11 mar 2026

Multe record per concessionaria romana per clausole abusive e pubblicità ingannevoli

Il gruppo Italia Vendita Auto S. p. a., uno dei principali operatori del mercato automobilistico romano, ha subìto una sanzione record da parte dell'Antitrust, che ha comminato una multa complessiva di 800 mila euro.

11 febbraio 2026 | 00:45 | 5 min di lettura
Multe record per concessionaria romana per clausole abusive e pubblicità ingannevoli
Foto: RomaToday

Il gruppo Italia Vendita Auto S.p.a., uno dei principali operatori del mercato automobilistico romano, ha subìto una sanzione record da parte dell'Antitrust, che ha comminato una multa complessiva di 800 mila euro. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha accertato pratiche commerciali scorrette messe in atto dal gruppo attraverso le concessionarie Roma Auto e Jazzoni, entrambe di Roma. L'indagine è stata avviata a seguito di segnalazioni dei consumatori, che hanno denunciato comportamenti lesivi dei diritti degli acquirenti. L'azienda, attiva nella vendita di auto nuove, usate e a km 0, ha realizzato un fatturato di oltre 62 milioni di euro nel 2024, con un utile netto di 9,7 milioni di euro. La sanzione, da pagare entro 60 giorni, riguarda sia le condizioni contrattuali che le strategie di comunicazione, con un totale di 500 mila euro per le pratiche di vendita scorrette e 300 mila euro per la pubblicità ingannevole. L'azienda ha annunciato di intendere ricorrere al Tar del Lazio, ma dovrà comunque pubblicare la sentenza dell'Antitrust sui propri siti web.

L'Antitrust ha identificato diverse violazioni che hanno messo in atto un'azione di discriminazione a favore del venditore e pregiudicato la correttezza delle transazioni commerciali. Tra le clausole contestate, spicca il diritto del venditore di sostituire il veicolo scelto dal cliente con un'altra unità, anche per motivi generici come "ragioni logistiche", trattenendo la cauzione in caso di rifiuto del compratore. Inoltre, l'Autorità ha rilevato che, in caso di mancata concessione del finanziamento per l'acquisto di un'auto, il venditore tratteneva comunque la cauzione, equiparando l'evento a un inadempimento del cliente. Questo comportamento ha limitato il diritto del consumatore a ottenere un risarcimento equo, poiché, in caso di inadempimento del venditore, il cliente aveva diritto solo alla restituzione della somma versata, anziché al doppio della caparra come previsto dalla legge. Le pratiche, inoltre, hanno riguardato la gestione dei tempi di consegna, con termini puramente "orientativi" e periodi di tolleranza fino a 150 giorni, che hanno reso difficoltosa la pianificazione del cliente. L'azienda ha anche limitato la garanzia legale dei veicoli nuovi a un solo anno, anziché due, come previsto dal Codice del Consumo, escludendo inoltre il risarcimento dei danni per ritardi nell'assistenza in garanzia.

Il contesto di questa vicenda si colloca nel quadro complesso del mercato automobilistico italiano, dove la concorrenza tra concessionarie e il crescente numero di consumatori consapevoli dei loro diritti hanno spinto le aziende a adottare strategie commerciali sempre più sofisticate. Il gruppo Italia Vendita Auto S.p.a., presente a Roma da anni, si è sempre presentato come un'azienda in grado di offrire un servizio personalizzato e un'offerta di veicoli diversificata. Tuttavia, le segnalazioni ricevute dagli utenti hanno evidenziato una serie di problematiche che hanno spinto l'Antitrust a intervenire. Le pratiche contestate non solo violavano la normativa italiana, ma hanno anche creato un ambiente di incertezza per i consumatori, che si trovavano a dover affrontare condizioni contrattuali non trasparenti. L'Autorità ha sottolineato come tali comportamenti non solo limitassero la libertà di scelta del cliente, ma anche ne compromettessero la capacità di valutare correttamente i costi e i benefici dell'acquisto. Questo scenario ha reso necessario un intervento rigoroso da parte delle istituzioni, per tutelare i diritti dei consumatori e garantire un mercato più equo e trasparente.

Le implicazioni della multa sono significative non solo per il gruppo Italia Vendita Auto S.p.a., ma anche per l'intero settore automobilistico italiano. La decisione dell'Antitrust ha messo in luce una serie di pratiche commerciali che, se non corrette, possono danneggiare la fiducia dei consumatori e compromettere la credibilità delle aziende. La sanzione, che rappresenta un onere finanziario considerevole, ha anche un impatto sulle strategie di marketing e di comunicazione dell'azienda. L'Antitrust ha evidenziato come le strategie di promozione online, in particolare quelle utilizzate per le offerte di finanziamento, fossero state progettate in modo ingannevole, con informazioni cruciali come il TAEG (Tasso Annuale Effettivo Globale) non immediatamente visibili. Il sito web dell'azienda, infatti, pubblicizzava rate mensili contenute senza chiarire l'esistenza di una maxi-rata finale molto elevata, che spesso ammontava a circa la metà del prezzo totale del veicolo. Questo ha reso impossibile per i consumatori valutare correttamente l'impegno economico complessivo, creando un'illusione di convenienza che, in realtà, nascondeva costi nascosti. L'Autorità ha anche sottolineato che l'uso di espressioni come "prezzo valido con bonus finanziamento, rottamazione e pack" era ingannevole, poiché non chiariva che a tali importi andavano aggiunti oneri finanziari, interessi e spese di istruttoria.

La reazione del gruppo Italia Vendita Auto S.p.a. ha espresso un atteggiamento collaborativo, ma anche una ferma convinzione nella correttezza del proprio operato. L'azienda ha dichiarato di affrontare il provvedimento con il massimo rispetto per il ruolo dell'Antitrust, ma ha ribadito che le clausole e le modalità di comunicazione contestate non erano mai state concepite per danneggiare il consumatore, bensì per gestire le criticità oggettive di un mercato complesso come quello dell'auto. L'azienda ha annunciato di aver già dato mandato ai propri legali per impugnare la decisione davanti al Tar del Lazio, sostenendo che molte delle valutazioni espresse nel provvedimento si basavano su interpretazioni erronee e eccessivamente rigide che non tengono conto delle dinamiche del settore. Nonostante lo spirito collaborativo mostrato durante l'istruttoria, l'azienda ha ritenuto necessario ricorrere al tribunale amministrativo per tutelare il valore e l'immagine della società. L'azienda ha anche sottolineato che la sanzione non avrà ripercussioni sulle sue attività, poiché è una realtà estremamente solida e in forte crescita, con un fatturato superiore ai 62 milioni di euro nel 2024 e un utile netto di circa 9,7 milioni. Questi numeri, uniti a un margine operativo lordo di oltre 13,6 milioni, hanno dimostrato la solidità economica del gruppo, che continuerà a operare con la determinazione di sempre, confermandosi leader di mercato e punto di riferimento per migliaia di automobilisti ogni anno.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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