11 mar 2026

Napoli, iniziate procedura di fine vita per Domenico: alleviare sofferenze

Napoli. La famiglia del piccolo Domenico, un bambino di due anni che da quasi due mesi si trova nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi, ha appena attraversato una delle sue ultime battaglie per salvare la vita del figlio.

20 febbraio 2026 | 04:22 | 5 min di lettura
Napoli, iniziate procedura di fine vita per Domenico: alleviare sofferenze
Foto: La Stampa

Napoli. La famiglia del piccolo Domenico, un bambino di due anni che da quasi due mesi si trova nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi, ha appena attraversato una delle sue ultime battaglie per salvare la vita del figlio. Dopo mesi di trattamenti intensivi e una serie di errori che hanno impedito il trapianto di cuore programmato, la famiglia, guidata da Patrizia Mercolino, ha ricevuto una relazione medica che chiude definitivamente ogni possibilità di intervento. La notizia si è diffusa in una serata buia, nel Centro Direzionale di Napoli, dove si trova lo studio del medico legale Luca Scognamiglio, scelto come consulente per la famiglia. La decisione, annunciata con un'email da parte dell'avvocato Francesco Petruzzi, segna l'inizio di una nuova fase: la Pianificazione condivisa delle cure, un processo legale che mira a evitare l'accanimento terapeutico e a garantire al bambino una fine dignitosa. La famiglia, però, non si è arresa senza combattere, cercando pareri esterni e coinvolgendo associazioni nazionali e internazionali, ma la realtà si è rivelata insuperabile. La famiglia ha affrontato questa notizia con dolore, ma anche con la consapevolezza di aver dato il massimo per salvare il figlio.

La situazione del piccolo Domenico è stata discussa in una riunione del Heart Team, un gruppo di specialisti pediatrici italiani che ha escluso ogni possibilità di un nuovo trapianto. La relazione medica, consegnata alla famiglia, conferma che il bambino, attaccato all'Ecmo da mesi, non ha più alcuna speranza di recupero. La famiglia, però, ha tentato di trovare alternative, contattando esperti esterni e cercando di ottenere nuovi pareri. L'avvocato Petruzzi ha spiegato che la famiglia ha ricevuto numerose offerte di aiuto da parte di associazioni, ma tutte si sono rivelate inutili. L'unico risultato è stato il riconoscimento che la situazione clinica del bambino non permette ulteriori interventi. La famiglia, quindi, si è preparata a iniziare una fase diversa, quella della Pianificazione condivisa delle cure, un procedimento che mira a ridurre le sofferenze del paziente e a permettergli di vivere il resto della sua vita in modo tranquillo. Questo processo, però, richiede un accordo tra i genitori, il medico legale e l'ospedale, un accordo che potrebbe essere difficile da raggiungere.

La storia del piccolo Domenico si intreccia con un contesto complesso, che coinvolge non solo la famiglia, ma anche la sanità pubblica e le istituzioni. Il bambino, nato con una grave malattia cardiaca, aveva già subito un intervento chirurgico per il trapianto di cuore, ma la situazione si è complicata a causa di errori medici e mancanza di risorse. L'ospedale Monaldi, dove si trova attualmente, è stato criticato per la gestione della sua condizione, ma anche per l'impossibilità di garantire un intervento chirurgico adeguato. La famiglia, quindi, si è trovata a dover affrontare una serie di problemi, sia medici che giudiziari, che hanno reso la sua battaglia ancora più difficile. La situazione ha attirato l'attenzione di molti, non solo per la tragica vicenda del bambino, ma anche per il modo in cui la sanità pubblica ha gestito la sua malattia. La famiglia, però, non si è mai arresa, cercando di trovare ogni possibile soluzione, anche se la speranza si è rivelata sempre più remota.

L'impatto della decisione della famiglia e dell'ospedale ha suscitato una serie di riflessioni e preoccupazioni, soprattutto su temi di etica medica e diritti del paziente. La Pianificazione condivisa delle cure rappresenta un passo avanti verso un modello di assistenza che privilegia la qualità della vita del paziente, piuttosto che la semplice sopravvivenza. Tuttavia, questa scelta ha suscitato dibattiti su come si debba gestire la fine della vita di un bambino e quali siano i limiti della medicina in casi estremi. L'ospedale Monaldi e il medico legale Luca Scognamiglio sono stati coinvolti in un'inchiesta giudiziaria, che potrebbe allargarsi a Bolzano, dove i medici del Monaldi avevano precedentemente recato visita per prelevare un cuore da trapiantare. L'ispezione del ministero della Salute ha rivelato ulteriori complessità, ma non ha reso più facile il percorso della famiglia. La decisione di chiudere la battaglia per il trapianto ha lasciato un segno profondo, non solo per la famiglia, ma anche per la società, che deve riflettere su come gestire le situazioni critiche in ambito pediatrico.

La notizia ha trovato un'eco emotiva e sociale, soprattutto grazie alla partecipazione di migliaia di persone che hanno accolto la famiglia nel loro abbraccio. Dopo la decisione di iniziare la Pianificazione condivisa delle cure, la famiglia ha partecipato a una fiaccolata a Nola, la città dove abita. Circa trecento persone si sono radunate per supportarla, portando palloncini rossi e fiammelle, simboli di speranza e affetto. La donna, Patrizia Mercolino, ha accolto questa manifestazione con una certa serenità, riconoscendo che la forza non si misura solo nella lotta per la vita, ma anche nel riconoscere la fine come un atto di dignità. La partecipazione del vicario generale della Diocesi di Nola, monsignor Pasquale Capasso, ha dato ulteriore significato alla situazione, sottolineando come la vita di Domenico, pur breve, abbia prodotto un cambiamento nella società. La famiglia, quindi, ha trovato un conforto non solo nella comunità, ma anche nel riconoscimento che la loro battaglia è stata un esempio di coraggio e amore. La vicenda, però, rimane un monito per il sistema sanitario e per la società intera, che deve imparare a gestire le situazioni estreme con maggiore sensibilità e umanità.

Fonte: La Stampa Articolo originale

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