combinazione di tecnologie disruptive, crisi climatica, rischi nucleari e minacce biologiche potrebbe portare a una catastrofe senza ritorno. L'aggiornamento del Doomsday Clock, avvenuto in un contesto di crescente instabilità geopolitica e di scarse prospettive di cooperazione internazionale, mette in luce una realtà preoccupante: l'umanità si avvicina al limite della sopravvivenza, ma non sembra essere pronta a prendere misure decisive per evitare il disastro.

L'aggiornamento del Doomsday Clock ha visto il SABS individuare una serie di fattori che hanno contribuito a ridurre il tempo rimanente prima di mezzanotte. Tra i principali motivi c'è la crescita del rischio nucleare, con la proliferazione di armi atomiche e la mancanza di accordi internazionali per il loro controllo. Inoltre, le tecnologie disruptive come l'intelligenza artificiale (AI) e la biotecnologia stanno emergendo come minacce potenzialmente devastanti, se non regolamentate. La crisi climatica, che ha visto un aumento delle temperature globali e un aumento dei disastri naturali, è diventata un problema urgente, mentre le minacce biologiche, come la diffusione di virus o la manipolazione genetica, rappresentano un rischio crescente. Il SABS ha sottolineato che, nonostante gli sforzi di alcuni paesi, la mancanza di progressi significativi in questi ambiti ha portato all'aggiornamento del clock, che ora segna il momento più pericoloso nella sua storia. Gli esperti hanno ribadito che ogni istante di ritardo nel prendere provvedimenti aumenta la probabilità di una catastrofe globale, rendendo necessaria una risposta immediata e collettiva.

La storia del Doomsday Clock risale al 1947, durante la Guerra Fredda, quando fu creato per monitorare il rischio di un conflitto nucleare tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Inizialmente, l'orologio era fissato a 7 minutes to midnight, ma negli anni successivi, il pendolo si è spostato verso mezzanotte a causa di eventi come la crisi dei missili di Cuba (1962) e la proliferazione di armi nucleari. Negli ultimi anni, il clock ha registrato un movimento verso il limite, con il valore che è sceso da 90 secondi nel 2023 a 89 nel 2024 e ora a 85. Questo cambiamento riflette una situazione di crescente instabilità, dove le tensioni tra grandi potenze, la mancanza di cooperazione internazionale e la diffusione di tecnologie pericolose hanno creato un ambiente di rischio elevato. Il SABS ha sottolineato che, purtroppo, il progresso nella gestione di questi rischi è stato insufficiente, e questo ha portato all'aggiornamento del clock, che ora indica un momento di massima vulnerabilità per l'umanità.

L'analisi del SABS ha evidenziato come la mancanza di leadership globale e la polarizzazione politica siano i principali ostacoli alla gestione dei rischi esistenziali. I leader mondiali, tra cui gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e altri paesi chiave, stanno adottando politiche sempre più aggressive e nazionalistiche, che riducono la possibilità di un accordo internazionale. In particolare, il presidente del SABS, Daniel Holz, ha sottolineato che il rischio di conflitti nucleari, il caldo estremo e la diffusione di tecnologie pericolose sono accompagnati da un aumento di autocratie nazionaliste che dividono il mondo in blocchi contrapposti. Questo scenario, secondo gli esperti, rende l'umanità più vulnerabile a minacce globali, poiché la cooperazione internazionale, necessaria per affrontare problemi come il riscaldamento globale o la sicurezza biologica, è in declino. Inoltre, la mancanza di azioni concrete da parte delle istituzioni e dei governi ha portato a una situazione in cui i rischi non vengono affrontati in tempo, aumentando la probabilità di una catastrofe.

Nonostante la situazione sembri disperata, il Doomsday Clock rimane un simbolo di speranza, poiché indica che c'è ancora tempo per agire. Il SABS ha sottolineato che le soluzioni esistono, ma richiedono un impegno collettivo. Ad esempio, gli Stati Uniti e la Russia potrebbero riprendere i colloqui per limitare i loro arsenali nucleari, mentre accordi internazionali potrebbero regolamentare l'uso dell'intelligenza artificiale e prevenire il rischio di biotecnologie malabitate. Inoltre, investimenti significativi in energie rinnovabili potrebbero ridurre l'impatto del cambiamento climatico, mentre la collaborazione tra grandi potenze potrebbe portare a linee guida per l'integrazione dell'AI nei sistemi militari, soprattutto quelli nucleari. Gli esperti hanno ribadito che i leader nazionali, in particolare quelli degli Stati Uniti, della Russia e della Cina, devono assumersi la responsabilità di trovare un equilibrio tra sicurezza e cooperazione globale. La cittadinanza, infine, deve esigere che i governi agiscano con urgenza, poiché ogni ritardo potrebbe rendere irraggiungibile il traguardo di una sopravvivenza sostenibile. La sfida è enorme, ma non impossibile: il Doomsday Clock non è un segnale di disperazione, ma un invito a agire prima che sia troppo tardi.

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