11 mar 2026

Meno di metà degli spagnoli crede nella scienza per salvare il pianeta

L'attacco alla scienza negli Stati Uniti ha assunto un carattere particolarmente aggressivo nei settori in cui l'amministrazione di Donald Trump ha rilevato una presenza ideologica.

07 febbraio 2026 | 02:06 | 4 min di lettura
Meno di metà degli spagnoli crede nella scienza per salvare il pianeta
Foto: El País

L'attacco alla scienza negli Stati Uniti ha assunto un carattere particolarmente aggressivo nei settori in cui l'amministrazione di Donald Trump ha rilevato una presenza ideologica. La principale agenzia di monitoraggio climatico, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ha adottato misure che limitano la partecipazione dei ricercatori a relazioni internazionali sul riscaldamento globale e ha interrotto le sovvenzioni a progetti di ricerca legati a questo tema. Queste decisioni si inseriscono in un contesto globale in cui gruppi di interesse e élite politiche spesso contestano il valore scientifico, soprattutto in materia di cambiamento climatico. In Spagna, il dato rilevato da un'indagine recente rivela un livello di fiducia significativamente più basso rispetto ad altri ambiti. Secondo la seconda edizione dello Studio sulla Cultura Scientifica in Spagna, promosso dalla Fondazione BBVA, solo il 46% della popolazione crede che la scienza possa fermare il cambiamento climatico nei prossimi 25 anni. Questo valore, sebbene in calo rispetto a precedenti rilevazioni, resta comunque un segnale di preoccupazione per il futuro della ricerca scientifica.

L'indagine, condotta attraverso due indagini telefoniche realizzate a novembre 2025 su un campione di oltre 4.000 cittadini spagnoli con età superiore ai 18 anni, evidenzia una netta differenza tra le aspettative nei confronti della scienza in ambiti sanitari e quelli socio-economici. Il 88% degli intervistati ritiene che la ricerca possa portare alla cura del cancro, mentre il 89% confida nella capacità della scienza di combattere le malattie infettive. Queste percentuali si mantengono elevate anche quando si considerano le innovazioni tecnologiche, con il 78% che ritiene possibile costruire macchine e programmi intelligenti in grado di operare autonomamente. Tuttavia, il livello di fiducia scende al 50% quando si parla della sostituzione completa delle persone con l'intelligenza artificiale. L'approccio verso lo sviluppo tecnologico mostra quindi una contraddizione tra ottimismo e timore, un tema che emerge chiaramente anche in altri ambiti.

Il contesto che circonda questi dati è legato a una crescente polarizzazione tra scienza e politica, non solo negli Stati Uniti ma in diversi paesi europei. In Spagna, il dibattito sull'impatto della scienza sulle società è stato influenzato da anni di dibattito pubblico e da una cultura che, sebbene non sia in crisi, ha visto un calo nella fiducia verso istituzioni scientifiche. Secondo lo studio, solo il 12% della popolazione considera elevato il supporto dei poteri pubblici verso la ricerca scientifica, un dato che mette in luce una distanza tra le aspettative e la realtà. Inoltre, il 40% degli intervistati ritiene che i governi di sinistra siano più impegnati nella promozione della scienza rispetto a quelli di destra, un'affermazione che suggerisce una percezione di polarizzazione tra orientamenti politici. Questo quadro si interseca con una crescente diffidenza verso l'innovazione tecnologica, sebbene il 62% degli intervistati abbia espresso un forte sostegno al ruolo della scienza come "conoscenza più verazza che abbiamo".

L'analisi degli impatti di questa situazione rivela una contraddizione tra la fiducia nella scienza per la salute e la sua percezione in ambiti come la riduzione della povertà. Solo il 28% degli intervistati ritiene che la scienza possa risolvere questo problema sociale in modo esclusivo, un dato che evidenzia un divario tra il ruolo della scienza in ambiti tecnologici e quelli sociali. Inoltre, il 45% degli spagnoli mostra una moderata attesa per la colonizzazione della Luna o di altri corpi celesti, un tema che, sebbene non sia prioritario, resta un'area di interesse crescente. Questi dati sollevano interrogativi su come la società possa bilanciare la fiducia nella scienza con una critica costruttiva. La questione è ulteriormente complessa quando si considera che, sebbene la scienza goda di un prestigio elevato, esistono ancora radici di diffidenza che risalgono a epoche precedenti, come la seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso.

La chiusura dell'articolo si concentra sulle prospettive future e sulla necessità di un dialogo tra scienza e società. Lo studio BBVA sottolinea che il ruolo della scienza non può essere ridotto a un'entità astratta, ma deve essere integrato in un contesto di collaborazione e di trasparenza. La sfida è quella di mantenere il prestigio della scienza, senza trascurare la sua capacità di rispondere a domande complesse e di affrontare problemi globali. L'importanza di un'educazione scientifica diffusa e di una comunicazione efficace emerge come un fattore chiave per rafforzare la fiducia pubblica. In un mondo in rapida evoluzione, la scienza non può essere isolata da contesti sociali e politici, ma deve diventare un partner attivo nel processo decisionale. Solo in questo modo sarà possibile garantire un futuro in cui la scienza continui a essere un pilastro fondamentale del progresso umano.

Fonte: El País Articolo originale

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