11 mar 2026

New York scopre l'effetto raticida del freddo estremo

Nel cuore di New York, un inverno estremo ha segnato un drammatico calo nella popolazione di topi, un fenomeno che potrebbe rivoluzionare le strategie di controllo della fauna urbana.

21 febbraio 2026 | 07:14 | 4 min di lettura
New York scopre l'effetto raticida del freddo estremo
Foto: El País

Nel cuore di New York, un inverno estremo ha segnato un drammatico calo nella popolazione di topi, un fenomeno che potrebbe rivoluzionare le strategie di controllo della fauna urbana. In pochi giorni, il freddo estremo ha causato la morte di almeno 20 persone, ma il suo impatto non si limita agli esseri umani: gli animali, in particolare i topi, stanno affrontando un'ondata di sfide senza precedenti. La città, che da anni combatte contro la presenza di roditori nei parchi, nelle strade e nei tunnel del metro, ha visto il freddo glaciale agire come una sorta di selezione naturale. Gli sforzi per eliminare i topi, tra cui la nomina di un "zar" dedicato al problema, potrebbero essere sospesi temporaneamente, almeno per il momento. L'effetto del gelo non è solo un'esperienza traumatica per gli animali, ma un cambiamento radicale nel loro comportamento e nella loro sopravvivenza.

Il calo della temperatura ha reso difficile per i topi trovare cibo, un elemento cruciale per la loro sopravvivenza. Le strade coperte di neve e ghiaccio non offrono le risorse necessarie, e la scarsità di alimenti ha creato un'enorme pressione sulle popolazioni. I topi, solitamente abili a adattarsi a qualsiasi ambiente, ora si trovano in una situazione di stress estremo. Questo stress non solo riduce la loro capacità di riprodursi, ma anche la loro attività quotidiana. Le strade, che una volta erano il loro habitat principale, ora sembrano desolate e inospitali. I topi che vivono nei tunnel del metro, sebbene siano protetti da una certa temperatura, non riescono a trovare cibo sufficiente, soprattutto per le loro piccole creature. I dati rilevano che una femmina adulta può partorire fino a sette volte l'anno, ma il freddo ha messo in pericolo questa capacità riproduttiva.

La situazione si complica ulteriormente per le giovani e le malate, che non hanno la forza né la resistenza necessaria per affrontare le condizioni estreme. Le nidiature, in cui i topi custodiscono i loro piccoli, sono diventate zone di pericolo, poiché i genitori non riescono a trovare cibo per alimentare le nuove generazioni. La scarsità di risorse ha portato a un calo drastico nella popolazione, con conseguenze che potrebbero essere irreversibili. Joe Donovan, un portiere di Manhattan, ha riferito di aver trovato due topi congelati durante la pulizia delle strade, un segno tangibile dell'impatto del freddo. Alcuni abitanti, come lui, hanno notato una diminuzione del numero di topi negli ultimi giorni, un cambiamento che potrebbe segnare la fine di un'epoca per la fauna urbana.

Il contesto del problema si arricchisce confrontando il presente con la situazione durante la pandemia. Allora, il blocco delle attività economiche e la riduzione dei rifiuti hanno creato un'enorme tensione tra i topi e gli esseri umani. Gli animali, privi di cibo e spazi sicuri, si sono spostati in aree inaspettate, diventando aggressivi e più visibili. Ora, il freddo estremo ripete una dinamica simile, sebbene con un meccanismo diverso. La differenza principale risiede nella velocità e nella severità del calo termico, che ha colpito le popolandì in modo più drammatico. L'assenza di rifiuti e la neve che copre le strade hanno creato un ambiente inospitale per i topi, un fenomeno che potrebbe rimanere nel ricordo come una delle più gravi crisi ambientali per la fauna urbana.

L'analisi delle conseguenze indica che il calo della popolazione di topi potrebbe influenzare non solo gli animali stessi, ma anche le strategie di controllo della città. Gli esperti sottolineano che non si tratta di un'eliminazione totale, ma di una riduzione significativa, che potrebbe ridurre il numero di roditori da tre milioni a un livello più gestibile. Tuttavia, il problema non è risolto, poiché i topi, sebbene ridotti, potrebbero riprendersi con l'arrivo della primavera. Il nuovo sindaco, Zohran Mamdani, non ha ancora annunciato piani specifici per gestire la situazione, mentre il predecessore, Eric Adams, aveva già cercato di combattere il problema con iniziative come la nomina di una "zarina" delle ratas. La sfida rimane, però, complessa, e la città dovrà trovare nuove soluzioni per affrontare un problema che non si risolve facilmente.

Fonte: El País Articolo originale

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