11 mar 2026

OMS lancia appello per miliardo di dollari contro crisi sanitarie mondiali 2026

L'Organisation mondiale de la santé (OMS) ha lanciato un appello urgente per raccogliere un miliardo di dollari a favore dei servizi sanitari essenziali nei Paesi che vivono situazioni di emergenza critica nel 2026.

03 febbraio 2026 | 14:19 | 4 min di lettura
OMS lancia appello per miliardo di dollari contro crisi sanitarie mondiali 2026
Foto: Le Monde

L'Organisation mondiale de la santé (OMS) ha lanciato un appello urgente per raccogliere un miliardo di dollari a favore dei servizi sanitari essenziali nei Paesi che vivono situazioni di emergenza critica nel 2026. La richiesta, annunciata martedì 3 febbraio a Ginevra, riguarda 36 aree in difficoltà, tra cui Gaza e il Medio Oriente, il Sudan, l'Ucraina, la Repubblica Democratica del Congo, Haiti e la Birmania. Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del programma di gestione delle emergenze sanitarie dell'OMS, ha sottolineato l'importanza di questi fondi per garantire una risposta efficace alle crisi. "Siamo profondamente preoccupati per l'ampiezza dei bisogni e per la capacità di soddisfarli", ha aggiunto, evidenziando la gravità delle situazioni in cui si trova il personale sanitario. L'obiettivo è mettere a disposizione risorse per salvaguardare la salute di milioni di persone in contesti di guerra, disastro naturale o crisi umanitaria. L'annuncio fa seguito a una serie di sfide strutturali e finanziarie che hanno impattato l'organizzazione negli ultimi anni, con un calo delle donazioni e un aumento delle esigenze di intervento.

L'OMS ha rivelato che, nel 2025, ha gestito 50 emergenze sanitarie in 82 Paesi, aiutando più di 30 milioni di persone attraverso servizi essenziali come cure mediche, vaccinazioni e supporto nutrizionale. Il direttore esecutivo ha dettagliato i dati: l'organizzazione ha sostenuto oltre 8.000 strutture sanitarie, ha impiegato più di 1.400 ambulatori mobili e ha coordinato il lavoro di 1.500 partner internazionali. Inoltre, sono state mobilitate più di 100 squadre mediche d'urgenza, che hanno effettuato 1,8 milione di consultazioni in oltre 20 nazioni. Questi numeri riflettono la capacità dell'OMS di rispondere in modo rapido e coordinato a crisi complesse, ma anche la pressione crescente su un sistema già sovraccarico. L'organizzazione ha anche sottolineato come, grazie alla sua rete di monitoraggio continuo, sia riuscita a prevenire o mitigare 450 potenziali minacce alla salute pubblica, tra cui epidemie e disastri sanitari. Questi dati evidenziano la centralità del lavoro di sorveglianza e prevenzione nella strategia dell'OMS.

La situazione globale si presenta però estremamente complicata. L'OMS ha rivelato che circa 250 milioni di persone vivono in contesti di crisi umanitaria, privati di accesso a cure mediche, alimenti e servizi basilari. Questo dato mette in luce l'ampiezza della sfida, che va ben oltre le emergenze immediate. Il bilancio dell'organizzazione ha subito un danno significativo a causa del ritiro degli Stati Uniti, che ha ridotto le donazioni e costretto l'OMS a rivedere le sue priorità. "Questo è stato uno dei periodi più difficili della nostra storia", ha dichiarato il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando come la mancanza di finanziamenti abbia limitato la capacità di intervento. Il ritiro statunitense, annunciato nel gennaio 2025, ha comportato tagli drastiche alle sovvenzioni estere e una revisione completa dei programmi. L'organizzazione ha quindi dovuto adattare le sue strategie, concentrandosi su aree con maggiore impatto umanitario.

L'impatto del ritiro degli Stati Uniti è stato particolarmente sentito. Secondo l'OMS, gli Stati Uniti devono ancora versare circa 260 milioni di dollari (220 milioni di euro) come debito, un onere che ha ulteriormente aggravato la crisi finanziaria. Il consiglio esecutivo dell'OMS dovrà esaminare la notifica del ritiro negli ultimi giorni della settimana, un processo che potrebbe portare a tensioni internazionali. Mentre l'organizzazione cerca di mantenere la sua missione, altri Paesi hanno ridotto anch'essi il supporto alle iniziative internazionali, aumentando la dipendenza dall'aiuto volontario. Tedros ha quindi chiesto a tutti i governi di incrementare gradualmente le proprie contribuzioni, per ridurre la vulnerabilità dell'OMS. Questa richiesta riflette un'esigenza di maggiore stabilità finanziaria, necessaria per garantire una risposta coerente e tempestiva alle crisi sanitarie globali.

La sfida per l'OMS si presenta quindi come un equilibrio tra la necessità di intervenire in contesti di emergenza e la capacità di mantenere un sistema finanziario sostenibile. Il miliardo di dollari richiesto rappresenta un passo importante per rafforzare la rete di supporto sanitario, ma la strada è lunga. L'organizzazione dovrà non solo raccogliere fondi, ma anche ottimizzare l'uso delle risorse, collaborare con partner locali e gestire le complessità dei contesti in cui opera. L'obiettivo finale è garantire che le persone in situazioni di crisi non siano abbandonate, ma ricevano l'aiuto necessario per sopravvivere e riprendersi. La risposta dell'OMS potrebbe diventare un modello per altre organizzazioni internazionali, ma richiederà un impegno concreto da parte di tutti gli Stati membri. La situazione non si risolve in un anno, ma la determinazione di affrontarla è fondamentale per il futuro della salute globale.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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