Marruecos e il Polisario accettano roadmap Usa negoziato a Madrid sul Sahara
Gli Stati Uniti hanno rivelato, nel corso di un comunicato ufficiale diffuso su X, i dettagli di un dialogo multilaterale avviato a Madrid a fine settimana scorso per affrontare il conflitto per il futuro del Sahara Occidentale.
Gli Stati Uniti hanno rivelato, nel corso di un comunicato ufficiale diffuso su X, i dettagli di un dialogo multilaterale avviato a Madrid a fine settimana scorso per affrontare il conflitto per il futuro del Sahara Occidentale. La missione americana presso le Nazioni Unite ha confermato che, in collaborazione con l'ONU, sono state tenute conversazioni tra il Marocco, il Fronte Polisario, l'Algeria e la Mauritania nella capitale spagnola. L'obiettivo principale era applicare una risoluzione del Consiglio di Sicurezza approvata a ottobre, che mira a stabilire un'autonomia reale per il territorio, considerato da sempre un'area non autonoma o in attesa di decolonizzazione. Questa iniziativa segna il primo incontro diretto tra le parti in cerca di un accordo politico dal 2019, un anno in cui le negoziazioni si erano bloccate per anni. La decisione di svelare il contenuto del colloquio è stata fatta in modo estremamente riservato, con le parti tenute in silenzio su ogni dettaglio. Il risultato è che il Marocco e il Polisario hanno accettato la "Hoja de Ruta" proposta dagli Stati Uniti, con l'obiettivo di firmare un accordo politico a Washington nel mese di maggio.
Il dialogo, organizzato in un ambiente di stretta segretezza, ha visto la partecipazione di figure chiave come Masad Boulos, inviato per gli affari africani del presidente Trump, e Michael Waltz, rappresentante americano presso l'ONU. Accanto a loro è stato presente Staffan de Mistura, inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale. La riunione, inizialmente prevista per il fine settimana, si è protratta fino alla mattina del lunedì, con gli attori coinvolti impegnati a condividere le basi di una nuova via per risolvere il conflitto. La situazione è stata ulteriormente complessificata dal fatto che il Marocco ha presentato un piano di autonomia dettagliato di 40 pagine, mentre il Polisario continua a sostenere la via dell'autodeterminazione attraverso un referendum. L'Algeria, principale alleato del Polisario, ha mantenuto un ruolo attivo, così come la Mauritania, che ha partecipato alle negoziazioni da quando il territorio è stato liberato dalle truppe spagnole nel 1976.
Il contesto storico del conflitto è radicato in oltre mezzo secolo di divisioni. Il Sahara Occidentale, una volta provincia spagnola numero 53, è stato riconosciuto come "territorio non autonomo" dall'ONU, ma il Marocco ha sempre rivendicato la sovranità su di esso. Negli ultimi anni, il dibattito è stato interrotto da un blocco di negoziati e da un impasse diplomatico, con il fronte militare che si è mantenuto in tensione. La riconciliazione tra le parti, però, sembra aver trovato un'opportunità con il piano proposto dagli Stati Uniti, che mira a un accordo politico concreto. La relazione tra il Marocco e la Spagna è stata definita "strategica" da parte del presidente marocchino, con un riferimento al dialogo avvenuto a Madrid. Tuttavia, la questione rimane delicata, soprattutto considerando il ruolo della Spagna come ex colonizzatrice e la posizione dell'ONU, che ha sempre sostenuto un approccio decolonizzatore.
L'analisi delle implicazioni di questa iniziativa rivela sia opportunità che sfide. L'obiettivo principale è il raggiungimento di un accordo politico, ma il percorso è ostacolato da questioni tecniche, come il ruolo del comitato di esperti che valuterà il piano marocchino. Il Polisario ha espresso la volontà di estendere la sua analisi a tutte le possibili vie di soluzione, non solo all'autonomia. L'ONU, attraverso la risoluzione 2797, ha sottolineato l'importanza di un'autonomia reale, ma la sua applicazione dipende da un accordo tra le parti. Inoltre, la Missione di Nazioni Unite per il Referendum del Sahara Occidentale (Minurso), che ha un ruolo cruciale nel monitoraggio del territorio, potrebbe subire modifiche significative. Il Marocco ha avanzato la possibilità di ridurre le sue competenze o persino di dismetterla, una decisione che potrebbe influenzare la stabilità del conflitto.
La chiusura del processo si proietta verso un prossimo incontro previsto durante il mese di Ramadan, tra metà febbraio e metà marzo, con l'obiettivo di raggiungere un consenso sul comitato di esperti. Questo passo potrebbe segnare un'evoluzione verso un dialogo più strutturato, ma la strada è ancora lunga. L'impegno di tutti i protagonisti, inclusi il Marocco, il Polisario, l'Algeria e la Mauritania, sarà cruciale per superare le resistenze interne e esterne. La comunità internazionale, attraverso l'ONU e l'Unione Europea, continua a sostenere un approccio di pace, ma la realizzazione di un accordo dipende da una volontà condivisa di superare il conflitto. La questione del Sahara Occidentale rimane un tema di grande rilevanza geopolitica, con implicazioni non solo regionali ma anche internazionali.
Fonte: El País Articolo originale
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