11 mar 2026

Oceani di idrogeno nel nucleo terrestre: elemento più abbondante del universo

Scienziati cinesi e svizzeri hanno scoperto che il nucleo terrestre potrebbe contenere quantità significative di idrogeno, un elemento raro sulla superficie ma abbondante nell'universo. La ricerca, pubblicata su Nature Geoscience, suggerisce che questa risorsa interna potrebbe influenzare la geodinamica e la formazione dei pianeti rocciosi.

10 febbraio 2026 | 18:19 | 5 min di lettura
Oceani di idrogeno nel nucleo terrestre: elemento più abbondante del universo
Foto: El País

La ricerca pubblicata sulla rivista Nature Geoscience ha rivelato una realtà sorprendente: il nucleo terrestre potrebbe contenere quantità significative di idrogeno, un elemento che, nonostante sia il più abbondante nell'universo, è estremamente raro sulla superficie del nostro pianeta. Gli scienziati cinesi e svizzeri, guidati da Dongyang Huang dell'Università di Pekino e collaborando con l'École Polytechnique Fédérale di Zurigo, hanno condotto un'analisi che potrebbe spiegare la paradoja della scarsità di idrogeno sulla Terra. Secondo i loro calcoli, il nucleo terrestre potrebbe ospitare decine di volte più idrogeno rispetto a tutti gli oceani combinati. Questo risultato ha suscitato grande interesse nel mondo scientifico, poiché potrebbe rivoluzionare la comprensione della composizione interna della Terra e dei processi geologici che ne regolano l'evoluzione. La scoperta ha anche implicazioni per la ricerca sulla formazione dei pianeti rocciosi e sulla distribuzione dell'acqua nel sistema solare.

Gli scienziati hanno riprodotto le condizioni estreme del nucleo terrestre in laboratorio, utilizzando un sistema di alta pressione e temperatura per simulare le condizioni presenti a migliaia di chilometri di profondità. Per ottenere pressioni di 111 gigapascale - equivalente al peso di un milione di tonnellate su un centimetro quadrato - hanno utilizzato celle di yunque in diamante, il materiale più duro al mondo. La tecnica si basa su un laser che riscalda una minima quantità di campione di ferro, mentre le punte di diamante applicano una pressione estrema. Questo processo ha permesso di osservare come l'idrogeno si incorpori nel nucleo da parte del magma circostante. La metodologia ha richiesto un'attenzione particolare, poiché la piccola dimensione del campione rende la misurazione del contenuto di idrogeno molto complessa. Per superare questa sfida, gli studiosi hanno utilizzato la tomografia a scansione atomica (APT), una tecnica in grado di mappare il materiale a livello nanometrico. Questo strumento ha permesso di quantificare con precisione la presenza di idrogeno nel nucleo, rivelando un intervallo di concentrazione tra lo 0,07% e lo 0,36% in peso.

La scarsità di idrogeno sulla Terra ha sempre sollevato domande scientifiche. Sebbene l'idrogeno sia il più abbondante nell'universo, è quasi impossibile rilevarlo nella atmosfera terrestre, dove è troppo leggero per essere trattenuto dalla gravità. Nei mari, si trova in forma di acqua, ma neppure questa quantità basta a spiegare la sua assenza nella superficie. Gli scienziati hanno sempre ipotizzato che la mancanza di idrogeno potesse essere dovuta a un'immagazzinamento interno, ma non si avevano prove concrete. La ricerca di Huang e del suo team ha fornito un'ipotesi concreta, suggerendo che il nucleo terrestre potrebbe essere un serbatoio di idrogeno. Questo risultato ha riscosso interesse anche a causa della sua importanza per la comprensione della geologia planetaria. L'idrogeno, infatti, è un elemento chiave nella formazione dei pianeti e nella dinamica interna di molti corpi celesti. La sua presenza nel nucleo terrestre potrebbe influenzare processi come la geodinamica e la generazione del campo magnetico terrestre, che è cruciale per proteggere la Terra dalle radiazioni solari.

Le implicazioni della scoperta vanno ben oltre la semplice misurazione di un elemento chimico. L'idrogeno nel nucleo terrestre potrebbe rappresentare un serbatoio di acqua interna, un concetto che ha suscitato dibattiti tra gli studiosi. La presenza di grandi quantità di acqua nel mantello e nel nucleo potrebbe spiegare come l'acqua si sia distribuita sulla superficie della Terra, contribuendo alla formazione degli oceani. Inoltre, la sua presenza potrebbe influenzare la tectonica delle placche, un processo che regola l'attività vulcanica e sismica del pianeta. Gli scienziati hanno anche sottolineato l'importanza di comprendere come l'idrogeno si muova tra i diversi strati della Terra, poiché questo potrebbe rivelare nuovi aspetti della geodinamica. La ricerca ha aperto nuove prospettive per lo studio della formazione dei pianeti rocciosi, come Marte, dove non si osserva la presenza di acqua o tectonica delle placche. La quantificazione precisa dell'idrogeno nel nucleo potrebbe quindi fornire un'indicazione su come la Terra si sia evoluta in un pianeta abitabile.

La scoperta ha suscitato un interesse crescente per ulteriori indagini su altri pianeti e su come l'idrogeno possa influenzare la loro evoluzione. Gli scienziati hanno sottolineato che la comprensione della distribuzione dell'idrogeno non solo riguarda la Terra, ma anche altri corpi celesti. La quantità di acqua interna potrebbe spiegare come i pianeti si siano formati e come si siano sviluppati processi geologici simili a quelli terrestri. Per esempio, la mancanza di acqua e tectonica su Marte potrebbe essere legata alla sua composizione interna, che potrebbe essere meno ricca di idrogeno. La ricerca di Huang e dei suoi colleghi ha aperto la strada a nuove analisi su come l'idrogeno si muova all'interno dei pianeti, contribuendo a una maggiore comprensione della geologia planetaria. Gli scienziati sperano che queste indagini possano portare a una maggiore conoscenza del sistema solare e delle condizioni necessarie per la formazione di un ambiente abitabile. La scoperta dell'idrogeno nel nucleo terrestre non solo rivela un aspetto nascosto del nostro pianeta, ma potrebbe anche cambiare il modo in cui vediamo la storia geologica e l'evoluzione dei corpi celesti.

Fonte: El País Articolo originale

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